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            <title>Diamoci da fare</title>
            <description>Il TAR si e' espresso contro il popolo abruzzese, senza dare troppe spiegazioni in merito, e dicendo che il petrolio da' piu' introiti che l'agricoltura. A me questo parrebbe abbastanza comico se invece fosse qualcosa che ci tocca da vicino. Non credo che il TAR sia stato interpellato per giudizi economici o agricoli, quanto invece per valutare l'iter legale dei permessi. La sentenza doveva uscire gia' il 16 dicembre 2007, e invece esce proprio lo stesso giorno in cui i petrolieri vanno a minacciare i contadini per vendergli le terre. Ci sono tuttora macchine dell'ENI fisse, in agguato, sotto casa dei contadini!! Che bassezza, che squallore, che metodi. Pensare che hanno dato a me della terrorista.</description>
            <link>http://abruzzo.indymedia.org</link>
            <lastBuildDate>Thu, 25 Sep 2008 12:36:23 +0100</lastBuildDate>
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            	            <managingEditor>imc-abruzzo@lists.indymedia.org (Indymedia Abruzzo)</managingEditor>

            <webMaster>imc-abruzzo@lists.indymedia.org (Indymedia Abruzzo)</webMaster>

            <copyright>Open Content License, http://www.opencontent.org/</copyright>
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               <title>Diamoci da fare</title>
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               <title>una perplessità</title>
               <link>http://abruzzo.indymedia.org/article/5517#comment6770</link>
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               <pubDate>Thu, 25 Sep 2008 12:36:23 +0100</pubDate>
               <author>(A)</author>
               <description>&lt;br&gt;
Sono d'accordo con tutto ciò che dici ma ho forti perplessità su questa campagna che si sta lanciando di raccolta di denaro per acquistare il terreno.&lt;br /&gt;
Non che voglia mettere in dubbio la buona fede di chi si sta racogliendo i soldi, assolutamente!&lt;br /&gt;
Ma non ne capisco il senso.&lt;br /&gt;
Il problema è politico.&lt;br /&gt;
 Questi territori sono già nostri, intendo delle comunità che lo abitano, perchè ci risiedono e lo vivono, perchè rispondono con la salute e qualità della vita delle condizioni del territorio, perchè non ultimo hanno sempre pagato le tasse secondo la cantilenata menzogna &quot;lo stato siamo noi&quot;!&lt;br /&gt;
Accettare questa compravendita vuol dire accettare la mercificazione dei territori. E poi comprare da chi? dalla Regione? ma come lo Stato non siamo noi? non dovrebbero amministrare al meglio i nostri territori? &lt;br /&gt;
cè qualcosa che non torna.&lt;br /&gt;
Evidentemente non funziona così. Chi ci amministra si è appropriato di ciò che era nostro tanto da metterlo all'asta.&lt;br /&gt;
Chi ofre di più se ne appropria e ne fa quello che vuole.&lt;br /&gt;
Se lo ottengono le multinazionali lo trattano come tubo di scappamento per i loro affari e se lo prendono i legittimi proprietari lo tutelano da questi scempi.&lt;br /&gt;
Io sostengo che quel che è nostro va difeso e non comprato.&lt;br /&gt;
Va difeso con le lotte, con l'informazione con la consapevolezza di ciò che stiamo facendo.&lt;br /&gt;
Dobbiamo far pressione, mobilitarci e impegnarci innazitutto per mandare via e liberarci sia mentalmente che materialmente delle caste di potere che siedono sulle poltrone, abbiamo visto per l'ennesima volta tutti qual'è il loro compito e il loro unico interesse. E' intollerabile! &lt;br /&gt;
Vogliamo davvero metterci al livello di comprare i nostri diritti? &lt;br /&gt;
Se crediamo di poter sconfiggere le multinazionali con le collette abbiamo perso in partenza. Loro hanno sicuramente più soldi di noi!&lt;br /&gt;</description>
               <category>Ecosistemi</category>
               <category>Chieti</category>
               <category>Notizie</category>
               
            </item>
            
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               <title>Proposta [1]</title>
               <link>http://abruzzo.indymedia.org/article/5517#comment6773</link>
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               <pubDate>Thu, 25 Sep 2008 16:21:09 +0100</pubDate>
               <author>R</author>
               <description>&lt;br&gt;
Effettivamente messa così mi crescono anche a me forti perplessità su questa raccolta fondi per l'acquisto.&lt;br /&gt;
Non sono un'esperto in materia legale, ma penso che se l'amministrazione decidesse di espropriare il terreno per motivi di carattere pubblico non farebbe tanta differenza tra un contadino, un'associazione o chi sia. A questo punto perchè non prendere in considerazione quello che è stato fatto a Venaus per ben due volte (&lt;a href=&quot;http://www.lsmetropolis.org/2008/06/posto-in-prima-fila-2/&quot; title=&quot;http://www.lsmetropolis.org/2008/06/posto-in-prima-fila-2/&quot;&gt;http://www.lsmetropolis.org/2008/06/posto-in-prima-fila-2/&lt;/a&gt;)?. In questo modo, oltre ad avere una soluzione molto più orizzontale e partecipativa, si creerebbe un opposizione veramente radicale, in quanto l'amministrazione dovrebbe rapportarsi non con un singolo, ma con centinaia di persone regolarmente proprietari del terreno.&lt;br /&gt;
Questo è un documento con il modulo e tutte le info del caso ( &lt;a href=&quot;http://www.pattomutuosoccorso.org/segnalazioni/primafila-modulo-e-info.pdf&quot; title=&quot;http://www.pattomutuosoccorso.org/segnalazioni/primafila-modulo-e-info.pdf&quot;&gt;http://www.pattomutuosoccorso.org/segnalazioni/primafil...o.pdf&lt;/a&gt;). &lt;br /&gt;
Se a Venaus funzoina, perchè a Ortona no?</description>
               <category>Ecosistemi</category>
               <category>Chieti</category>
               <category>Notizie</category>
               
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               <title>condivido</title>
               <link>http://abruzzo.indymedia.org/article/5517#comment6776</link>
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               <pubDate>Thu, 25 Sep 2008 16:45:13 +0100</pubDate>
               <author>luca</author>
               <description>&lt;br&gt;
anche a me pare la scelta migliore.&lt;br /&gt;
con la procedure di comitato natura verde, a chi verrà intestato quel terreno?&lt;br /&gt;
chi ci assicura che il comitato non si piegherà MAI?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
avendo una quota distribuita sarebbe un'ulteriore garanzia, oltre che una cosa estremamente più efficace.</description>
               <category>Ecosistemi</category>
               <category>Chieti</category>
               <category>Notizie</category>
               
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            <item>
               <title>Proposta [2]</title>
               <link>http://abruzzo.indymedia.org/article/5517#comment7236</link>
               <guid isPermaLink="true">http://abruzzo.indymedia.org/article/5517#comment7236</guid>
               <pubDate>Thu, 22 Jan 2009 16:28:40 +0100</pubDate>
               <author>Rocco</author>
               <description>&lt;br&gt;
&lt;p&gt;A mio parere la lotta per essere seria ed efficace deve avvenire su + livelli:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;1) un livello base, mirato a creare la consapevolezza nei cittadini. la sensibilizzazione, e questo lo sta gi&amp;agrave; facendo egregiamente la dott.ssa Maria Rita D'Orsogna a cui va tutta la mia stima e ammirazione personale,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;2) un livello intermedio mirato a creare un'associazione UNICA di coordinamento NAZIONALE che raggruppi in maniera gerarchica le varie anime (comitati, associazioni, ecc.) presenti in ogni regione (ogni regione ha la sua brutta storia di petrolio e malaffare), e questo invece non lo sta facendo nessuno,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;3) un livello mediatico mirato a prendere contatto e coinvolgere personaggi della cultura e dell'arte o della scienza che sposino la causa, e questo non lo sta facendo nessuno,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;4) un livello finale (inteso come punto di arrivo finale) di mobilitazione UNICA GENERALE a Roma culminante con la&amp;nbsp;richiesta di sedere a un tavolo politico di trattative con il governo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il problema &amp;egrave; troppo grande per pensare di vincere solo con le manifestazioni o le denunce.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La storia dimostra che laddove l'Eni o chi per essa volevano costruire raffinerie, i petrolieri l'hanno sempre avuta vinta sulle resistenze locali. Tra l'altro&amp;nbsp;i petrolieri sono abituati a&amp;nbsp;gestire simili resistenze perch&amp;egrave; dovunque vanno a fare raffinerie e pozzi, le incontrano e perci&amp;ograve; sono abituati e anzi hanno sviluppato delle strategie psicologiche&amp;nbsp;di gestione delle stesse. Ad esempio, in tutti i casi&amp;nbsp;le resistenze locali si ammorbidiscono fino quasi a sopirsi del tutto dopo che l'impianto viene realizzato, o a restringersi al punto da essere ancora pi&amp;ugrave; facilemnte superabili:&amp;nbsp;QUESTO L'ENI LO SA.&amp;nbsp;Sa come funziona la&amp;nbsp;psiche della gente in questi casi, per cui da un momento all'altro ci sar&amp;agrave; un atto di forza che insedia la raffineria e noi tutti saremo belli che fregati: si veda il caso del polo petrolchimico del Ticino (in internet c'&amp;egrave; tutta la storia: sembra la nostra, e il finale &amp;egrave; quello descritto da me).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Occorre perci&amp;ograve; unire le &quot;forze&amp;nbsp;sane&quot; di tutte le le regioni interessate da questo sciacallaggio e creare una VOCE UNICA. Solo cos&amp;igrave; si pu&amp;ograve; sperare di ottenere qualche cosa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Personalmente non credo che faremo in tempo a fermarli, ma quanto meno in questo modo avremo una VOCE abbastanza FORTE per&amp;nbsp;controllarli a vista e tenerli a bada anche dopo che l'hanno fatto. E questo loro non se lo aspettano perch&amp;egrave; &amp;egrave;&amp;nbsp;il loro peggiore&amp;nbsp;INCUBO e non hanno imparato a gestirlo, non essendoglisi mai presentato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Io sono disposto a fare il mio dovere civico in prima persona, per portare avanti questa strategia e spero che anche tu che stai leggendo voglia fare lo stesso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se condividi quanto hai letto di poter dare&amp;nbsp;un contributo organizzativo o operativo puoi scrivere alla mia email: potremo cos&amp;igrave; muoverci per iniziare a sondare la possibilit&amp;agrave; di coordinamento delle associazioni a livello nazionale.&lt;/p&gt;</description>
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