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NOTA NOTA: questo articolo è nascosto perché ritenuto fuori policy. Il governo della banda Berlusconi è un governo di assassini, di criminali e di razzisti! venerdì settembre 18, 2009 20:22 scritto da (n)PCI
(nuovo)Partito comunista italiano e.mail: lavocenpci40@yahoo.com Comunicato CP 23/09 - 18 settembre 2009
Meglio una “crisi costituzionale” contro il governo che tenersi un governo che viola sistematicamente la Costituzione!
Il governo della banda Berlusconi è un governo di assassini, di criminali e di razzisti!
Il governo della banda Berlusconi agisce in completa illegalità!
Cacciare il governo degli assassini, dei criminali e dei razzisti!
Negare ogni collaborazione al governo degli assassini, dei criminali e dei razzisti!
Promuovere la disobbedienza e lo sciopero fiscale contro il governo degli assassini, dei criminali e dei razzisti! È un governo illegale e illegittimo!
Disobbedire al governo degli assassini, dei criminali e dei razzisti è giusto e legittimo!
I soldati possono e devono rifiutare di andare in Afghanistan! I soldati devono rifiutare di obbedire agli ordini del governo degli assassini, dei criminali e dei razzisti! I soldati devono rifiutare di obbedire agli ordini di ufficiali manutengoli di questo governo e traditori del loro giuramento di fedeltà alla Costituzione della Repubblica Italiana!
I sei soldati italiani abbattuti e i quattro messi fuori combattimento dalla Resistenza afghana ieri a Kabul confermano che il governo della banda Berlusconi è un governo di assassini, di criminali e di razzisti. Esso segue le peggiori tradizioni di Mussolini che aveva messo soldati italiani a disposizione delle armate naziste di Hitler per trarre anche lui profitto dall’aggressione e dall’occupazione dell’Unione Sovietica. Il governo Berlusconi anche in questo si allinea sulle peggiori posizioni del governo Prodi che lo ha preceduto. I governi di ambedue questi individui hanno mandato e mandano soldati italiani a uccidere, ferire, torturare e terrorizzare la popolazione afghana, partecipando alla guerra americana. Non c’è alcun motivo giusto o dignitoso per fare la guerra in Afghanistan. I gruppi imperialisti USA hanno aggredito, occupano e saccheggiano l’Afghanistan perché vogliono dominare il Medio Oriente e l’Asia centrale. Fa parte della loro ostinazione a dominare il mondo, per saccheggiarlo e fare profitti. Barack Obama continua la politica di Bush e degli altri suoi predecessori che è la politica dell’imperialismo USA. I gruppi e governi imperialisti dei paesi europei e di altri paesi, soprattutto dell’Occidente bianco, capitalista e razzista partecipano alla guerra americana. Alcuni per avere voce in capitolo nella spartizione del bottino e non lasciare gli imperialisti USA unici padroni del terreno. Altri per servilismo e asservimento ai gruppi finanziari e al governo USA che li proteggono contro i loro stessi popoli.
Il Vaticano e la Chiesa cattolica sono complici di questa sporca guerra, che porta morti e distruzione in Afghanistan e in altri paesi, perché hanno tutti i mezzi per porvi fine e non lo fanno. Basterebbe infatti che chiamassero le masse popolari cattoliche a opporsi a questo governo, a disobbedire ai suoi ordini assassini e razzisti almeno con la stessa energia con cui le chiamano a opporsi alla “pillola del giorno dopo” e all’assistenza sanitaria alle donne che abortiscono.
La sporca guerra afghana mostra e smaschera la vera natura filopadronale, razzista e antipopolare della Lega Nord e degli altri componenti della coalizione governativa berlusconiana. Bossi, Maroni e i loro soci sono al servizio della Chiesa cristiana cattolica romana contro i musulmani e dell’America razzista e imperialista contro il popolo italiano del nord e del sud. Il carattere popolare e nazionale della concezione e della politica di questi signori consiste nel mandare soldati italiani a fare da macellai e da bersaglio delle masse popolari afghane e della loro giusta guerra contro gli occupanti. Bossi, Maroni e i loro soci sono razzisti contro i lavoratori immigrati in Italia, complici dell’aggressione dei paesi oppressi, conniventi con i padroni che licenziano, chiudono aziende e delocalizzano.
Gli oppositori borghesi e “democratici” del governo Berlusconi, se la loro opposizione è reale e non un paravento per strappare voti e condividere il potere, se è opposizione vera e non collaborazione camuffata, devono promuovere la disobbedienza al governo Berlusconi e lo sciopero fiscale. Contro la politica criminale di questo governo, si combatte scendendo in piazza, non disdicendo manifestazioni e proteste per attenuare l’indignazione popolare contro il suo l’arbitrio e il suo comportamento illegale e illegittimo. Il governo Berlusconi agisce in aperta e sistematica violazione della Costituzione della Repubblica Italiana che vieta al governo di ricorrere alla guerra per risolvere controversie internazionali. Il governo Berlusconi anche in questo conferma che è un’autorità apertamente illegale e illegittima. Non solo viola accordi internazionali che tutelano i diritti umani degli emigranti, non solo condanna milioni di italiani alla disoccupazione, alla precarietà e alla miseria. Esso viola apertamente le leggi e persino la Costituzione. Nessuna obbedienza a questo governo è legale e tanto meno legittima. Chi può opporsi e non lo fa, è complice. I partiti, i sindacati di regime, le grandi associazioni hanno i mezzi, il prestigio e il seguito necessari per promuovere la disobbedienza generale e di massa a questo governo e per promuovere lo sciopero fiscale: neanche un euro a questo governo! Se non lo fanno, è perché con l’opposizione di facciata nascondono la complicità e la collaborazione con il governo Berlusconi: contro i lavoratori, gli immigrati, i settori perseguitati da questo governo e dai suoi fautori e sostenitori, contro le masse popolari italiane.
I soldati italiani possono e devono rifiutare di andare in Afghanistan e di obbedire agli ordini di un governo che viola leggi e Costituzione e di ufficiali felloni e traditori del loro stesso giuramento di fedeltà alla Costituzione della Repubblica Italiana!
Nessun tribunale della Repubblica oserebbe condannarli per questa disobbedienza e questo rifiuto di obbedire a ordini illegali e criminali. In Inghilterra un soldato ha apertamente e pubblicamente rifiutato l’ordine di partire per l’Afghanistan e la magistratura non ha osato dargli torto, dato il carattere inumano della guerra contro il popolo afghano, sebbene in Inghilterra nessuna Costituzione vieti al governo di fare la guerra a suo piacere. Papa Benedetto XVI benedicendo questa guerra sporca mostra e conferma la vera natura del Vaticano, complice e promotore del razzismo dell’Occidente bianco e capitalista. Esso biascica parole di pietà per i soldati italiani colpiti dalla Resistenza afghana, ma non ha niente da dire sui civili e sui combattenti afghani uccisi, feriti, torturati, terrorizzati dagli aggressori. Così faceva anche Pio XII sessanta anni fa, finché i nazisti e i fascisti erano all’attacco e vincevano.
Noi comunisti chiamiamo tutti i giovani a rifiutare di partecipare alla sporca guerra americana di aggressione alle masse popolari afghane. Noi comunisti rendiamo omaggio ai combattenti della Resistenza afghana e a tutti quelli che, in ogni parte del mondo, combattono contro gli aggressori del loro paese. La morte è sempre un avvenimento drammatico e senza ritorno, per chi muore e per chi resta. Ma chi muore per una causa giusta è un eroe e tutti gli uomini che hanno il senso della dignità e dell’onore li ricorderanno con riconoscenza. Chi muore per una causa infame è oggetto del disprezzo o al massimo della commiserazione. Noi comunisti chiamiamo tutti i lavoratori italiani a opporsi a questa guerra, come li chiamiamo a opporsi alla disoccupazione, ai licenziamenti, alla riduzione del lavoro, alla chiusura delle aziende! Si tratta della stessa battaglia, perché è la stessa classe e sono gli stessi interessi quelli che scatenano le guerre di aggressione e di rapina contro i popoli all’estero e quelli che gettano nella miseria i lavoratori nel nostro paese.
I partiti, i sindacati di regime, le grandi associazioni, i vescovi e la loro Chiesa se vogliono impedire la guerra e impedire la politica d’arbitrio, di illegalità e di morte, razzista e criminale del governo Berlusconi ne hanno da subito i mezzi se solo vogliono usarli, se sono più amici delle masse popolari che complici dei padroni e del loro governo: devono chiamare alla disobbedienza civile e allo sciopero fiscale.
I lavoratori per far fronte a questo governo di criminali e di razzisti, devono anzitutto organizzarsi in organismi antigovernativi, anticapitalisti e di lotta. Solo organizzati in organismi decisi a porre fine allo stato attuale delle cose i lavoratori sono una forza e hanno voce in capitolo nella politica del paese. Il nuovo Partito comunista italiano chiama i lavoratori più avanzati, le donne e i giovani più generosi, gli immigrati a organizzarsi nelle organizzazioni di massa che lottano efficacemente contro la borghesia e il clero, che lottano per instaurare il socialismo, che lottano per formare un governo di blocco popolare che attuerà immediatamente tutti i provvedimenti necessari per realizzare le sei misure che riassumono le esigenze delle masse popolai del nostro paese: 1. Assegnare a ogni azienda compiti produttivi (di beni o servizi) utili e adatti alla sua natura, secondo un piano nazionale (nessuna azienda deve essere chiusa). 2. Distribuire i prodotti alle famiglie e agli individui, alle aziende e ad usi collettivi secondo piani e criteri chiari, universalmente noti e democraticamente decisi. 3. Assegnare ad ogni individuo un lavoro socialmente utile e garantirgli, in cambio della sua scrupolosa esecuzione, le condizioni necessarie per una vita dignitosa e per la partecipazione alla gestione della società (nessun lavoratore deve essere licenziato). 4. Eliminare attività e produzioni inutili e dannose per l’uomo o per l’ambiente, assegnando alle aziende altri compiti. 5. Avviare la riorganizzazione delle altre relazioni sociali in conformità alla nuova base produttiva e al nuovo sistema di distribuzione. 6. Stabilire relazioni di collaborazione o di scambio con gli altri paesi disposti a stabilirle con noi.
Queste sei misure costituiscono la base e la condizione dell’ordine pubblico e della sicurezza per le masse popolari nel nostro paese e della loro fraterna collaborazione con le masse popolari degli altri paesi, ivi comprese le masse popolari dell’Afghanistan e degli altri paesi oppressi.
Per questo lotta il nuovo Partito comunista italiano! Per questa lotta il nuovo PCI chiede il concorso e il contributo della parte più generosa e onesta, della parte più avanzata delle masse popolari del nostro paese!
Compagni, operai, proletari, donne, immigrati e giovani: arruolatevi nel (nuovo)Partito comunista italiano!
Partecipate alla campagna di organizzazione del Partito! Costituite clandestinamente in ogni azienda, in ogni zona e in ogni organizzazione di massa un Comitato di Partito! |
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