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         <title>Ortona - L'Eni dichiara guerra all'Abruzzo</title>
         <subtitle>Ad Ortona è in cantiere un progetto mastodontico di &quot;prima raffinazione del greggio&quot;. </subtitle>
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            <content type="html" xml:lang="it">Ortona (Ch), 5 settembre – A Palazzo Corvo ad Ortona (Chieti), il 9 settembre, alle 18, si terrà un incontro pubblico sul Centro Oli di Ortona, organizzato dal comitato “Puntoortona”, nato nel 2006 che conta oltre 50 adesioni. A confronto ci saranno relatori che sosterranno tesi a favore e contro l’insediamento del progetto dell’Eni, che daranno il via ad un dibattito aperto a tutti i cittadini. “L’appuntamento -, dicono dal comitato - è nato dall’esigenza di molti cittadini di analizzare l’aspetto in tutte le sue implicazioni, e cercare di fare chiarezza su dati e affermazioni che in questi giorni si susseguono sulla stampa. Il comitato ha una posizione neutrale rispetto alla questione del Centro Oli e tramite questo incontro intende approfondire l’argomento che riguarda tutto il territorio di Ortona e dei comuni limitrofi offrendo l’opportunità a chi intende partecipare di esprimere opinioni e argomentazioni”. “Sarà comunque dato ampio spazio -, conclude il comitato - agli interventi del pubblico che siamo sicuri accorrerà numeroso. Abbiamo preso contatti con tutte le parti interessate e l’auspicio è che sia un momento di confronto civile e utile per Ortona”. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ortona (Chieti), 10 settembre - “Mettere da parte le posizioni demagogiche che non giovano allo sviluppo del territorio e all’occupazione”. I sindacati sono perentori e così si rivolgono ai politici che dicono no al centro oli dell’Eni progettato in località “Feudo” ad Ortona (Chieti). Un concetto che i rappresentanti delle associazioni di categoria ribadiranno oggi pomeriggio nel vertice fissato alle 14.30 presso la sede dell’Eni, in località Sant’Elena. “Tutti - evidenzia Alessandro Dragani, segretario regionale della Uilcem - debbono avere il coraggio di affrontare la faccenda con serenità, senza insistere su presunti danni che il centro oli potrebbe arrecare all’agricoltura. L’Eni ha investito più di 250 milioni di euro sul territorio e si appresta a richiamare a Ortona molti lavoratori qualificati dirottati su Ravenna e in Val d’Agri (Potenza)”. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Chieti, 11 settembre – “La vicenda del nuovo Centro Oli di Ortona dell’Eni rischia di diventare terreno di scontro politico facendo passare in secondo piano la sua alta valenza economica e il notevole beneficio che ne deriva all’economia del territorio. Per anni si sono levate le voci preoccupate di chi chiedeva l’impegno dell’azienda per il rilancio della produttività del sito; da anni si discute sulle opportunità di ripresa dell’area Ortonese, che presenta grandi potenzialità di crescita. Oggi tali potenzialità si stanno verificando”. E’ il parare del presidente di Assoindustria di Chieti, Silvio Di Lorenzo. In una nota diffusa oggi Confindustria aggiunge che “gli investimenti pubblici sulle infrastrutture di collegamento, sul porto e sui suoi servizi, la ripresa di attenzione del sistema delle imprese sull’area, dovrebbero portare a sinergiche occasioni di incontro di interessi, creando condizioni favorevoli al consolidamento del tessuto esistente ed all’attrazione di investimenti esterni. Invece assistiamo ad un balletto di posizioni contraddittorie e dilatorie, che rischiano di vanificare l’occasione che il gruppo Eni propone”. “Una volta acquisita la certezza che il progetto è concreto, strutturato e finanziato, che i riflessi produttivi ed occupazionali sono rilevanti, anche per l’indotto che negli anni è cresciuto intorno al sito di Ortona, e infine che le tecnologie adottate garantiscono l’assenza di rischi per l’ambiente (e non poteva essere altrimenti vista l’importanza dell’azienda proponente) è necessario trovare le strade per la più rapida realizzazione dell’investimento: in questo settore infatti i tempi dell’impresa più che in altri casi non possono subordinarsi ai tempi della politica, pena la perdita di economicità e quindi della fattibilità dell’operazione. Diamo atto all’amministrazione comunale ed alle organizzazioni sindacali del senso di responsabilità dimostrato finora nel sostenere l’iniziativa – sottolinea Di Lorenzo –. Riteniamo quindi che per il sistema delle imprese, che Confindustria Chieti rappresenta, sia assolutamente indifferibile la decisione finale da parte del Consiglio Comunale, che consenta l’avvio immediato dei lavori. Il nostro territorio non può e non deve permettersi il lusso di rinunciare alle occasioni che si offrono quando esse sono concretamente realizzabili. Confindustria Chieti è e sarà sempre al fianco di chi sostiene le ragioni dello sviluppo e della crescita del territorio e dell’economia locale”. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ortona (Chieti), 11 settembre - Gli sviluppi della vicenda del Centro Oli dell’Eni a Ortona “preoccupa il Consorzio per l’innovazione e lo sviluppo del distretto industriale Majella” (Cism), il quale in una nota ricorda che “il comprensorio Marrucino produce il 60% del vino della Provincia di Chieti, che è tra le prime in Italia”. L’Eni - si afferma ancora nel documento - dopo avere avuto parere positivo dagli enti sovraordinati, è in attesa solo di una delibera consiliare, di variante di destinazione, per potersi insediare. I partiti della maggioranza di centro-destra - sostiene il Cism - sono favorevoli alla realizzazione del Centro Oli. Mentre per l’opposizione, la Margherita, propone l’approvazione di un protocollo d’intenti, tra Comune ed Eni, composto da dieci punti mirati ad alcune agevolazioni per il territorio comunale. Verosimilmente, nella prossima seduta del Consiglio Comunale si approverà la variante che permetterà all’Eni di realizzare l’insediamento. Il Cism esprime serie preoccupazioni per come sta volgendo l’intera vicenda che assume aspetti anomali rispetto ad insediamenti analoghi. All’Eni vanno poste precise condizioni, innanzitutto quelle relative alla garanzie di sicurezza e di compatibilità ambientale, ma anche di compartecipazione alla crescita del territorio”. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ortona (Chieti), 13 settembre - “La questione del centro oli dell’Eni ad Ortona potrebbe essere ridiscussa sulla base della proposta di perimetrazione, da noi presentata, di quello che sarà il Parco della Costa Teatina”. Ad affermarlo l’assessore regionale all’Ambiente e al territorio, Franco Caramanico, in una lettera inviata al presidente della Provincia di Chieti, Tommaso Coletti, e ai sindaci di Francavilla, Ortona, San Vito Chietino, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Torino di Sangro, Casalbordino, Vasto, San Salvo. Come spiega Caramanico “la nostra proposta di perimetrazione dell’istituendo parco dovrebbe interessare un tratto di territorio molto esteso che va dalla dall’autostrada A14 alla costa. Questa proposta, attualmente oggetto di concertazione con i Comuni e la stessa amministrazione provinciale di Chieti, qualora venisse accettata, comporterebbe una nuova discussione sull’intervento urbanistico legato al centro oli di Ortona”. Della questione del parco della costa teatina e del centro Eni si tornerà a parlare il prossimo 19 settembre in una riunione convocata a Pescara dallo stesso assessore . “Credo che la cosa importante sia che qualsiasi decisione sia il frutto delle scelte del territorio. Mi auguro - ha concluso l’Assessore - che la prossima riunione possa essere occasione per trovare una linea di azione condivisa da tutti”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’Aquila, 25 settembre – Il Consiglio regionale si è espresso in maniera chiara ed inequivocabile contro il Centro oli di Ortona. Si tratta di un voto di cui il Comune di Ortona ora deve tenere conto. La vicenda del progetto Centro Oli di Ortona (Chieti), per la rilevanza e la portata dei suoi effetti sull’ambiente, sulla salute, sul territorio, sull’economia, sulle produzioni agricole, sulle attività vitivinicole doc, sul turismo integrato mare-monti, sull’assetto sociale, sulle politiche e strategie di sviluppo, sul governo delle risorse naturali segnatamente dell’acqua, investe la sfera di competenza di Stato, Regione, Provincia e, quindi, per ultimo del Comune sede dell’impianto e coinvolge interessi diffusi, pubblici e privati, tutelati dalla legge. “La risoluzione – ha detto il capogruppo dei Verdi, Walter Caporale – impegna la giunta regionale a diffidare il consiglio comunale di Ortona e il sindaco da ogni decisione in merito al progetto. Si chiede l’impegno della giunta regionale ad aprire un tavolo spedito di analisi, valutazione, approfondimento, formato da tutti i soggetti e le rappresentanze degli interessi coinvolti”. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ortona (Chieti), 27 settembre - L’assemblea delle “Città del vino d’Abruzzo” ha espresso parere contrario alla costruzione di un Centro oli da parte dell’Eni a Ortona (Chieti). L’associazione - che rappresenta 40 Comuni - ha chiesto alla Provincia di Chieti e alla Regione Abruzzo di assumere “una chiara posizione in merito, come hanno già fatto in casi analoghi Toscana e Sicilia”. Nella riunione - svoltasi a Tollo (Chieti) e moderata dal vice presidente nazionale dell’associazione Fabrizio Montepara - è stato sottolineato che le “citta del vino si caratterizzano per una chiara e precisa volontà di promuovere attraverso politiche mirate la valorizzazione del territorio e la produzione vitivinicola, risorse per uno sviluppo economico sostenibile”. Le finalità delle “Città del vino” sarebbero dunque incompatibili con una scelta politica che privilegia un insediamento estrattivo in un’area vocata alla vitivinicoltura di qualità, che - secondo il documento approvato al termine della riunione - porterebbe non solo all’espianto di ettari di vigneti, ma anche a un graduale abbassamento della capacità di creare “appeal” per i prodotti abruzzesi sui mercati mondiali”. L’assemblea ha espresso “solidarietà e vicinanza al Comune di Ortona che - sottolinea il documento - si trova, per l’iter burocratico previsto dalla legge, a dover esprimere l’ultimo parere e ad assumersi una responsabilità che andrà a incidere sull’intero comprensorio”. Al Consiglio comunale di Ortona si chiede di “valutare con coraggio e lungimiranza una scelta che potrebbe modificare per sempre l’assetto e l’economia del territorio”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’Aquila, 3 ottobre - “La Regione ha già espresso la propria posizione valutando tutte le problematiche di impatto ambientale e di salute pubblica e rilasciando la relativa autorizzazione”. È quanto affermato dal presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, ai rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl, Uil, e Ugl incontrati stamani all’Aquila per discutere il problema legato all’insediamento del Centro Oli dell’Eni nell’area dell’ortonese. Nel corso dell’incontro, al quale ha partecipato anche il segretario generale della presidenza, Lamberto Quarta, il presidente Del Turco ha ricordato come “questa amministrazione regionale, d’intesa con quelle provinciali e comunali, abbia destinato ingenti finanziamenti (circa 60 milioni di euro, ndr) per il potenziamento e riqualificazione del porto di Ortona”. “Come ho avuto modo di ribadire in più occasioni - ha proseguito il presidente della Regione - questa infrastruttura riveste carattere strategico ai fini dello sviluppo della regione e si candida ad essere porto di interesse nazionale capace di svolgere un ruolo primario nel traffico mercantile che tocca il Mediterraneo”. Su queste premesse si muove “la forte politica di interazione con i sistemi imprenditoriali di valenza nazionale e internazionale che questa amministrazione regionale sta portando avanti”. Il presidente e il segretario generale hanno ricordato la presenza dei grandi gruppi industriali e le collaborazioni con Finmeccanica (progetto Galileo e Abruzzo engeenering), Micron (raddoppio stabilimento Avezzano), Sevel e Honda (partecipazione al progetto Automotive). “Sarebbe pertanto contraddittorio - ha sottolineato il presidente Del Turco - se il più grande gruppo nel settore dell’energia italiano che manifesta interesse ad investire nella nostra regione, non trovasse ascolto e disponibilità delle istituzioni locali. Naturalmente la preoccupazione degli agricoltori e la salvaguardia delle nostre realtà agroalimentare rappresentano un impegno di questa Giunta”. Proprio in questo senso, il segretario generale Lamberto Quarta ha riferito che in una riunione di qualche giorno fa con i rappresentanti dell’Eni, “il presidente Del Turco ha messo in evidenza che bisogna assicurare la piena salvaguardia e la tutela delle produzione vitivinicola dell’area. Ciò può avvenire, com’è avvenuto in tutte le realtà regionali in cui è presente l’Eni con un proprio insediamento, e sarà un preciso impegno della Regione perché ciò avvenga”. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ortona, 9 ottobre - Il capogruppo dell’Italia dei valori in Consiglio regionale, Bruno Evangelista, chiederà al presidente del Consiglio regionale, Marino Roselli, “la praticabilità della costituzione di parte civile della Regione contro la deliberazione assunta dal Comune di Ortona sulla variazione di destinazione d’uso di territori per la realizzazione del Centro oli dell’Eni”. “La richiesta - ha proseguito - muove dal voto unanime dei consiglieri sulla risoluzione presentata qualche giorno fa. In particolare i colleghi si sono espressi sulla la necessità di intervenire con urgenza sul sindaco e sul presidente del consiglio comunale perchè si astenessero da ogni decisione sulla costruzione del Centro, in quanto la decisione avrebbe interessato ambiti territoriali al di là dei confini comunali e livelli superiori di programmazione di quell’area, oltre a problematiche ambientali, politiche, agricole e di tutela della salute dei cittadini”.</content>
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Chieti 11 ottobre – A seguito delle decisioni assunte nel consiglio provinciale...</summary>
            <content type="html" xml:lang="it">&lt;br /&gt;
Chieti 11 ottobre – A seguito delle decisioni assunte nel consiglio provinciale tenutosi ad Ortona il 2 ottobre scorso per la discussione dell’insediamento del Centro Oli dell’Eni nella città adriatica, il Presidente Tommaso Coletti, nel rispetto di quanto deciso anche dalla Giunta Provinciale, ha affidato l’incarico all’Istituto di ricerche Mario Negri Sud (Santa Maria Imbaro, Chieti) per uno studio tecnico scientifico che esplichi quali conseguenze potrebbe avere un tale insediamento.&lt;br /&gt;
“Specificamente, ha affermato il Presidente, questa amministrazione provinciale ha chiesto di rispondere a tre domande: quali ricadute può avere l’avvio di un’attività di questo tipo sulla salute pubblica; che tipo di impatto ci potrebbe essere sulle colture agricole specializzate quali i vigneti e gli uliveti, così diffusi nella zona, ed anche sulle attività di trasformazione di questi prodotti e terzo quali conseguenze ci potrebbero essere in relazione all’ambiente, anche a lungo termine.&lt;br /&gt;
Ritengo, ha detto il Presidente, che bisogna avere certezze scientifiche e dati sicuri prima che un insediamento di tale portata avvii la propria attività, essendo certi che operano in condizioni di sicurezza nella salvaguardia del tessuto economico locale e dell’incolumità della salute dei cittadini. Questo è quello che maggiormente ci sta a cuore. Qualora le condizioni suddette saranno rispettate, conclude il Presidente Coletti, ci potremo dichiarare tranquilli e favorire la crescita occupazionale non solo attraverso l’insediamento del centro Oli, ma anche per tutto l’indotto che ne potrà derivare”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pescara, 11 ottobre - Il Wwf tira in ballo il ministro dell’Ambiente per impedire la realizzazione del Centro Oli di Ortona che andrebbe a compromettere definitivamente l’istituzione del Parco nazionale della costa teatina. “La legge - dice l’associazione ecologista - riconosce al ministro la possibilità di intervenire per evitare danni ambientali, in particolare nelle aree già individuate per l’istituzione di aree protette”. Nei giorni scorsi, il presidente del Wwf Italia, Enzo Venini, nel corso di un incontro con il ministro Alfonso Pecoraro Scanio, aveva sollevato la questione del Centro Oli evidenziandone l’incompatibilità con un’area naturale protetta. “Qui - dichiara Dante Caserta, presidente Wwf Abruzzo - si parla da anni di un parco nazionale, si parla di un parco regionale, si parla di riserve regionali: nel frattempo però si costruisce una strada sulla spiaggia sulla Postilli-Riccio e si mette in cantiere la costruzione di un complesso destinato allo sfruttamento petrolifero di oltre 117.000 metri quadrati, in un’area dedicata alla produzione vinicola di pregio. Si tratta di un intervento che non è indicato in nessuno degli strumenti programmatori e pianificatori esistenti e che contrasta in maniera evidente con le attività agricole dell’area e con la scelta di istituire un’area naturale protetta di valenza nazionale”. &lt;br /&gt;
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            <title>Centro Eni Ortona</title>
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            <content type="html" xml:lang="it">1)L'Abruzzo è consideratata la Regione Verde d'Europa; la sua vocazione non è quella di rischiare disastrambientali, irreparabili che penalizzerebbero tutte le altre attività, con danni economici irreparabili - 2)Lo sviluppo non si misura solo col PIL; è insufficiente 3) Bisogna fare ricerca su fonti alternative e nuove fonti, Idrogeno e nucleare pulito; l'Eni ed altri enti devono investire in tale direzione, poichè l'uso del petrolio non è più tollerabile dall'atmosfera 4) Si rischiano danni definitivi, alla pesca, turismo, agricoltura, a favore di alcuni 5) Non siamo cinesi; vogliamo un Vero Progresso Vero e non finto, a favore di chi cerca solo di fare-fare, senza calcolare le conseguenze 6) I guadagni vanno solitamnete agli enti privati e i danni ambientali li deve poi pagare la popolazione nei modi anche tragici....NOn è giustizia 6) Allo stato attuale é meglio importare petrolio a caro prezzo che (l'idrogeno è pronto, manca la distribuzione...ma se continuoamo col petrolio, non lo incentivano)inquinare quì; alla fine il costo per la società risulta inferiore. 7) Non bastano le rasssicurazioni (tecnologia nuova,,ecc..9; sappiamo come va a finire........basta vedere in Sicilia, a Maghera, nelle Mrche....ecc.... 8)continuate voi.... se non basta</content>
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            <updated>2007-10-19T15:29:29+01:00</updated>
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            <content type="html" xml:lang="it">Peottobre - La Commissione Ambiente della Camera il prossimo 22 ottobre sarà a Bussi sul Tirino (Pescara) per controllare lo stato dei luoghi e pianificare la bonifica dei quattro ettari di terreno sui quali sono state trovate circa 240 mila tonnellate di rifiuti industriali pericolosi e nocivi stoccati illegalmente e abusivamente per oltre vent’anni. “L’iniziativa del Parlamento - dice il presidente della Commissione, Ermete Realacci, - segue un’interpellanza urgente presentata in aula da diversi parlamentari di maggioranza e opposizione sulla vicenda. Siamo di fronte ad una situazione che genera gravi ripercussioni sull’ambiente e sulla salute dei cittadini. Lo scopo della missione sarà di studiare gli strumenti per favorire le procedure di bonifica dell’area, tra le più grandi d’Europa mai contaminate”. Oltre a Realacci, alla missione parlamentare prenderanno parte i deputati abruzzesi Acerbo, Fasciani, Pelino e Aracu. I parlamentari incontreranno in Comune il sindaco di Bussi, i rappresentanti di Regione Abruzzo, Provincia di Pescara e Agenzia regionale della protezione per l’ambiente, forze dell’ordine e i rappresentanti del Governo. Poi partiranno le verifiche al sito contaminato. &lt;br /&gt;
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