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            <title>Indymedia Abruzzo</title>
            <description>Tutti le ultime notizie pubblicate sul newswire a pubblicazione aperta.</description>
            <link>http://abruzzo.indymedia.org</link>
            <lastBuildDate>Fri, 20 Nov 2009 23:35:28 +0100</lastBuildDate>
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            	            <managingEditor>imc-abruzzo@lists.indymedia.org (Indymedia Abruzzo)</managingEditor>

            <webMaster>imc-abruzzo@lists.indymedia.org (Indymedia Abruzzo)</webMaster>

            <copyright>Open Content License, http://www.opencontent.org/</copyright>
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               <title>Indymedia Abruzzo</title>
               <link>http://abruzzo.indymedia.org</link>
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            <item>
               <title>Montesilvano - Provocazione Forza Nuova contro i Rom Domani 21</title>
               <link>http://abruzzo.indymedia.org/article/7094</link>
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               <pubDate>Fri, 20 Nov 2009 23:35:28 +0100</pubDate>
               <author>Antifa</author>
               <description>&lt;p&gt;Corteo xenofobo a Montesilvano&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;br&gt;
&lt;p&gt;Marco Forconi di Forza Nuova vuole speculare sui fatti di Alba Adriatica e di Villa Rosa di Martinsicuro per portare avanti una politica razzista e nazista nel territorio. Compagni cacciamoli via questi Infami!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;BR&gt;</description>
               <comments>http://abruzzo.indymedia.org/article/7094#comments</comments>
               <category>Antifascismo</category>
               <category>Italia</category>
               <category>Notizie</category>
               
            </item>
            
            <item>
               <title>Abruzzo, Ratzinger manda l'emissario tra i parroci del terremoto</title>
               <link>http://abruzzo.indymedia.org/article/7093</link>
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               <pubDate>Fri, 20 Nov 2009 13:47:47 +0100</pubDate>
               <author>list</author>
               <description>&lt;p&gt;Alle cinque del pomeriggio don Luciano &amp;egrave; in macchina tra Bagno e Pianola, frazioni dell&amp;rsquo;Aquila distrutte dal terremoto con ostie, calici e paramenti sacri. &amp;laquo;Me li porto in giro a destra e a sinistra tra una tenda blu e un&amp;rsquo;altra, per poter dire messa ogni giorno ai miei fedeli. Domenica prossima sar&amp;ograve; costretto a dirla per strada, anzi, sar&amp;agrave; un bello spettacolo. Posso dirlo? S&amp;igrave;, lo dico: che fregatura, tante promesse, nessuna mantenuta&amp;raquo;.&lt;/p&gt;&lt;br&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Abruzzo, Ratzinger manda l'emissario tra i parroci del terremoto&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Alle cinque del pomeriggio don Luciano &amp;egrave; in macchina tra Bagno e Pianola, frazioni dell&amp;rsquo;Aquila distrutte dal terremoto con ostie, calici e paramenti sacri. &amp;laquo;Me li porto in giro a destra e a sinistra tra una tenda blu e un&amp;rsquo;altra, per poter dire messa ogni giorno ai miei fedeli. Domenica prossima sar&amp;ograve; costretto a dirla per strada, anzi, sar&amp;agrave; un bello spettacolo. Posso dirlo? S&amp;igrave;, lo dico: che fregatura, tante promesse, nessuna mantenuta&amp;raquo;. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Un paio d&amp;rsquo;ore prima don Ramon, parroco di San Antonio a Pile, sta facendo il muratore della sua chiesa, nel senso tecnico e non spirituale del termine: c&amp;rsquo;&amp;egrave; un tendone di 350 mq da tirar su e mai come da queste parti, di questi tempi, funziona il detto &amp;ldquo;aiutati che Dio t&amp;rsquo;aiuta&amp;rdquo;. &amp;laquo;Sono stato fortunato &amp;ndash; dice don Ramon &amp;ndash; quando ho visto che giustamente sono state messe le case davanti alle chiese ma che poi le chiese avrebbero dovuto aspettare un bel po&amp;rsquo;, allora mi sono organizzato e arrangiato. La mia &amp;egrave; una grossa comunit&amp;agrave;, ottomila persone. Grazie alla donazione del comune di Roma, tra poco avr&amp;ograve; la mia chiesa&amp;raquo;.&lt;br&gt;&lt;br&gt; Ci ha provato anche don Giovanni, parroco di Tempera, tutto distrutto, case e chiese, e nulla all&amp;rsquo;orizzonte. Pur di farsi sentire, il primo novembre si &amp;egrave; praticamente dichiarato &amp;laquo;morto&amp;raquo; per disperazione e lungo le via principale del paese sono comparsi i manifesti delle onoranze funebri con l&amp;rsquo;annuncio che avrebbe celebrato la messa per i defunti al cimitero. Trovata quasi pirandelliana. Che ha funzionato: adesso don Giovanni ha un fabbricato di lamiera di 12 mq regalato dai privati dove ha potuto organizzare una specie di canonica. &amp;laquo;E proprio oggi &amp;ndash; racconta speranzoso &amp;ndash; hanno cominciato i lavori a una delle mie chiesette&amp;raquo;. Forse a Natale se la cava. &lt;br&gt;&lt;br&gt;frammentiFrammenti di sopravvivenza dal fronte della resistenza parrocchiale aquilana. Un fronte silenzioso ma quasi in rivolta che ora &amp;egrave; difficile tenere a bada. Manca un mese a Natale e il progetto &amp;ldquo;A Natale una chiesa per ogni comunit&amp;agrave;&amp;rdquo; &amp;egrave; un&amp;rsquo;illusione ottica a cui non credono pi&amp;ugrave; i parroci. Figuriamoci i fedeli per cui, al di l&amp;agrave; della stretta osservanza, in questo mondo di macerie che &amp;egrave; L&amp;rsquo;Aquila dove la chiusura delle tendopoli ha fatto diventare ancora pi&amp;ugrave; arduo trovare un bar, un caff&amp;egrave;, una piazza, una panchina dove ritrovarsi, anche la chiesa e l&amp;rsquo;oratorio diventano fondamentali. Il Vaticano &amp;egrave; intervenuto inviando all&amp;rsquo;Aquila una sorta di commissario per l&amp;rsquo;emergenza...&lt;/p&gt;&lt;BR&gt;</description>
               <comments>http://abruzzo.indymedia.org/article/7093#comments</comments>
               <category>Terremoto</category>
               <category>Italia</category>
               <category>Notizie</category>
               
            </item>
            
            <item>
               <title>Torino:19 Dicembre : Corteo contre Sgomberi e Repressione</title>
               <link>http://abruzzo.indymedia.org/article/7091</link>
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               <pubDate>Thu, 19 Nov 2009 20:57:44 +0100</pubDate>
               <author>Libertad</author>
               <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Solidariet&amp;agrave;...Resistenzia....&lt;/p&gt;&lt;br&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In risposta ai continui attacchi delle istituzioni e dei media contro tutte le realt&amp;agrave; occupate, scendiamo in piazza per dire basta a un regime sempre opprimente e una repressione dilagante, in cui democrazia e libert&amp;agrave; si traducono in C.I.E. e militarizzazione delle citt&amp;agrave;. La tanto invocata sicurezza crea un clima di terrore, nel frattempo le persone continuano a morire: sul lavoro per un ricatto sociale che ci costringe alla sopravvivenza, nelle carceri in condizioni disumane, nelle strade per mano della polizia. in nome del progresso e dell'economia la nostra salute &amp;egrave; attaccata ogni giorno da troppe nocivit&amp;agrave; e la nostra mente viene manipolata dai media.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;PER LA RIAPPROPRIAZIONE E LA DIFESA DEGLI SPAZI AUTOGESTITI E LA LIBERTA' DI TUTTI GLI INDIVIDUI.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;Appuntamento Sabato 19 Dicembre 2009 Ore 14:00 davanti alla stazione Ferroviaria di Porta Susa&lt;/p&gt;&lt;BR&gt;</description>
               <comments>http://abruzzo.indymedia.org/article/7091#comments</comments>
               <category>Spazi Liberati</category>
               <category>Abruzzo</category>
               <category>Notizie</category>
               
            </item>
            
            <item>
               <title>Transcom. «Noi dipendenti cacciati subiamo un secondo terremoto»</title>
               <link>http://abruzzo.indymedia.org/article/7090</link>
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               <pubDate>Wed, 18 Nov 2009 23:53:54 +0100</pubDate>
               <author>working class</author>
               <description>&lt;p&gt;L&amp;rsquo;AQUILA. Come si sa l&amp;rsquo;azienda aquilana Trascom dopo una serie di vicissitudini e di incontri bilaterali manterr&amp;agrave; al lavoro soltanto 69 dipendenti mentre altri 276 dovranno prendere altre strade, per alcuni sarebbe possibile in teoria un trasferimento in altre sedi.&lt;/p&gt;&lt;br&gt;
&lt;p&gt;I dipendenti in una lunga lettera contestano la direzione aziendale presieduta da Roberto Boggio e chiariscono che non &amp;egrave; affatto vero che ci siano persone &amp;laquo;costrette ad andare via&amp;raquo;.&lt;br&gt;&amp;laquo;Ri-sottolineiamo&amp;raquo;, scrivono alcuni lavoratori Transcom, &amp;laquo;che a L&amp;rsquo;Aquila &amp;egrave; in atto un licenziamento collettivo di 276 lavoratori, che l&amp;rsquo;azienda ne &amp;ldquo;tratterr&amp;agrave;&amp;rdquo; soltanto 69, che la strategia aziendale ha incentrato tutti i suoi sforzi ed interessi unicamente sul profitto, agitando come unici paraventi la crisi di mercato e l&amp;rsquo;inagibilit&amp;agrave; dei locali. Quali e come sono in realt&amp;agrave; i bilanci Transcom? Di quale inagibilit&amp;agrave; parla, se sono bastati pochi giorni di intervento da parte del proprietario dello stabile perch&amp;eacute; diventasse di nuovo agibile? E perch&amp;eacute; allora rimane? E dopo tutto ci&amp;ograve; sembra, sempre dalle parole di Boggio, che Transcom si aspettasse addirittura solidariet&amp;agrave;. E&amp;rsquo; paradossale. Se fosse vero ci&amp;ograve; che il direttore dice perch&amp;eacute; chiede scusa alla citt&amp;agrave;? Di cosa?&amp;raquo;.&lt;br&gt;Critici i dipendenti poich&amp;eacute; Boggio non si sarebbe assunto le proprie responsabilit&amp;agrave; ed avrebbe reagito male a &amp;laquo;inevitabili critiche per non aver saputo o voluto coniugare, come altri fanno, gli interessi dell&amp;rsquo;azienda con la solidariet&amp;agrave; verso i propri dipendenti che, lavorando a pieno ritmo e con indiscussa professionalit&amp;agrave; per pi&amp;ugrave; di nove anni, hanno costruito la sede aquilana, mandandola avanti benissimo e, ribadiamo, producendo un enorme fatturato&amp;raquo;.&lt;br&gt;Ma &amp;egrave; notizia di pochi giorni fa alla crisi l&amp;rsquo;azienda ha risposto siglando una importante commessa milionaria con l&amp;rsquo;Inps che avrebbe potuto far rivedere un piano comunque ideato ed elaborato prima della sigla del contratto.&lt;br&gt;Sul caso anche esponenti politici hanno chiesto una revisione ma non sembra ci sia lo spazio per alcun dialogo.&lt;br&gt;&amp;laquo;Poi &amp;egrave; davvero inaccettabile, a livello razionale&amp;raquo;, aggiungono i dipendenti &amp;laquo;lo sfogo di Boggio (che ha scritto ad un quotidiano locale ndr) il quale, mentre auspica a parole (e soltanto a parole, che sono a costo zero) la rinascita dell&amp;rsquo;Aquila, afferma: &amp;ldquo;la soluzione E-Care l&amp;rsquo;abbiamo subita e certamente avremmo voluto un altro epilogo&amp;rdquo;. La qual cosa vuol semplicemente dire che la sorte di 276 persone &amp;egrave; un fatto che non lo riguarda. E ce ne siamo accorti tutti&amp;raquo;.&lt;br&gt;&amp;laquo;I fatti parlano da soli&amp;raquo;, concludono i dipendenti, &amp;laquo;cos&amp;igrave; come le sue affermazioni che, per quanto si dia da fare, evidenziano la sostanza vera di una realt&amp;agrave; sotto gli occhi di tutti: quella di un&amp;rsquo;azienda che, in una catastrofe che ha attratto su di s&amp;eacute; lo sguardo (e non solo) del mondo, ha pensato di aiutare e sostenere i suoi dipendenti, veramente terremotati, con un colpo finale. Il licenziamento&amp;raquo;.&lt;br&gt;&lt;br&gt;18/11/2009 &lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;BR&gt;</description>
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               <category>Lavoro-non-lavoro</category>
               <category>LAquila</category>
               <category>Notizie</category>
               
            </item>
            
            <item>
               <title>Niki Aprile Gatti - Il caso Cucchi abruzzese ?</title>
               <link>http://abruzzo.indymedia.org/article/7089</link>
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               <pubDate>Wed, 18 Nov 2009 23:42:30 +0100</pubDate>
               <author>a.l.</author>
               <description>&lt;p&gt;AVEZZANO. Anche l&amp;rsquo;Abruzzo ha il suo caso Cucchi? Niki Aprile Gatti come Stefano, il ragazzo morto in carcere a Roma dopo l&amp;rsquo;arresto e della cui vicenda si sta occupando la procura di Roma per capire i reali motivi del decesso?&lt;/p&gt;&lt;br&gt;
&lt;p&gt;Non &amp;egrave; chiaro, ma di certo ad Avezzano c&amp;rsquo;&amp;egrave; una donna, Ornella Gemini, mamma di Niki, che ha perso suo figlio, morto in carcere dopo l&amp;rsquo;arresto e che non si &amp;egrave; ancora rassegnata.&lt;br&gt;La donna non crede ai risultati dell'autopsia che parlano di suicidio; si &amp;egrave; opposta all'archiviazione dell'inchiesta; ha attaccato i giornali locali che non si occupano pi&amp;ugrave; di tanto della &quot;misteriosa&quot; vicenda.&lt;br&gt;Il caso &amp;egrave; quello del giovane Niki Aprile Gatti, 26 anni, di Avezzano, che il 23 giugno del 2008 viene trovato senza vita nel carcere di Sollicciano, provincia di Firenze, in cui era rinchiuso da quattro giorni. &lt;br&gt;Oggi si riapre il sipario su questa storia e la mamma del giovane sar&amp;agrave; questa sera alle 21.45 in collegamento con Sky Tg 24 davanti alla libreria Mondadori di Avezzano in via Monsignor Bagnoli. &lt;br&gt;La trasmissione televisiva si occuper&amp;agrave; proprio delle morti sospette nelle carceri italiane. &lt;br&gt;Fin da subito i genitori del ragazzo avevano chiesto che il caso non venisse archiviato come suicidio, perch&amp;eacute; loro non hanno mai creduto realmente a questa ipotesi. &lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;strong&gt;UNA INCHIESTA DALLE DIMENSIONI ENORMI&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Gatti, che viveva a San Marino ed era responsabile di una societ&amp;agrave; informatica, &amp;egrave; stato arrestato il 19 giugno alle 23 a Cattolica con l'accusa di aver commesso una truffa con prefissi a peso d'oro (899).&lt;br&gt;Valore complessivo del raggiro: 10 milioni di euro e nell'inchiesta finirono in tutto 18 persone.&lt;br&gt;Il 23 dello stesso mese , alle 11 di mattina, il ragazzo &amp;egrave; stato trovato senza vita, impiccato alla finestra del bagno con un paio di jeans e un numero imprecisato di lacci da scarpe.&lt;br&gt;Madre e padre hanno pi&amp;ugrave; volte ripercorso le drammatiche fasi che hanno preceduto la morte del ragazzo. &lt;br&gt;Niki, mai stato in carcere prima di allora, aveva chiesto di essere messo in una cella con detenuti italiani e non violenti.&lt;br&gt;Era stato invece rinchiuso in una cella della quarta sezione con due detenuti extracomunitari per i quali era stata disposta una sorveglianza assidua.&lt;br&gt;Uno dei due, in una precedente detenzione, aveva minacciato di tagliare la gola al compagno di cella. Ma e' anche la dinamica della morte a non convincere i genitori del ragazzo.&lt;br&gt;&amp;laquo;L'utilizzo di un solo laccio e' di per s&amp;egrave; idoneo a causare la morte per strangolamento di una persona &amp;ndash;scrissero qualche mese fa- ma certamente non idoneo a sorreggere il corpo di Niki del peso di 92 chili&amp;raquo;. &lt;br&gt;Secondo i genitori, inoltre, &amp;laquo;non si comprende come possa essere stata consumata l'impiccagione quando nel bagno non vi era sufficiente altezza tra i jeans e il piano di calpestio del pavimento tale da poter garantire il sollevamento e il penzolamento del corpo. In tal caso -sostengono i genitori del ragazzo- il decesso e' pi&amp;ugrave; riconducibile a uno strangolamento con successiva simulazione di impiccagione&amp;raquo;.&lt;br&gt;&lt;br&gt;a.l. 18/11/2009&lt;/p&gt;&lt;BR&gt;</description>
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               <comments>http://abruzzo.indymedia.org/article/7089#comments</comments>
               <category>Repressione</category>
               <category>Marsica</category>
               <category>Notizie</category>
               
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            <item>
               <title>Russia: uccisio giovane antifà, torna allarma neonazismo</title>
               <link>http://abruzzo.indymedia.org/article/7088</link>
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               <pubDate>Wed, 18 Nov 2009 09:58:29 +0100</pubDate>
               <author>R.(A).S.H.</author>
               <description>Ivan Khutorskoi, 26 anni ucciso con colpi alla nuca sotto casa&lt;BR&gt;
RUSSIA: UCCISO GIOVANE MILITANTE, TORNA ALLARME NEONAZISMO&lt;br&gt;

(ANSA) - MOSCA, 17 NOV - L'uccisione ieri sera a Mosca di un giovane militante antifascista, eliminato a colpi di pistola nell'androne della sua abitazione, ha fatto riaffiorare le preoccupazioni per la crescente presenza in Russia dell'estremismo nazionalista e neonazista. Ivan Khutorskoi, 26 anni, conosciuto come Vania Kostolom, è stato trovato privo
di vita, con due colpi d'arma da fuoco alla nuca, all'ingresso dello stabile dove abitava, nella parte orientale di Mosca. L'omicidio, secondo gli inquirenti, sarebbe avvenuto intorno alle 21 locali (19 italiane).
Accanto al corpo sono stati trovati un piccolo coltello e un pugno di ferro. «Non è escluso che gli aggressori possano essere stati diversi», ha detto una fonte della polizia. Al momento le ricerche degli assassini riguardano varie organizzazioni dell'estremismo di destra e degli ambienti ultranazionalisti. «La vittima era un attivo esponente del movimento antifascista, ed era un appassionato di musica punk-rock», ha detto Anatoli Bagmet, della sezione invesigativa della procura di Mosca. Le indagini, ha aggiunto, sono orientate sull'attività politica del giovane ce già in passato era stato più volte vittima di aggressioni e provocazioni. «Per la maggioranza degi amici di Ivan è evidente che l'omicidio è stato opera di
neonazisti russi», ha detto oggi sul proprio sito internet il movimento di sinistra Ikd (Istituto di azione collettiva), del quale Khutorskoi era un simpatizzante attivo. Sul sito è stata messa anche una foto del giovane ucciso, un ragazzone muscoloso con capelli rasati e T-shirt nera. Lo stesso movimento Ikd ha notato come su alcuni siti degli ambienti nenazisti e
skinhead appaiano regolarmente i nomi e gli indirizzi di attivisti antifascisti, con appelli alla loro eliminazione. Sembra che Ivan Khutorskoi fosse un militante combattivo, incaricato di una vera e propria 'guerrà di strada contro gli ultranazionalisti e i neonazisti. Negli ultimi
tempi aveva garantito la sicurezza e il servizio d'ordine durante concerti e manifestazioni antifasciste. Secondo Ikd, negli ultimi tempi solo a Mosca i neonazisti hanno ucciso sei militanti di sinistra e esponenti antifasisti, compresi l'avvocato Pavel Markelov e la giornalista Anastasia Baburova, assassinati nel centro della capitale russa lo scorso gennaio. 
Markelov era noto per la sua attività in difesa di antifascisti e vittime del'estremismo di destra. Per tale duplice assassinio sono state arrestate due persone, una delle quali, Nikita Tikhonov, membro di una organizzazione neonazista, ha ammesso le sue responsabilità. In tutta la Russia, e in particolare a Mosca, si è registrata negli ultimi tempi una preoccupante escalation di aggressioni e violenze anche a sfondo razzista e xenofobo, ai danni delle migliaia di immigrati asiatici e caucasici: tagiki, uzbeki, azeri, armeni, georgiani, ceceni, accusati di togliere lavoro ai russi e di alimentare la corruzione e la criminalità.
&lt;BR&gt;</description>
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               <category>Antifascismo</category>
               <category>Internazionale</category>
               <category>Notizie</category>
               
            </item>
            
            <item>
               <title>Il rimbalzo delle macerie</title>
               <link>http://abruzzo.indymedia.org/article/7087</link>
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               <pubDate>Wed, 18 Nov 2009 09:46:15 +0100</pubDate>
               <author>Franco Massimo Botticchio</author>
               <description>&lt;p&gt;Da L Aquila a Valle dei fiori - Il Martello scrive all ingegner Torelli (Aciam)&lt;/p&gt;&lt;br&gt;
&lt;p&gt;&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;Oggetto: &amp;lt;em&amp;gt;Macerie del terremoto aquilano - Valle Solegara (Antrosano) - Valle dei fiori (Gioia dei Marsi)&amp;lt;/em&amp;gt;&amp;lt;/strong&amp;gt;&amp;lt;/p&amp;gt; &amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;em&amp;gt;Egregio Ingegner Torelli,&amp;lt;br&amp;gt; spero tutto bene.&amp;lt;/em&amp;gt;&amp;lt;/p&amp;gt; &amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;em&amp;gt;Scuser l impudenza e l irritualit della presente comunicazione ma ritengo di doverLe esternare, per quel poco che pu valere, tutto il senso di angoscia che la recente - e scoperta - disponibilit di Aciam a ricevere qualcosa dei tre milioni di metri cubi di macerie (Il Centro, 14 novembre 2009) del terremoto aquilano ha ingenerato nella mia modesta persona, e non solo per la parziale deviazione dal core-business del Consorzio, la cui  mission quella, leggo dal sito, di consolidare la propria leadership nella gestione dei rifiuti solidi urbani assicurando un servizio efficiente, affidabile e competitivo (e Dio solo sa di quanta attenzione tale ambizioso obiettivo necessiterebbe).&amp;lt;/em&amp;gt;&amp;lt;/p&amp;gt; &amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;em&amp;gt;In occasione della riunione aquilana del 13 novembre scorso, la disponibilit sulle macerie stata manifestata da Aciam unitamente ad esponenti dell amministrazione comunale di Avezzano, cosicch non pare esservi dubbio che la porzione che toccher in sorte al Consorzio avr, quale destinazione finale, il sito di  Valle Solegara (Antrosano), gi ora in opera per gli inerti e gi individuato dalla Regione Abruzzo quale sito idoneo proprio per lo smaltimento delle macerie aquilane. Non sfugge, nemmeno ad una persona ingenua quale chi Le scrive, che un simile conferimento comporterebbe, nel caso dovesse effettivamente verificarsi, l automatica traslazione, in un perverso gioco dei quattro cantoni, della discarica per rifiuti solidi urbani marsicana a  Valle dei fiori (Gioia dei Marsi), ovvero in quel sito che localizzato in un area infelicissima e classificato ad altissimo rischio idrogeologico, dovrebbe, per ragion di stato, divenire idoneo per consentire il pi proficuo albergo delle macerie in Avezzano.&amp;lt;/em&amp;gt;&amp;lt;/p&amp;gt; &amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;em&amp;gt;Come bene a Sua conoscenza, il giudizio VIA relativo alla progettata discarica di  Valle dei fiori ha richiesto formalmente - recependo quanto espresso nel parere dell Autorit di Bacino competente - che la procedibilit sul progetto Aciam di  Valle dei fiori sia condizionata, proprio in ragione delle criticit emerse nell iter valutativo, all attestazione del  Servizio Gestione Rifiuti della Regione che l opera indispensabile e non delocalizzabile. Tale ultima caratteristica non pu derivare da semplici considerazioni  economicistiche , ed insieme all invito, rivoltoLe anche dal WWF Abruzzo, di condurre uno studio sul territorio onde verificare effettivamente che non vi siano altri siti idonei alla localizzazione di una discarica nel territorio dei Comuni soci del Suo Consorzio, Le rappresento che la semplice considerazione che a  Valle Solegara (sito che nel 2006 fu peraltro in predicato di divenire anche discarica per rifiuti solidi urbani, con apposito progetto Aciam ritirato per ragioni eminentemente politiche) sia pi conveniente allocare le pi redditizie materie non potr di certo implicare e consentire che  Valle dei fiori divenga  non delocalizzabile . Al contrario.&amp;lt;/em&amp;gt;&amp;lt;/p&amp;gt; &amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;em&amp;gt;Citarsi sempre sgradevole, pure mi pregio rammentarLe la lettera che non appena la umana decenza lo consent (avrei voluto spedirla gi il 6 aprile 2009) inviai, nel maggio 2009, al professor Mauro Dolce [Dipartimento Protezione Civile - Ufficio III - Valutazione, prevenzione e mitigazione del rischio sismico e attivit ed opere post-emergenza] in ordine al progetto di  Valle dei fiori , e nella quale concludevo accorato che l emergenza non deve essere lo strumento per risolvere, d imperio, quello che emergenza non , magari nei luoghi contigui al sisma (per l intera lettera si veda: &amp;lt;a href=&quot;http://www.site.it/le_testate/IL%20MARTELLO%20DEL%20FUCINO/martello%202009-9.pdf&quot;&amp;gt;&amp;lt;u&amp;gt;Il Martello del Fucino, a.VI, n. 9&amp;lt;/u&amp;gt;&amp;lt;/a&amp;gt;). Ora pi che mai, l emergenza delle macerie - problema gravissimo - non pu, di rimbalzo, colpire noi, a  Valle dei fiori , creando, per il futuro, ulteriori gravissimi problemi.&amp;lt;/em&amp;gt;&amp;lt;/p&amp;gt; &amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;em&amp;gt;Su questi aspetti, caro Ingegnere, trover la ferma opposizione della mia modesta persona e, mi auguro, quella del COMITATO NO DISCARICA VALLE DEI FIORI da poco sorto in zona nonch quella dei cittadini (sempre pi numerosi) consapevoli del problema che ci sovrasta.&amp;lt;/em&amp;gt;&amp;lt;/p&amp;gt; &amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;em&amp;gt;Cordiali saluti.&amp;lt;/em&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;&amp;lt;br&amp;gt; Franco Massimo Botticchio&amp;lt;/strong&amp;gt;&amp;lt;br&amp;gt; (proprietario de Il Martello del Fucino - foglio volante di Fontamara - Reg.ne Tribunale di Avezzano n. 176/2004)&amp;lt;/p&amp;gt;&lt;/p&gt;&lt;BR&gt;</description>
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               <category>Terremoto</category>
               <category>Abruzzo</category>
               <category>Notizie</category>
               
            </item>
            
            <item>
               <title>Rassegna di film</title>
               <link>http://abruzzo.indymedia.org/article/7084</link>
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               <pubDate>Tue, 17 Nov 2009 20:41:58 +0100</pubDate>
               <author>la fionda termo</author>
               <description>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;CONTRO OGNI PRIVILEGIO&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;CONTRO OGNI DISCRIMINAZIONE&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;PER UN MONDO SENZA STECCATI&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;br&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;text-decoration: underline;&quot;&gt;VENERD&amp;igrave; 20 NOVEMBRE ALLE ORE 21.00&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&quot;LA ZONA&quot;&amp;nbsp; &lt;/strong&gt;di Rodrigo Pl&amp;agrave; (2007 Messico)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;text-decoration: underline;&quot;&gt;VENERD&amp;igrave; 27 NOVEMBRE ALLE ORE 21.00&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&quot;DOGVILLE&quot;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp; di Lars Von Trier ( 2003 Danimarca)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;text-decoration: underline;&quot;&gt;VENERD&amp;igrave; 4 DICEMBRE ALLE ORE 21.00&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&quot;L'ONDA&quot;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp; di Dennis Gansel (2008 Germania)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;Presso lo&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;SPAZIO ANTIAUTORITARIO &quot;LA FIONDA&quot;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; via Trento e Trieste , 35 Teramo&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;mailto:lafiondateramo@yahoo.it&quot;&gt;lafiondateramo@yahoo.it&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;BR&gt;</description>
               <comments>http://abruzzo.indymedia.org/article/7084#comments</comments>
               <category>Altro</category>
               <category>Teramo</category>
               <category>Eventi</category>
               
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               <title>L'Aquila: Disneyland e le tende</title>
               <link>http://abruzzo.indymedia.org/article/7083</link>
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               <pubDate>Tue, 17 Nov 2009 18:08:49 +0100</pubDate>
               <author>Miss Kappa</author>
               <description>&lt;p&gt;Bertolaso se ne va. In pensione. Annuncia di voler ritrovare se stesso, dopo il dispendio di energie speso nel terremoto aquilano che lo ha lasciato stanco e logorato.&lt;/p&gt;&lt;br&gt;
&lt;p&gt;Esclude di entrare in politica: andr&amp;agrave; a fare il medico in Africa. Con lui andr&amp;agrave; via dalla nostra terra, il 31 dicembre, tutto l'apparato della protezione civile. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Hanno piazzato il piano c.a.s.e., ci&amp;ograve; che gli premeva. Hanno sperperato denaro pubblico, distrutto un territorio ed i suoi abitanti ed ora, acclamati, si ritirano. &lt;br&gt;La patata bollente delle assegnazioni delle casine non pronte e non sufficienti la lasciano alle amministrazioni locali. E il guaio di una comunit&amp;agrave; frantumata e disgregata ai singoli. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Son stati bravi, loro signori, ad inculcare negli individui il sentimento di riconoscenza e sottomissione. Colui che fa beneficienza non viene osteggiato. Si china il capo e si ringrazia. E tale atteggiamento &amp;egrave; stato talmente diffuso e legittimato che persino gli ingegneri ed i progettisti,e i muratori, fino all'ultimo manovale, che lavorano alle c.a.s.e. o ai m.a.p, sostengono di essere i nostri benefattori e di sottoporsi per noi a turni massacranti. Dimenticano di dire, per&amp;ograve;, che vengono pagati profumatamente. Da tutti gli Italiani, Aquilani compresi. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Pina Lauria, Aquilana battagliera e beneficiaria di una c.a.s.a, mi riferiva che, in uno stabile di tre piani del famigerato progetto, insediamento di Bazzano,hanno provveduto a posizionare un ascensore interno ed uno esterno per ogni palazzina. Il secondo conduce ai pilastri antisismici, sotto i quali si ricoverano le auto, e allevia dal peso di dieci gradini, ma costringe ad un lungo tragitto a piedi, per uno stretto vialetto. &lt;br&gt;Danaro pubblico: si sperpera, si sa, e si favoriscono appalti. Persino per le presine da cucina ed i sottopentola. &lt;br&gt;&lt;br&gt;A fronte dei fortunati 4.500 che vivono nelle casette disneyland, oggi vi voglio accennare della condizione degli studenti fuori sede.&lt;br&gt;L'Aquila era una citt&amp;agrave; universitaria, contava 27.000 iscritti. E ragazzi e professori costituivano la maggior risorsa economica di un territorio decisamente depresso.&lt;br&gt;Gli studenti quest'anno sono scesi a 16.000. Ancora parecchi. Bravi questi ragazzi coraggiosi che amano la nostra citt&amp;agrave; e non vogliono abbandonarla. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Ma, ovvio, la protezione civile non poteva pensare a loro. Ed al danaro che portavano a questa citt&amp;agrave;. L'economia non &amp;egrave; affar loro. L'economia degli altri. &lt;br&gt;Ora questi ragazzi sono ostaggio degli stessi pescecani che hanno triplicato, per noi e per loro,nella migliore delle ipotesi, i prezzi degli affitti. E quello che si trova non &amp;egrave; sufficiente per tutti. Occorrono 10.000 posti letto. La casa dello studente, che verr&amp;agrave; gestita dalla Curia, e di questo parleremo, ne ospiter&amp;agrave; centoventi. Duecento sono alloggiati nei locali della Scuola Superiore Reiss Romoli. Gli altri?&lt;/p&gt;&lt;BR&gt;</description>
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               <category>Terremoto</category>
               <category>LAquila</category>
               <category>Opinioni</category>
               
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               <title>Anche a Pescara sfilano gli studenti contro la Riforma Gelmini</title>
               <link>http://abruzzo.indymedia.org/article/7082</link>
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               <pubDate>Tue, 17 Nov 2009 17:45:56 +0100</pubDate>
               <author>Radisol</author>
               <description>&lt;p&gt;PESCARA. Oggi, come in centinaia di citt&amp;agrave; italiane, anche a Pescara circa 1000 studenti delle scuole cittadine sono scesi in piazza per protestare.&lt;/p&gt;&lt;br&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href=&quot;http://picasaweb.google.it/corryH2O/ScioperoGeneraleStudentesco#slideshow/5405051233967927426&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #cc0000;&quot;&gt;* TUTTE LE FOTO&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A manifestare c&amp;rsquo;erano gli studenti del Liceo Scientifico &amp;ldquo;Galilei&amp;rdquo;, I.P.S.S.A.R. &amp;ldquo;De Cecco&amp;rdquo;, ITCGT Acerbo, ITIS A. Volta, Liceo artistico &amp;ldquo;G. Misticoni&amp;rdquo;, Liceo scientifico Da Vinci, Liceo Classico &amp;ldquo;G. D&amp;rsquo;Annunzio&amp;rdquo;,ITC Torre de passeri, Istituto Magistrale &quot;G. Marconi&quot; , Istituto d'Arte &quot;V. Bellissario&quot;.&lt;br&gt;La manifestazione &amp;egrave; servita per lanciare la loro voce oltre l&amp;rsquo;ostacolo e ribadire la necessit&amp;agrave; di un diritto allo studio garantito a tutti e contro i tagli del governo Berlusconi a scuola ed Universit&amp;agrave;.&lt;br&gt;Uniti nel protestare c&amp;rsquo;erano ragazzi e docenti pronti a mobilitarsi ad oltranza contro i decreti che &amp;laquo;taglieranno il nostro futuro&amp;raquo;, hanno spiegato.&lt;br&gt;Molti gli striscioni esibiti.&lt;br&gt;&amp;ldquo;il sapere non &amp;egrave; una merce&amp;rdquo;, &amp;ldquo;i nostri destini non fanno rima con Gelmini&amp;rdquo;, &amp;ldquo;Tremonti hai fatto male i conti&amp;rdquo;, &amp;ldquo;riformare non significa tagliare&amp;rdquo;,&amp;rdquo;pi&amp;ugrave; 16 mld per i cacciabombardieri meno 8 per la scuola;&amp;rdquo;Gelmini e Brunetta ministri con l&amp;rsquo;accetta&amp;rdquo;; &amp;ldquo;un vero miracolo italiano: dopo sette mesi ancora nelle tende&amp;rdquo;;&amp;rdquo;noi la crisi non la paghiamo&amp;rdquo;; &amp;ldquo;per Stefano Cucchi nessuna piet&amp;agrave;; per Berlusconi l&amp;rsquo;impunit&amp;agrave;&amp;rdquo;.&lt;br&gt;Sono questi solo alcuni dei messaggi vergati su lenzula e cartelli. &lt;br&gt;&amp;laquo;All&amp;rsquo; amministrazione provinciale&amp;raquo;, spiega il collettivo Onda Libera, &amp;laquo;sono state richieste: sedi unificate a norma di legge, aule sicure senza infiltrazioni d&amp;rsquo; acqua e cedimenti di intonaco, la messa a norma delle scuole che hanno subito gravi danni strutturali a causa del terremoto, un attento controllo su tutte le sedi scolastiche e la convocazione di un tavolo di confronto con i rappresentanti delle scuole.&lt;br&gt;All&amp;rsquo; amministrazione comunale sono stati richiesti: spazi sociali d&amp;igrave; aggregazione per gli studenti, ingresso libero e gratuito ad eventi culturali, cinema, teatro, concerti, trasporti pi&amp;ugrave; efficienti con corse anche notturne e nei giorni festivi&amp;raquo;.&lt;br&gt;A fine corteo gli studenti si sono riuniti in assemblea e sono intervenuti rappresentanti della rete insegnanti precari, dell&amp;rsquo; Abruzzo Social Forum contro la privatizzazione dell&amp;rsquo; acqua e studenti di tutte le scuole che hanno partecipato; inoltre abbiamo raccolto la testimonianza di una familiare di una vittima della casa dello studente a L&amp;rsquo; Aquila.&lt;br&gt;&lt;br&gt;La lotta, hanno fatto sapere gli studenti, continuer&amp;agrave; ad oltranza fino al completo ritiro dei decreti e alle dimissioni della Gelmini.&lt;br&gt;&lt;br&gt;17/11/2009&lt;/p&gt;&lt;BR&gt;</description>
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               <category>Istruzione</category>
               <category>Pescara</category>
               <category>Notizie</category>
               
            </item>
            
            <item>
               <title>Cibi avariati per i terremotati</title>
               <link>http://abruzzo.indymedia.org/article/7081</link>
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               <pubDate>Tue, 17 Nov 2009 16:41:50 +0100</pubDate>
               <author>bazz</author>
               <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span&gt;In Abruzzo furti e container di cibi andati a male. L'accaduto &amp;egrave; stato denunciato da un cuoco originario di Agropoli in provincia di Nuoro. Francesco Salati, 64 anni, infatti, ha denunciato ai carabinieri della stazione del comune sardo almeno tre episodi che si sarebbero verificati tra giugno e luglio nelle tendopoli della Protezione civile di Camarda e Aragno, frazioni de L'Aquila.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span&gt;Al centro della denuncia del cuoco, partito per le zone terremotate a giugno per conto della Protezione civile, in qualita' di responsabile delle cucine delle tendopoli, vi sarebbero un furto di viveri mai denunciato alle forze dell'ordine e la scoperta di almeno due container carichi di cibi scaduti e avariati. Il furto, sarebbe avvenuto durante la notte tra il 17 e il 18 giugno, e riguarderebbe la merce destinata alla colazione per 500 persone trafugata da una tenda della tendopoli di Camarda. ''Nonostante le mie pressanti richieste di denunciare il fatto ai carabinieri - spiega Salati - l'allora responsabile del campo si limito' ad avvertire la popolazione della tendopoli sull'accaduto, e solo dopo le mie insistenze. Due giorni dopo, nonostante gli accordi prevedessero che dovessi rimanere a Camarda fin quando ci fosse stato bisogno di me, fui rispedito a Meana.''. Nella denuncia si fa inoltre riferimento a due container, uno carico di carne putrefatta a causa della rottura dell'impianto di raffreddamento e l'altro, inviato ad Aragno dalla Croce Rossa nei giorni immediatamente successivi al sisma e mai aperto dai resposanbili del campo. ''Quando lo aprimmo, alla meta' di luglio - spiega il cuoco - scoprimmo scatolame, pasta e biscotti ormai scaduti''. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span&gt;Salati, che attende ancora di essere pagato, afferma di essere pronto a consegnare anche alcuni video e registrazioni audio all'autorita' giudiziaria. ''Mentre facevo ritorno a Meana - ha raccontato Salati ai carabinieri - sono stati aggredito verbalmente da tutto il personale volontario con cui avevo lavorato in quei giorni. Mi dicevano che dovevo farmi gli affari miei e che se pure c'erano stati dei furti, non me ne doveva importare niente.''&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span&gt;''Ora sono pronto ad andare avanti - ha concluso - voglio che vengano a galla tutte le responsabilit&amp;agrave;&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;BR&gt;</description>
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               <category>Terremoto</category>
               <category>Abruzzo</category>
               <category>Notizie</category>
               
            </item>
            
            <item>
               <title>Villa Pini di Avezzano - dipendenti sul tetto - tensione con Angelini</title>
               <link>http://abruzzo.indymedia.org/article/7079</link>
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               <pubDate>Tue, 17 Nov 2009 04:52:56 +0100</pubDate>
               <author>working class</author>
               <description>&lt;p style=&quot;margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;&quot;&gt;AVEZZANO. Alcuni dipendenti della clinica &quot;Santa Maria&quot; di Avezzano, del Gruppo Villa Pini, sabato sono saliti sul tetto della struttura per protestare contro il mancato pagamento - da oltre sette mesi - degli stipendi.&lt;/p&gt;&lt;br&gt;
&lt;p&gt;La tensione e la disperazione dei lavoratori ormai &amp;egrave; alle stelle: si sentono lasciati soli, &amp;laquo;in primis dalle istituzioni&amp;raquo;, dicono. &lt;br&gt;Cos&amp;igrave; intorno alle 14 di sabato scorso quattro donne e un uomo sono saliti sul tetto della clinica, srotolando due striscioni con le scritte &amp;ldquo;vogliamo gli stipendi&amp;rdquo; e &amp;ldquo; non ci abbandonate&amp;rdquo;.&lt;br&gt;I dipendenti hanno chiesto l&amp;rsquo;intervento del prefetto. Poi hanno gridato &amp;laquo;Vogliamo Berlusconi&amp;raquo;, &amp;laquo;i politici della zona se ne stanno fregando, ci hanno abbandonato tutti&amp;raquo;. &lt;br&gt;La polizia ha tentato di far scendere i cinque dicendo che avrebbero contattato Gabrielli ma i manifestanti non ne hanno voluto sapere di scendere: &amp;laquo;Il prefetto deve venire qui&amp;raquo;, hanno urlato dal tetto, &amp;laquo;perch&amp;eacute; questa &amp;egrave; una emergenza. Stiamo alla fame&amp;raquo;. &lt;br&gt;A guardare da sotto altri dipendenti della clinica che hanno denunciato una situazione non pi&amp;ugrave; tollerabile. &lt;br&gt;&amp;laquo;Dal 2007&amp;raquo;, ha raccontato una ostetrica, &amp;laquo;non ci pagano. Il consiglio regionale ha paura, compreso il signor Chiodi. Io ho dovuto avanzare un decreto ingiuntivo, poi sono stata pagata come ha prescritto il giudice&amp;raquo;. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Un gruppo di dipendenti ha poi intonato la canzone &amp;ldquo;quel mazzolin di fiori&amp;rdquo;, con testo riadattato in &amp;ldquo;quel mazzolin di soldi&amp;rdquo;. &lt;br&gt;E hanno cantato con tutta la voce e la rabbia in gola: &amp;ldquo;quel mazzolin di soldi che vien dalla regione, e bada ben chi se li magna che se possano strozzar, e bada ben chi se li magna che se possano strozzar&amp;rdquo;.&lt;br&gt;Sul posto sono arrivati anche il consigliere regionale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, e il coordinatore regionale del Pdl Filippo Piccone. &lt;br&gt;Il primo ha ricordato che gi&amp;agrave; esiste una legge regionale che chiarisce &amp;laquo;che il requisito principale dell&amp;rsquo; accreditamento &amp;egrave; il rispetto del contratto di lavoro. In mancanza di questo requisito la Regione &amp;egrave; tenuta a diffidare la clinica, fissare un termine per il pagamento. Se questo non viene rispettato si procede alla revoca dell&amp;rsquo;accreditamento&amp;raquo;. &lt;br&gt;&amp;laquo;Ogni volta che in Regione si discuteva della questione&amp;raquo;, ha proseguito Acerbo, &amp;laquo;Angelini mandava i suoi dipendenti a protestare, ma adesso questo giochetto non funziona pi&amp;ugrave;&amp;raquo;.&lt;br&gt;Ora, secondo il consigliere di Rifondazione, non serve affatto una nuova legge ma basterebbe far rispettare quella che esiste gi&amp;agrave;.&lt;br&gt;Piccone ha spiegato invece che marted&amp;igrave; verr&amp;agrave; approvata la nuova norma sugli accreditamenti e &amp;laquo;si sottolinea che per ottenere l&amp;rsquo;accreditamento non &amp;egrave; possibile non pagare gli stipendi&amp;raquo;.&lt;br&gt;Secondo il senatore del centrodestra con questa nuova norma &amp;laquo;si toglierebbe in maniera definitiva all&amp;rsquo;imprenditore l&amp;rsquo;opportunit&amp;agrave; di usare dipendenti come strumento&amp;raquo;.&lt;br&gt;Intanto questo pomeriggio alle 17 i dipendenti, che temono di dover aspettare ancora molti mesi prima di avere quanto spetta loro di diritto, incontreranno il prefetto.&lt;br&gt;L&amp;rsquo;incontro arriva quindi prima delle eventuali decisioni che la Giunta Regionale potrebbe deliberare nella giornata di martedi 17. &lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;strong&gt;CGIL: &amp;laquo;NESSUNO LO FERMA?&amp;raquo;&lt;/strong&gt; &lt;br&gt;&lt;br&gt;&amp;laquo;E' da oltre una settimana che nelle strutture del Gruppo viene violata la legge sul diritto di sciopero, legge emanata a tutela dei pazienti e del loro diritto alla salute, costituzionalmente garantito, ma le istituzioni che dovrebbero far rispettare tale diritto restano in silenzio di fronte a tali illegalit&amp;agrave;&amp;raquo;, denuncia invece la Cgil. &lt;br&gt;&amp;laquo;Eppure se domani dovesse succedere qualcosa a un cittadino ricoverato, davvero non sarebbe colpa di nessuno? Davvero nessuna istituzione e' obbligata ad intervenire e la sua condotta omissiva non comporterebbe per essa una responsabilit&amp;agrave; anche penale?&amp;raquo;.&lt;br&gt;La Cgil sottolinea poi che &amp;laquo;i lavoratori non percepiscono lo stipendio da sette mesi: e' possibile che le istituzioni consentano alla propriet&amp;agrave; di continuare ad eseguire prestazioni sanitarie per conto della Regione Abruzzo? In uno stato di diritto tutto questo non sarebbe possibile e lo Stato (le istituzioni, ognuna per le proprie competenze) sarebbe gi&amp;agrave; intervenuto a tutela della salute dei cittadini e dei lavoratori&amp;raquo;. &lt;br&gt;In Abruzzo invece, come sottolinea il sindacato, le istituzioni fanno il gioco dello &amp;laquo;scaricabarile&amp;raquo;, la &amp;laquo;Giunta Regionale&amp;raquo;, continua la Cgil, &amp;laquo;rinvia al Consiglio Regionale, le ASL competenti fanno finta che il problema non le riguardi, le Prefetture dicono che la competenza sanitaria e' della Regione la quale per&amp;ograve; afferma che non ha a disposizione forti poteri&amp;raquo;. &lt;br&gt;&lt;br&gt;16/11/2009 9.07&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;strong&gt;MOMENTI DI TENSIONE CON ANGELINI&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Momenti di tensione oggi ad Avezzano, alla clinica Santa Maria, di proprieta' di Enzo Maria Angelini. &lt;br&gt;Mentre Angelini parlava davanti alla clinica con un megafono diretto ai lavorati ancora asserragliati sul tetto della struttura sanitaria, e' stato minacciato da una dipendente che l'uomo ha poi cercato di avvicinare. &lt;br&gt;A quel punto e' intervenuta la polizia che ha evitato il contatto tra i due bloccando Angelini. Attualmente la situazione e' sotto controllo.&lt;br&gt;Il proprietario della clinica e' stato accompagnato in una stanza della struttura sanitaria mentre i dipendenti continuano a rimanere sul tetto ed alti sono in presidio dinanzi l'ingresso.&lt;br&gt;16/11/2009 18.5&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;BR&gt;</description>
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               <category>Lavoro-non-lavoro</category>
               <category>Marsica</category>
               <category>Notizie</category>
               
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               <title>Torino: Centri sociali Solidarietà e Resistenza</title>
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               <pubDate>Mon, 16 Nov 2009 21:50:22 +0100</pubDate>
               <author>Libertad</author>
               <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp; Solidariet&amp;agrave;...Resistenza...Solidariet&amp;agrave;...Resistenza...&lt;/p&gt;&lt;br&gt;
&lt;p&gt;Centri sociali, si va verso lo sgombero ma con gradualit&amp;agrave; provincia di torino |&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;La destra ordina e Chiamparino obbedisce&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;Una citt&amp;agrave; ingombrata&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Torino 16 Novembre 2009&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Hanno deciso Vogliono sgomberare tutti i posti occupati torinesi. Lo faranno con gradualit&amp;agrave;. Lo hanno deciso questa mattina in prefettura dove le istituzioni si son riunite in quello che si chiama Comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza. Si apprende dal TG RAI TRE PIEMONTE delle ore 14:00 che Gli sgomberi li effettueranno in modo graduale, per non creare inutili tensioni in citt&amp;agrave; . Cos&amp;igrave; dicono. Nessun intervento immediato.Al Consiglio Comunale di Torino &amp;egrave; stato chiesto di esprimersi sugli sgomberi dei centri sociali con un ordine del giorno, un atto politico di supporto a ci&amp;ograve; che il Comitato per la sicurezza ha deliberato. In Consiglio Comunale se ne discuter&amp;agrave; forse Luned&amp;igrave; prossimo - 23 Novembre 2009. Ma la destra non concorda con la gradualit&amp;agrave;: parole di Agostino Ghiglia &quot;Vogliamo lo sgombero dei centri sociali occupati da delinquenti estremisti. Non c'&amp;egrave; nessuna possibilit&amp;agrave; di dialogo. Non va fatta nessuna trattativa. Vanno sgomberati. L'unica cura &amp;egrave; la tolleranza zero. Chiamparino obbedisce!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma le tensioni in citt&amp;agrave; ci saranno! Eccome! State agitati! Voi ed il Vostro Comitato per la sicurezza!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;Related Link: http://tuttosquat.net/news/centri-sociali-si-va-verso-l...alita&lt;/p&gt;&lt;BR&gt;</description>
               <comments>http://abruzzo.indymedia.org/article/7078#comments</comments>
               <category>Spazi Liberati</category>
               <category>Italia</category>
               <category>Notizie</category>
               
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               <title>Petrolio, «una moratoria di 30 anni sulle trivellazioni»</title>
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               <pubDate>Mon, 16 Nov 2009 18:38:11 +0100</pubDate>
               <author>Emergenza Ambiente Abruzzo</author>
               <description>&lt;p&gt;&lt;br&gt;ABRUZZO. Mancano 45 giorni alla scadenza della moratoria sul Centro Oli di Ortona. Dalla Regione ancora nessun atto concreto.&lt;/p&gt;&lt;br&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt;Emergenza Ambiente Abruzzo, rete di sessanta associazioni civili, ambientali e culturali, rinnova la propria richiesta a Gianni Chiodi e all&amp;rsquo;assessore Daniela Stati di pronunciarsi in maniera chiara riguardo le iniziative che la Giunta regionale vorr&amp;agrave; intraprendere.&lt;br&gt;I riflettori della stampa nazionale sono puntati sul progetto di petrolizzare met&amp;agrave; della regione Abruzzo.&lt;br&gt;Nei giorni scorsi sia il Corriere della Sera che La Repubblica hanno dedicato ampio spazio al tema, trasformando quella che sembrava una questione ortonese-abruzzese in un caso nazionale.&lt;br&gt;Il Corriere titola: &amp;ldquo;Battaglia biparistan contro le trivelle&amp;rdquo; e spiega al resto d'Italia che la popolazione &amp;egrave; stata straordinariamente compatta ed attiva nel denunciare, nell'esigere risposte, e nello spronare il Ministero dell'Ambiente a bocciare progetti petroliferi presenti e futuri.&lt;br&gt;Emergenza Ambiente Abruzzo ricorda di aver richiesto al presidente Chiodi un incontro da mesi &amp;laquo;senza mai essere ricevuta&amp;raquo;. &lt;br&gt;&amp;laquo;&amp;Egrave; scandaloso&amp;raquo;, dicono gli aderenti al movimento, &amp;laquo;che un presidente eletto dai cittadini e pagato dai cittadini non trovi il tempo di confrontarsi con loro&amp;raquo;.&lt;br&gt;Daniela Stati riferisce al Corriere della Sera che si sta &amp;laquo;mettendo in piedi una serie di iniziative per portare avanti quello che il presidente Chiodi ha promesso in campagna elettorale&amp;raquo;. Ed ha aggiunto: &amp;laquo;ad oggi io le posso parlare di una volont&amp;agrave; politica. E non mi sembra poco&amp;raquo;.&lt;br&gt;&amp;laquo;&amp;Egrave; invece molto poco&amp;raquo;, sostiene Emergenza Ambiente Abruzzo, che ritiene che sia &amp;laquo;antidemocratico non rendere partecipe la popolazione di queste iniziative e considera del tutto insufficiente una non meglio specificata volont&amp;agrave; politica, peraltro disgiunta dai fatti&amp;raquo;.&lt;br&gt;Emergenza Ambiente Abruzzo rinnova la richiesta di incontro e chiede che venga immediatamente approvata una moratoria di trenta anni sulle operazioni di trivellamento e di estrazione di idrocarburi sul suolo regionale che, come ricorda l&amp;rsquo;assessore, dovrebbe essere la terra dei parchi.&lt;br&gt;&lt;br&gt;16/11/2009&lt;/p&gt;&lt;BR&gt;</description>
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               <category>Ecosistemi</category>
               <category>Chieti</category>
               <category>Comunicati</category>
               
            </item>
            
            <item>
               <title>Lttera aperta al Presidente Napolitano</title>
               <link>http://abruzzo.indymedia.org/article/7072</link>
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               <pubDate>Sat, 14 Nov 2009 15:26:08 +0100</pubDate>
               <author>Gli sfollati delle tendopoli</author>
               <description>&lt;p&gt;&quot;Non vogliamo essere deportati&quot;&lt;/p&gt;&lt;br&gt;
&lt;p&gt;&quot;Caro Presidente Napolitano,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt;nella Sua recente visita nella nostra Terra sottoline&amp;ograve; la fiducia riposta nelle istituzioni dalla nostra popolazione. &lt;br&gt;E si, di fiducia ne abbiamo avuta tanta, nelle amministrazioni centrali e locali. Abbiamo vissuto mesi nelle tende per non abbandonare la nostra Terra perch&amp;eacute; ognuno di noi aveva ed ha i suoi buoni motivi per restare&quot;. &lt;br&gt;&lt;br&gt;&quot;Abbiamo per questo sopportato mesi di vita nelle tende, invece che in moduli provvisori come si era sempre fatto per gli altri terremoti, avendo fiducia nella promessa &quot;a settembre un tetto per tutti&quot;. &lt;br&gt;Settembre &amp;egrave; passato da un pezzo, siamo entrati nell'ottavo (!) mese di tenda, le promesse non sono state mantenute e la temperatura, come la fiducia, inevitabilmente scende sotto-zero&quot;. &lt;br&gt;&lt;br&gt;&quot;Ci viene proposto di trasferirci in alberghi lontani dalla nostra citt&amp;agrave;. Chi non &amp;egrave; stato evidentemente capace di gestire l'emergenza, ora vorrebbe che dopo otto mesi abbandonassimo il nostro territorio. Se non una casa, chiediamo quanto meno una soluzione per restare qui e non morire di freddo. Lo chiediamo da maggio. Ci viene risposto che i tempi non permettono soluzioni tempestive&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;Dopo otto mesi! Dopo aver constatato che le Istituzioni, quando vogliono, possono procedere con la massima urgenza e rapidit&amp;agrave;: in occasione del G8 vennero di fatto costruite strade e un aeroporto in men che non si dica. Le situazioni di emergenze vanno affrontante con sforzi eccezionali&quot;. &lt;br&gt;&lt;br&gt;&quot;Sono, caro Presidente, in una situazione di emergenza centinaia di persone, molte delle quali anziane, costrette a dormire in tenda a zero gradi? E' una situazione tollerabile in un Paese civile a otto mesi dal sisma?&quot;. &lt;br&gt;&lt;br&gt;&quot;Al nostro rifiuto di &quot;farci deportare&quot; la Protezione Civile sta rispondendo con ricatti pratici e pressioni psicologiche: minaccia di staccare la corrente elettrica, toglie i servizi di assis tenza essenziali, abbassa paurosamente la qualit&amp;agrave; del cibo, praticamente immangiabile. Le visite delle forze dell'ordine si fanno sempre pi&amp;ugrave; frequenti. Tenta insomma di renderci la vita ancora pi&amp;ugrave; impossibile, come se questa fosse vita ... Quale fiducia dobbiamo riporre in queste Istituzioni? In chi ci ha per mesi ingannato ed ora ci minaccia? Perch&amp;eacute; dei cittadini che chiedono il minimo per la sopravvivenza debbono essere percepiti dalle Istituzioni come un problema da eliminare?&quot;. &lt;br&gt;&lt;br&gt;&quot;Ma, come si dice, la speranza &amp;egrave; l'ultima a morire. Per questo ci rivolgiamo a Lei, la pi&amp;ugrave; alta Istituzione, perch&amp;eacute; si diano risposte al nostro problema. La soluzione &amp;egrave; semplice, a portata di mano e, soprattutto, immediata: moduli removibili, container, qualsiasi cosa ci faccia uscire dalle tende e rimanere nella nostra Terra. E' chiedere troppo alle Istituzioni l'installazione in pochi giorni di qualche decina di soluzioni abitative temporanee?&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;E' la nostra ultima speranza, il nostro ultimo tentativo. Se anche questo risulter&amp;agrave; vano, la inviteremo nelle tende dove le riconsegneremo le nostre schede elettorali. In una democrazia che nega i bisogni fondamentali che senso ha andare a votare?&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;em&gt;14 novembre 2009&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;em&gt;Gli sfollati delle tendopoli&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;em&gt;-------------------------------------------------------------------------------------------&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Nella tendopoli di Piazza d'Armi a L'Aquila la situazione &amp;egrave; grave. La videotestimonianza di Francesco Paolucci&amp;nbsp; al link :&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;a href=&quot;http://tv.repubblica.it/dossier/terremoto-in-abruzzo?pagefrom=1&amp;amp;dossierList&quot;&gt;http://tv.repubblica.it/dossier/terremoto-in-abruzzo?pagefrom=1&amp;amp;dossierList&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;BR&gt;</description>
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               <comments>http://abruzzo.indymedia.org/article/7072#comments</comments>
               <category>Terremoto</category>
               <category>LAquila</category>
               <category>Comunicati</category>
               
            </item>
            
            <item>
               <title>Massacri quotidiani</title>
               <link>http://abruzzo.indymedia.org/article/7066</link>
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               <pubDate>Thu, 12 Nov 2009 10:16:30 +0100</pubDate>
               <author>Indymedia Abruzzo</author>
               <description>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;DI CARCERE SI MUORE&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br&gt;
&lt;p&gt;&lt;img style=&quot;float: left; margin: 5px;&quot; src=&quot;attachments/sites/site_1/nevertrustpiccolo.jpg&quot; alt=&quot;never trust a cop&quot; width=&quot;350&quot; height=&quot;218&quot; /&gt;Il caso di &lt;a href=&quot;http://roma.indymedia.org/node/13751&quot;&gt;Stefano Cucchi&lt;/a&gt; [&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=zgr-T32oX_M&quot;&gt;&lt;img src=&quot;graphics/videoicon.gif&quot; alt=&quot;&quot; /&gt; corteo&lt;/a&gt;] con tutta la sua assurdit&amp;agrave; porta nuovamente alla ribalta il &lt;a href=&quot;http://www.informa-azione.info/rassegna_stampa_carcere_evasioni_proteste_rivolte_e_morti&quot;&gt;dramma&lt;/a&gt; delle carceri (147 morti solo nel 2009) e della &lt;a href=&quot;http://www.informa-azione.info/4_novembre_2009_festa_delle_forze_armate_grazie_ragazzi&quot;&gt;brutalit&amp;agrave; delle forze dell'ordine&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questioni scomode che si preferisce &lt;a href=&quot;http://lombardia.indymedia.org/node/22719&quot;&gt;coprire e dimenticare&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A volte per&amp;ograve; accadono episodi che con irruenza, riescono a rompere il quotidiano muro di indifferenza verso le strutture carcerarie Italiane (luoghi sovraffollati, malgestiti e dove le violenze nei confronti di detenuti e detenute sono all'ordine del giorno) e a denunciare la brutalit&amp;agrave; delle forze dell'ordine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Quasi a riprova di quanto accaduto a Roma e a &lt;a href=&quot;http://lombardia.indymedia.org/node/23093&quot;&gt;Parma&lt;/a&gt;, nella redazione del quotidiano teramano &quot;La Citt&amp;agrave;&quot;, &lt;a href=&quot;http://www.lacittaquotidiano.it/index.php?/Ultime/Il-detenuto-si-massacra-quando-sta-da-solo-non-davanti-agli-altri.html&quot;&gt;viene recapitata una busta&lt;/a&gt; contenente una lettera anonima ed un cd audio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La &lt;a href=&quot;http://tv.repubblica.it/copertina/il-detenuto-si-massacra-da-solo-non-davanti-a-tutti/38587?video&quot;&gt;voce registrata&lt;/a&gt; nel carcere di Castrogno, racconta di una &quot;mancata rivolta&quot; per via di un pestaggio consumato sotto gli occhi di detenuto &quot;negro&quot;, sempre nella registrazione si rimprovera alle guardie carcerarie di aver massacrato un detenuto sotto gli occhi degli altri detenuti, mentre la buona norma prevede di massacrare il detenuto quando &amp;egrave; &quot;da solo&quot;.&lt;br /&gt; Per sua stessa ammissione, si scoprir&amp;agrave; che la voce &amp;egrave; quella del comandante delle guardie carcerarie &lt;a href=&quot;http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/carcere-teramo-comandante-guardie-quella-voce-e-la-mia-139524/&quot;&gt;Giuseppe Luzi&lt;/a&gt;, poi &lt;a href=&quot;http://informa-azione.info/teramo_sospeso_il_comandante_della_polizia_penitenziaria&quot;&gt;sospeso&lt;/a&gt;.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell'Italia del &lt;a href=&quot;http://nopacchettosicurezza.noblogs.org/&quot;&gt;pacchetto sicurezza&lt;/a&gt; e della strategia della&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://paura.anche.no/&quot;&gt;paura&lt;/a&gt;, episodi del genere non sono&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://filiarmonici.wordpress.com/&quot;&gt;n&amp;eacute; isolati n&amp;eacute; rari&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;BR&gt;
&lt;p&gt;Nei primi giorni di dicembre nel carcere di Sulmona, un detenuto&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;article/7036&quot;&gt;ha dato fuoco alla sua cella&lt;/a&gt;&amp;nbsp;rimanendo intossicato, dopo la mancata consegna dei medicinali di cui aveva bisogno. Il 24 giugno dello scorso anno &amp;egrave;&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://nikiaprilegatti.blogspot.com/&quot;&gt;Niki Aprile Gatti&lt;/a&gt;&amp;nbsp;(un ragazzo di 26 anni di Avezzano) ad essere trovato senza vita nel carcere di Sollicciano, vicenda che vede la madre impegnata a combattere per chiedere verit&amp;agrave; e giustizia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E' di quest'estate la morte di&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/8661&quot;&gt;Francesco Mastrogiovanni&lt;/a&gt;&amp;nbsp;maestro elementare di Castelnuovo Cilento, altra vicenda dai contorni oscuri che non ha per&amp;ograve; ricevuto lo stesso interessamento mediatico.&lt;br /&gt;Il 31 luglio era entrato nell'ospedale San Luca di Vallo della Lucania: su di lui pendeva un'ordinanza di Trattamento sanitario obbligatorio. Quattro giorni dopo, la mattina del 4 agosto, gli infermieri&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/8661&quot;&gt;l'hanno trovato morto&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il 9 agosto scorso 300 migranti, quasi tutti somali, cercano di fuggire dal lager di Benghazi, realizzato in Libia con finanziamenti italiani frutto degli accordi tra Berlusconi e Gheddafi. Dopo la cieca repressione militare 6 migranti sono rimasti uccisi, esangui sul pavimento, e oltre 50 feriti (dal giorno dopo di almeno una decina non si hanno pi notizia).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un testimone oculare ha raccontato a &lt;a href=&quot;http://fortresseurope.blogspot.com/2009/09/in-15-foto-le-prove-del-massacro-dei.html&quot;&gt;Fortress Europe&lt;/a&gt; che i feriti sono rimasti abbandonati sul pavimento sanguinanti per giorno, con tagli su gambe, braccia e testa. Alcuni hanno febbre e principi di infezioni. Non sono stati visitati da medici o delegati di organizzazioni internazionali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
               <comments>http://abruzzo.indymedia.org/article/7066#comments</comments>
               <category>Repressione</category>
               <category>Teramo</category>
               <category>Feature</category>
               
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            <item>
               <title>Villa Pini. I dipendenti premono su istituzioni per gli stipendi</title>
               <link>http://abruzzo.indymedia.org/article/7070</link>
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               <pubDate>Wed, 11 Nov 2009 23:31:58 +0100</pubDate>
               <author>s.c.</author>
               <description>&lt;p&gt;CHIETI. Intensificare i controlli per prevenire atti di sabotaggio (taglio gomme e graffi sulle automobili), monitorare attentamente la situazione dei malati (ieri un ricoverato di Villa Pini sarebbe stato trasferito d'urgenza all'Ospedale SS. Annunziata di Chieti).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma anche premere sulla Regione perch&amp;eacute; sblocchi le iniziative necessarie per risolvere il problema dei dipendenti senza stipendio.&lt;/p&gt;&lt;br&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;br&gt;&amp;Eacute; questo il risultato dell'incontro tra una delegazione di manifestanti ed il prefetto di Chieti, alla presenza anche del Commissario Asl Staniscia e del sindaco Ricci, dopo un corteo ed un sit davanti il Palazzo del governo. &lt;br&gt;Il corteo &amp;egrave; partito dalla sede di Chieti del San.Stefar. alla Villa comunale ed ha attraversato il centro storico, con alla testa le bandiere dei sindacati Cisl, Ugl e Cgil. &lt;br&gt;Un furgone attrezzato con un altoparlante scandiva slogan e spiegazioni ai cittadini delle condizioni di lavoro dei dipendenti. &lt;br&gt;Imponente, e forse un p&amp;ograve; eccessivo, lo schieramento di Polizia in divisa ed in borghese per controllare eventuali intemperanze. &lt;br&gt;Ma i dipendenti sembravano &amp;ndash; e sono &amp;ndash; pi&amp;ugrave; disperati che violenti ed in questo momento sono anche pi&amp;ugrave; tranquilli perch&amp;eacute; hanno ottenuto quello che chiedevano e cio&amp;egrave; l'interessamento delle istituzioni. &lt;br&gt;Nella vicenda, infatti, &amp;ndash; a detta dei manifestanti presenti &amp;ndash; lo scoramento iniziale &amp;egrave; stato sostituito da una attesa fiduciosa degli sviluppi che ora sono in mano alla Regione. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Il corteo, che si &amp;egrave; mosso verso le 10,30, &amp;egrave; rimasto in attesa sotto la prefettura fino alle 13,30, quando la delegazione Cgil, Cil e Ugl &amp;egrave; scesa per riferire il contenuto dell'incontro ai manifestanti. &lt;br&gt;&amp;laquo;In pratica &amp;ndash; ha dichiarato Andrea Gagliardi della Cgil &amp;ndash; si &amp;egrave; trattato di un incontro ancora interlocutorio, anche se il Prefetto ha mostrato con chiarezza l'intenzione di intervenire fattivamente nella vicenda: come non &amp;egrave; stato detto, ma &amp;egrave; importante il suo impegno di coordinamento con il collega Gabrielli dell'Aquila e con la Regione&amp;raquo;.&lt;br&gt;Insomma, qualcosa si muove, visto che l'interesse si sta spostando non solo sulla rivendicazione salariale, ma anche sui problemi di sicurezza sociale e sanitaria di tutte le persone che ruotano attorno a Villa Pini, dai dipendenti ai ricoverati e agli assistiti.&lt;br&gt;&lt;br&gt;s.c. 11/11/2009 Video al link : &lt;a href=&quot;http://www.primadanoi.it/notizie/23499-Villa-Pini-I-dipendenti-premono-su-istituzioni-per-gli-stipendi-nulla-di-fatto&quot;&gt;http://www.primadanoi.it/notizie/23499-Villa-Pini-I-dipendenti-premono-su-istituzioni-per-gli-stipendi-nulla-di-fatto&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;BR&gt;</description>
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               <category>Lavoro-non-lavoro</category>
               <category>Chieti</category>
               <category>Altri Media</category>
               
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            <item>
               <title>Facciamo del 14 novembre una vigorosa giornata di lotta</title>
               <link>http://abruzzo.indymedia.org/article/7069</link>
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               <pubDate>Wed, 11 Nov 2009 18:58:44 +0100</pubDate>
               <author>Piattaforma Comunista</author>
               <description>&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 15pt; font-family: &amp;quot;Arial Narrow&amp;quot;; mso-bidi-font-family: 'Arial Narrow';&quot;&gt;Nessun operaio deve perdere il lavoro, nessuno stabilimento deve essere chiuso!&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center; mso-layout-grid-align: none;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 18pt; font-family: Arial;&quot;&gt;LICENZIAMO BERLUSCONI E I SUOI COMPLICI,&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center; mso-layout-grid-align: none;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 18pt; font-family: Arial;&quot;&gt;LOTTIAMO PER UN VERO GOVERNO OPERAIO!&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-layout-grid-align: none;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Tahoma;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;La crisi si aggrava e per milioni di lavoratori &amp;egrave; sempre pi&amp;ugrave; difficile arrivare alla fine del mese, specie se in cassa integrazione. Contemporaneamente si inasprisce l&amp;rsquo;offensiva dei padroni e del governo reazionario di Berlusconi che protegge ricchezze e privilegi di un&amp;rsquo;esigua minoranza.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-layout-grid-align: none;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Tahoma;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Cosa abbiamo visto infatti nell'ultimo anno? Banche e imprese hanno avuto aiuti per &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Tahoma;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;miliardi di euro, parassiti e criminali hanno avuto lo scudo fiscale, mentre per gli operai ci &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Tahoma;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;sono state solo lettere di licenziamento, truffe, elemosine e demolizione dei diritti, come&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-layout-grid-align: none;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Tahoma;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;dimostra l&amp;rsquo;accordo separato sui metalmeccanici, favorito dalla complicit&amp;agrave; dei vertici sindacali di Cisl e Uil.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-layout-grid-align: none;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Tahoma;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Per dare una risposta all&amp;rsquo;altezza della situazione &amp;egrave; fondamentale realizzare un largo fronte unico dal basso per respingere l&amp;rsquo;offensiva capitalista, la reazione politica e le aggressioni imperialiste.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-layout-grid-align: none;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Tahoma;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;C&amp;rsquo;&amp;egrave; bisogno di un programma concreto e unificante che serva a mobilitare la classe operaia e i suoi alleati sulla base della difesa intransigente degli interessi, dei diritti e delle libert&amp;agrave; dei lavoratori, che favorisca la convergenza dei movimenti di lotta.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-layout-grid-align: none;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Tahoma;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Soprattutto deve ripartire il protagonismo dei lavoratori. Basta cedimenti, basta &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Tahoma;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;attesismo! Ogni protesta deve essere un momento di unit&amp;agrave; di tutti coloro che non vogliono&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-layout-grid-align: none;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Tahoma;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;pagare la crisi dei padroni, e deve realmente mettere in difficolt&amp;agrave; il governo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-layout-grid-align: none;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Tahoma;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Eleggiamo consigli e comitati per unire la massa e dei lavoratori e sostenere forme di lotta adeguate per rovesciare la crisi sulla testa dei capitalisti, dei ricchi, dei parassiti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-layout-grid-align: none;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Tahoma;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Facciamo della manifestazione nazionale del 14 novembre un&amp;rsquo;energica giornata di lotta e di unit&amp;agrave;, in cui si affermi il ruolo e la funzione dirigente della classe operaia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-layout-grid-align: none;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Tahoma;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Lavoriamo per uno sciopero generale su una piattaforma dai chiari contenuti di classe, capace di mobilitare tutte le forze che resistono all'attacco capitalistico e di avvicinare la caduta nelle piazze e nelle fabbriche del governo Berlusconi!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-layout-grid-align: none;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Tahoma;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Abbandoniamo ogni illusione! La crisi attuale &amp;egrave; parte di una crisi generale del sistema &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Tahoma;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;capitalista e non trover&amp;agrave; una &amp;ldquo;soluzione&amp;rdquo; a favore dei lavoratori nel quadro stesso di questo sistema.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-layout-grid-align: none;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Tahoma;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Per uscire dalla crisi a favore delle masse lavoratrici &amp;egrave; necessario che dalle lotte in corso sorga la necessit&amp;agrave; di un vero governo operaio, che si basi sulle &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Tahoma;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;organizzazioni dei lavoratori; un governo che non si inchini agli interessi del&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-layout-grid-align: none;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Tahoma;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;capitale, ma sia deciso a porre fine allo sfruttamento e alle ingiustizie, che assicuri lavoro e sicurezza sociale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-layout-grid-align: none;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Tahoma;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Per questi obiettivi occorre certamente un sindacato che difenda gli interessi di classe, ma ci&amp;ograve; non basta: serve anzitutto il Partito. I comunisti e gli elementi pi&amp;ugrave; coscienti e combattivi della classe operaia, &lt;strong&gt;devono unirsi per ricostruire il partito comunista, &lt;/strong&gt;perch&amp;eacute; il nostro futuro non &amp;egrave; nel capitalismo, ma in un nuovo e superiore ordinamento sociale: il socialismo!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 18pt; font-family: &amp;quot;Arial Narrow&amp;quot;; mso-bidi-font-family: 'Arial Narrow';&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 18pt; font-family: &amp;quot;Arial Narrow&amp;quot;; mso-bidi-font-family: 'Arial Narrow';&quot;&gt;Piattaforma Comunista&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 11pt; font-family: Arial;&quot;&gt;Leggi e diffondi &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Scintilla &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;e &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Teoria &amp;amp; Prassi&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 11pt; font-family: Arial;&quot;&gt;Sito internet: &lt;a href=&quot;http://www.piattaformacomunista.com/&quot;&gt;www.piattaformacomunista.com&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 11pt; font-family: Arial;&quot;&gt;per contatti e-mail: teoriaeprassi@yahoo.it &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;BR&gt;</description>
               <comments>http://abruzzo.indymedia.org/article/7069#comments</comments>
               <category>Lavoro-non-lavoro</category>
               <category>Italia</category>
               <category>Comunicati</category>
               
            </item>
            
            <item>
               <title>L'Aquila - &quot;il disastro si poteva evitare. Allarme lanciato nel 1996&quot;</title>
               <link>http://abruzzo.indymedia.org/article/7068</link>
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               <pubDate>Wed, 11 Nov 2009 18:32:58 +0100</pubDate>
               <author>Gaetano De Luca</author>
               <description>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;LA VIDEOTESTIMONIANZA. &lt;/strong&gt;ABRUZZO. La tragedia del 6 aprile si poteva evitare. I 317 morti per il terremoto potevano essere ancora vivi. Non sono parole dettate dal dolore ma fatti certificati da documenti, studi e articoli di giornale ingialliti nel tempo.&lt;/p&gt;&lt;br&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt;Come &amp;egrave; possibile?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt;Lo ha spiegato il fisico Gaetano De Luca intervistato dal blog di Beppe Grillo che 12 anni fa, grazie a una rete di monitoraggio sismico, denunci&amp;ograve; l'estrema pericolosit&amp;agrave; di un terremoto per gli edifici della citt&amp;agrave; de L'Aquila. &lt;br&gt;Lo studioso chiese anche di mettere in sicurezza le scuole e la Casa dello Studente. Gi&amp;agrave;, proprio la Casa dello Studente, quell'enorme edificio crollato nella notte maledetta, dove hanno perso la vita otto studenti.&lt;br&gt;Ma De Luca non venne ascoltato. &lt;br&gt;Anzi, prima fu contestato ufficialmente, quindi allontanato e la rete di rilevazione venne smantellata.&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;strong&gt;QUELLA STRANA ACCELERAZIONE NEL CENTRO DELL'AQUILA&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Il fisico racconta precisamente i fatti, ricordando date e particolari. &lt;br&gt;Tutto ha inizio nel 96 dopo un terremoto di magnitudo 4 nella zona di Amatrice, Montereale, nel 20 ottobre 1996. &lt;br&gt;&amp;laquo;Dopo questo terremoto&amp;raquo;, spiega a Grillo, &amp;laquo;ci fu una registrazione nel centro storico dell&amp;rsquo;Aquila, vi era della strumentazione: gli accelerometri sono stazioni che registravano le accelerazioni del terreno e qua nasce una cosa strana, ossia la registrazione presentava un effetto di coda. Si vede l&amp;rsquo;arrivo del terremoto, l&amp;rsquo;onda pi&amp;ugrave; ampia, che &amp;egrave; l&amp;rsquo;onda &quot;S&quot;, quello che non doveva esserci &amp;egrave; l'effetto di coda, una specie di risonanza a bassa frequenza, che continua per decine e decine di secondi. Il mio primo impulso &amp;egrave; stato: &amp;ldquo;Oddio, questo strumento &amp;egrave; rotto non ha una resistenza tale da permettergli lo smorzamento dell&amp;rsquo;oscillazione libera&amp;rdquo;. Ero convinto, vi giuro che ero convinto che lo strumento andasse rivisto e ricalibrato, che andasse corretto, in realt&amp;agrave; mi sbagliavo. Mi sbagliavo, perch&amp;eacute; lo strumento funzionava benissimo e l'effetto di coda che faceva risuonare il centro storico dell&amp;rsquo;Aquila per decine di secondi, era un effetto reale: chiaramente le misure sono continuate, abbiamo una trentina abbondante di chilometri. Stiamo parlando di fine 96: allarmati - all&amp;rsquo;epoca collaboravo con alcuni colleghi dell'ex Servizio Sismico Nazionale - abbiamo deciso di migliorare la misura, mettendo altra strumentazione...&amp;raquo;&lt;br&gt;&lt;strong&gt;&lt;br&gt;TRE ANNI DOPO LA DECISIONE DI RENDERE PUBBLICO LO STRANO FENOMENO&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Passano tre anni e dopo molto lavoro e qualche pubblicazione, racconta sempre De Luca, &amp;laquo;decisi di rendere a livello di conferenza stampa, questa scoperta&amp;raquo;. &lt;br&gt;Il fisico ricorda anche che non c'era alcuna intenzione di allarmare la popolazione ma solo di far capire quello che stava accadendo. &lt;br&gt;&amp;laquo;Quello che volevo fare&amp;raquo;, ricorda ancora, &amp;laquo;era s&amp;igrave; lanciare un sasso, ma non volevo nascondere la mano, nel senso che c&amp;rsquo;era una soluzione. Abbiamo la rassegna stampa che abbiamo visto dell&amp;rsquo;epoca&amp;raquo;,&lt;br&gt;&amp;laquo;Avevamo un grosso problema&amp;raquo;, ricorda ancora De Luca, &amp;laquo;ossia il rischio sismico era elevato, ma questo ormai si sapeva, che l&amp;rsquo;Appennino centrale aquilano era a elevato rischio sismico, a quello si andava a sovrapporre un problema di amplificazione, attenzione: l&amp;rsquo;idea era: &quot;Cominciamo a mettere in sicurezza quello che si pu&amp;ograve;, un edificio all&amp;rsquo;anno, due, non so, quello che si pu&amp;ograve;, prima si inizia e prima si finisce&quot;, perch&amp;eacute; non potevo sapere che, dopo dieci anni, ci sarebbe stata una scossa cos&amp;igrave; violenta, avrebbe anche potuto avvenire tra altri dieci anni&amp;raquo;.&lt;br&gt;&lt;strong&gt;&lt;br&gt;DOPO LA CONFERENZA STAMPA DE LUCA VIENE CACCIATO&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&amp;laquo;Il giorno stesso dell&amp;rsquo;uscita dei giornali&amp;raquo;, ricorda oggi De Luca, &amp;laquo;a Roma gi&amp;agrave; preparano la lettera&amp;raquo;.&lt;br&gt;Che lettera? &amp;laquo;Una contestazione al dottor Gaetano De Luca. Il direttore non conosceva affatto quello che veramente avevo detto, perch&amp;eacute; lui addirittura parla di dichiarazioni riguardanti la sismicit&amp;agrave; del territorio, ma non ho mai parlato di sismicit&amp;agrave; del territorio, ho parlato di una cosa completamente diversa&amp;raquo;. &lt;br&gt;La sostanza di questa lettera era che De Luca non era autorizzato a rilasciare dichiarazioni.&lt;br&gt;&amp;laquo;Io invece&amp;raquo;, continua il fisico nel racconto rilasciato a Grillo, &amp;laquo;ero autorizzato e, soprattutto, stavo dicendo cose gi&amp;agrave; pubblicate. Ma la cosa ancora pi&amp;ugrave; assurda &amp;egrave; che lui mi diceva che dovevo operare una precisa smentita: come faccio a smentire delle cose che avevo gi&amp;agrave; pubblicato a livello scientifico? Per&amp;ograve; sta di fatto che sono dovuto andare via, ho avuto problemi fino a arrivare al 2002, dopo il terremoto del Molise, in cui la rete regionale d&amp;rsquo;Abruzzo fu completamente smantellata e di fatto fu un dispetto&amp;raquo;.&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;strong&gt;IN ABRUZZO UN BUCO DI DATI&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;De Luca sostiene, infatti, che gli strumenti sono stati messi in un magazzino e che nella zona abruzzese c&amp;rsquo;&amp;egrave; stato un buco di dati, se vogliamo, perch&amp;eacute; dalla fine del 2002 fino al 2005 non c'&amp;egrave; stato un monitoraggio a scala locale.&lt;br&gt;Chi decise di smantellare la rete regionale?&lt;br&gt;&amp;laquo;Il Servizio Sismico Nazionale&amp;raquo;, risponde De Luca. &lt;br&gt;Cosa si sarebbe potuto fare per evitare la tragedia? Anche su questo il fisico ha una risposta certa: &amp;laquo;il centro storico dell'Aquila ''risuona'', ha questa peculiarit&amp;agrave;, che &amp;egrave; un&amp;rsquo;aggravante micidiale, l'idea era quella di cominciare a mettere in sicurezza quello che si poteva, come le scuole. All&amp;rsquo;epoca del 99 c&amp;rsquo;erano un paio di scuole, qualche edificio pubblico, la Casa dello Studente: stiamo parlando di piccoli interventi, magari anche di importanza a livello di finanziamento, per&amp;ograve; uno non chiedeva tanti soldi subito, bastava cominciare un edificio l&amp;rsquo;anno e, in dieci anni, se ne facevano almeno dieci&amp;raquo;. &lt;br&gt;&amp;laquo;Provo tanta amarezza e basta&amp;raquo;, chiude lo studioso. &amp;laquo;Continuo a non trovare risposte alle mie domande, del perch&amp;eacute; mi &amp;egrave; successo questo o del perch&amp;eacute; sono stato contestato, non lo so&amp;raquo;.&lt;br&gt;&lt;br&gt;11 Novembre 2009 VIDEOTESTIMONIANZA AL LINK : &lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=peGNEc_ests&quot;&gt;http://www.youtube.com/watch?v=peGNEc_ests&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;BR&gt;</description>
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               <category>Terremoto</category>
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               <title>Sfollati Italtel 2 : &quot;Da sette mesi non riescono a trovarci un tetto a L’Aquila&quot;</title>
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               <pubDate>Wed, 11 Nov 2009 18:11:03 +0100</pubDate>
               <author>Alessandro Consalvi</author>
               <description>&lt;p&gt;L&amp;rsquo;AQUILA. Una lettera al presidente della Repubblica nella quale si paventa la rinuncia alle tessere elettorali se non verranno trovati al pi&amp;ugrave; presto degli alloggi provvisori.&lt;/p&gt;&lt;br&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt;&amp;Egrave; quella che &amp;egrave; stata scritta dalle centinaia di aquilani ancora ospitati nelle tende a sette mesi dal sisma. &lt;br&gt;Una protesta, quella dei cosiddetti &amp;ldquo;irriducibili&amp;rdquo;, che si &amp;egrave; svolta questa mattina al campo di accoglienza Italtel 2, dove sono ancora attendate una quarantina di persone. &lt;br&gt;&amp;laquo;Non vogliano essere chiamati irriducibili &amp;ndash; ha dichiarato Simona Sacchetti, una delle ospiti della tendopoli &amp;ndash; vogliamo solo avere al pi&amp;ugrave; presto un tetto sopra le nostre teste&amp;raquo;. &lt;br&gt;&amp;laquo;Abbiamo vissuto mesi nelle nostre tende per non abbandonare la nostra terra &amp;ndash; si legge nella missiva &amp;ndash; perch&amp;egrave; ognuno di noi aveva e ha i suoi buoni motivi per restare&amp;raquo;.&lt;br&gt;&amp;laquo;Se non una casa, chiediamo quanto meno una soluzione per restare qui e non morire di freddo. Ci viene risposto che i tempi non permettono soluzioni tempestive. Sono, caro Presidente, in una situazione di emergenza centinaia di persone, molte delle quali anziane, costrette a dormire in tenda a zero gradi? &amp;Egrave; una situazione tollerabile in un paese civile a otto mesi dal sisma?&amp;raquo;&lt;br&gt;Nella lettera i residenti delle tendopoli parlano anche di &amp;laquo;pressioni psicologiche&amp;raquo; da parte della Protezione Civile perch&amp;egrave; i campi siano sgomberati del tutto, come &amp;laquo;minaccia di staccare la corrente elettrica&amp;raquo; e &amp;laquo;abbassare paurosamente la qualit&amp;agrave; del cibo&amp;raquo;, &amp;laquo;con visite delle forze dell'ordine sempre pi&amp;ugrave; frequenti&amp;raquo;. Notizie (allarmanti) gi&amp;agrave; trapelate altre volte anche in altri campi e poi sempre smentite dalla Protezione civile. Ma &amp;egrave; chiaro l&amp;rsquo;interesse di chi deve governare l&amp;rsquo;emergenza a farla finire il pi&amp;ugrave; in fretta possibile. Ma quella che chiedono gli sfollati &amp;egrave; una sistemazione decorosa nelle immediate vicinanze del capoluogo. &lt;br&gt;Gli abitanti nelle tende chiedono &amp;laquo;moduli removibili, container, qualsiasi cosa&amp;raquo;, li faccia uscire dalla condizione attuale. Un'ultima richiesta di aiuto, continuano, che se non dar&amp;agrave; frutti porter&amp;agrave; alla riconsegna delle tessere elettorali. &lt;br&gt;&amp;laquo;Sono sette mesi che vivo in tenda, domani ho il colloquio per l'assegnazione della nuova casa, ma nel frattempo dovremo rimanere qui?&amp;raquo;, dice Nicola Antonio Sacchetti, infermiere cardiologico al San Salvatore, tra i residenti di Italtel 2. &lt;br&gt;&amp;laquo;Ci hanno proposto di andare a Pescasseroli o sulla costa. Ma come faccio io che ho la reperibilit&amp;agrave; entro mezz'ora? Da Pescasseroli ce la faccio ad arrivare all'ospedale in mezz'ora?&amp;raquo;.&lt;br&gt;&amp;laquo;Mio figlio ha la febbre, e ieri sera doveva andare al bagno. Col freddo, &amp;egrave; dovuto uscire dalla tenda otto volte. Si &amp;egrave; coperto, ma gli sbalzi di temperatura non fanno certo bene&amp;raquo;.&lt;br&gt;&amp;laquo;Mio padre ha 61 anni, e gli &amp;egrave; stato chiesto di non andare in pensione per carenza di personale, visto che altri infermieri si sono trasferiti in altri ospedali &amp;ndash; dice la figlia &amp;ndash; Ora ci troviamo in questa situazione. Hanno fatto di tutto per portarci dalle tende alle case, ma alla fine eccoci qua&amp;raquo;. &lt;br&gt;&amp;laquo;Se avessimo saputo che dopo sette mesi sarebbe stato ancora cos&amp;igrave;, ci saremo organizzati diversamente&amp;raquo;, nota Annamaria Basile, anche lei una tenda a Italtel 2. &lt;br&gt;&amp;laquo;La tenda &amp;egrave; stata una benedizione all'inizio, ma dopo sette mesi non ce la facciamo pi&amp;ugrave;. Hanno voluto chiudere le tendopoli, per mettere tutti negli alberghi, ma &amp;egrave; stata solo un'operazione di facciata&amp;raquo;.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Alessandro Consalvi 11/11/2009&lt;/p&gt;&lt;BR&gt;</description>
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