Energia e deturpazioni territoriali in Abruzzo

L'Abruzzo sembra essere stata eletta terra di sperimentazione per le
future politiche energetiche nel nostro Paese.
Che si parli di biomasse, di torcia al plasma,
di termovalorizzatori [ 1 - 2 ], di impianti
per la raffinazione del greggio [1 - 2] o di energie
rinnovabili; la progettazione di nuove centrali energetiche sul nostro
territorio, sembra essere la prima voce nell'agenda politica ed
economica.
Purtroppo, quelle che vengono fatte passare come fonti pulite e
rinnovabili, celano gravissimi rischi per
la salute, giustificati dai grandi interessi economici dei
potentati locali.
Ancora una volta, gli interessi di pochi prevalgono sui rischi di salute
delle persone e dell'ecosistema, in una regione caratterizzata dalla
bellezza del proprio territorio, e in cui i casi di disastri ecologici
non sono mancati anche nell'immediato passato [1
- 2].
Così, mentre il governatore d'Abruzzo Del Turco [che ci ha abituato al
peggio 1
- 2
- 3],
chissà per quali oscuri motivi, fa approvare il centro oli ad
Ortona, la popolazione non si lascia cogliere impreparata, creando
spontaneamente un movimento di
denuncia nei confronti della situazione, e promuovendo iniziative come il presidio informativo del 3 Novembre ad Avezzano, e
la Critical
Mass del 18 Novembre nella Marsica, per
contrastare la proposta di costruzione dei sei impianti a biomassa.