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piceno / miscellaneous Tuesday May 15, 2012 02:15 scritto da jops

Una giornata all'insegna di INDYMEDIA!

Ore 16.00 Presentazione di indymedia da parte del collettivo
di Indymedia Abruzzo
Ore 17.00 Seminario sulla sicurezza informatica, tecniche di
anonimato, utilizzo gpg e tor
Ore 18.00 Assemblea di Indymedia Abruzzo
Ore 20.00 Cena di autofinanziamento

dalle 21.00 dj Set bass-bassline-tecno (Mac Geyser / aliquid / acid)

 

LIBERA COMUNANZA OCCUPATA
San Benedetto del Tronto
via valle del forno 26 - contrada barattelle

 

image indyabruzzo.png

laquila / antifascismo Thursday April 26, 2012 02:59 scritto da Indymedia Abruzzo

Le prossime elezioni comunali aquilane vedranno la scesa in campo dei fascisti di casapound. Non è certo questa la novità. D’altronde i nipotini di Mussolini ci hanno abituati al loro trasformismo ed al loro seguire pedissequamente la puzza di potere: dalla Fiamma Tricolore, al Pdl, fino ad arrivare adesso a sostenere un democristiano a L’Aquila.

La notizia che però lascia un po’ perplessi è il fatto che quella lista elettorale è composta da un'accozzaglia che comprende oltre a fascisti e democristiani anche i candidati dei Verdi. A ben vedere però, neanche in questo caso c’è troppo da stupirsi. Infatti con la “nuova” linea portata avanti da Bonelli,i Verdi escono da ogni collocazione “a sinistra”, per salvaguardare una propria “autonomia”. E la propria autonomia, a quanto pare, comprende anche alleanze con i fascisti! Ma andando un po’ più a fondo, al di là dell’aspetto movimentista e di sinistra che i Verdi hanno avuto nell’ultimo ventennio, almeno in Italia, si scopre come le correnti politiche ambientaliste si sono sviluppate per la prima volta sotto il nazismo in Germania (non a caso i Verdi rappresentano una delle più votate forze politiche tedesche) e come l’ambientalismo fosse ben visto dal nazismo. Anche in Italia, il padre dell'ambientalismo italiano Alessandro Ghigi, nonché fondatore del Parco Nazionale d'Abruzzo, e' stato uno dei più importanti "intellettuali" razzisti dell'epoca . Sappiamo bene che le lotte ambientaliste sono state e sono lotte contro le nocività. Tali lotte però devono inserirsi in dibattiti più ampi, devono essere contestualizzate con tematiche sociali ed economiche.
Le lotte ambientali vanno necessariamente accompagnate da lotte contro la struttura che la nocività la crea, contro il meccanismo che sfrutta l’ambiente come sfrutta gli individui. Ma nel momento in cui a l’ambiente si attribuisce un valore a sé stante svincolato dalle tematiche prima menzionate, come il partito di Bonelli sta facendo, esso può essere usato come bandiera e come argomento da chiunque, finanche dai fascisti.

 

italia / antifascismo Saturday March 17, 2012 16:18 scritto da Indymedia Abruzzo

Da più di un decennio il fascismo, con la sua cultura e la sua ideologia, è tornato a manifestarsi nella sua forma “al dettaglio”, nella sua forma manifesta e folcloristica, che ingrana bene le logiche “all’ingrosso” dei piani alti delle classi dominanti: banchieri, padroni e governanti.

Così, arrivando ultimamente anche a spacciarsi per rivoluzionari, cercano di nascondere il loro vero ruolo nel mantenimento delle gerarchie sociali: servi del potere che lavorano per alimentare le divisioni e i contrasti fra la popolazione, innescare le guerre tra i poveri e, soprattutto, mascherare le vere e profonde cause delle ingiustizie e dei malesseri sociali agli occhi delle classi subordinate. Così, nonostante fascisti e fascistoidi continuino a rendersi protagonisti di crimini ignobili, fra i quali vari assassinii in tutta Italia, come a Milano, Roma, Verona e in ultimo a Firenze e continuino a rendersi protagonisti di aggressioni spregevoli e come si è ripetuto ultimamente , le loro sedi continuano a nascere su tutto il territorio e si mantengono anche grazie ai politici e le loro iniziative continuano a svolgersi, molte volte con l’avallo istituzionale (primo esempio, secondo esempio).

Quanta fiducia debbono quindi riporre le classi subalterne nell’antifascismo “costituzionale” delle istituzioni politiche, che a parole condannano e si indignano, ma di fatto fanno il doppio gioco con le nuove leve fasciste?

E’ proprio vero che chiunque fra la popolazione debba rimettersi alle ipocrisie istituzionali? E proprio vero che le istituzioni hanno interesse a contrastare fino in fondo una ideologia e una cultura che, in fondo, ha molto in comune con le stesse logiche dominatrici che ispirano l’attuale sistema e, quindi, anche le stesse istituzioni?

A quanto pare ultimamente non sembra che le cose siano proprio così, per lo meno se c’è la volontà di voler vedere e registrare alcuni fatti e le ragioni che li ispirano. A metà gennaio un convegno di Fiore a Chieti viene accolto con scritte per tutta la città e la vetrata della sede dei fascisti viene sfondata la notte prima.
A Foggia a l’inaugurazione di una sede di Casapound, a Giulianova ad un banchetto della stessa organizzazione fascista, o sul web attraverso l’oscuramento di Radio Bandiera Nera da parte di Anonymous Antifa, individui che hanno a cuore l’antifascismo e la libertà ci hanno mostrato come queste carogne si affrontano con l’autorganizzazione e l’azione diretta.
Ed il finto ribellismo dei camerati con cui vengono strumentalizzati molti ragazzini a partire dalle scuole, come si comporta in queste occasioni? A piangere dagli sbirri ed a sporgere denunce.

D’altronde per rendersi conto di come si comportano nelle strade queste carogne basta leggere le innumerevoli aggressioni riportate sul sito antifa, così come qual è il ruolo dei fascisti e la necessità di cacciarli da ovunque ce lo spiega un manifesto comparso sui muri della costa teramana.

Dopo il “tentato” banchetto di Casapound a Giulianova era in programma per la settimana seguente un altro presidio dei fascisti a Martinsicuro accolto in malo modo ancor prima che si svolgesse ed è stato vietato per motivi di ordine pubblico. Negli stessi giorni i fascisti vengono accolti in malo modo anche nel loro stesso paese, tant’è che si lamentano che qualcuno abbia fatto scritte contro loro nei pressi dell’attività di una militante e luogo di lavoro di più loro tesserati. Il 17 marzo infine Casapound riprova a fare un banchetto a Giulianova, pubblicizzando abbondandemente l'iniziativa, ma il presidio viene impedito per motivi di ordine pubblico.

Ribellarsi al fascismo è un passo fondamentale per opporsi alla struttura che ci stritola. Il fascismo è solo uno dei mille tentacoli che il potere usa per irregimentare la popolazione. Chiunque abbia a cuore una prospettiva non gerarchica e più solidale, più aperta e mutuale della convivenza sociale, di questi tempi dovrebbe prestare maggiore attenzione. Guardare oltre le righe dei quotidiani e le messe in scena dei reporter televisivi locali che intervistano ad arte le persone riducendole ad attori dell’indefinita e degradante poltiglia che è la rappresentazione mediatica de “la gente comune”.

Allora forse capirebbe come ci siano tanti altri che ritengano doveroso non dare alcuna agibilità al fascismo.
Allora, forse, si capirebbe che certa informazione non è tanto neutra e concorre a distrarre lo sguardo dai veri fautori del saccheggio di energie sociali. A causa dei fascisti, dei mistificatori e dei loro burattinai, scorgere e intraprendere altre strade di liberazione sociale sarà sempre più difficile. A meno che si cominci a poter vedere le cose per come sono e a trattarle di conseguenza.

laquila / altro Saturday February 25, 2012 17:06 scritto da Indymedia Abruzzo

Nella notte tra sabato 11 e domenica 12 Febbraio, una studentessa 20enne è stata ricoverata d'urgenza nel reparto di Ginecologia dell'Ospedale "San Salvatore" dell'Aquila, dopo essere stata rinvenuta in stato di incoscienza e di semi assideramento all'esterno del locale dove aveva trascorso la serata.

La ragazza è stata trovata riversa a terra, in mezzo alla neve, seminuda e gravemente ferita.
Gli unici indagati per lo stupro e il tentato omicidio della ragazza sono tre militari del 33/Esimo Reggimento di artiglieria terrestre "Acqui" dell'Aquila e, pare, anche una ragazza.
Questa volta, a differenza di quanto accade nel caso in cui gli stupratori o presunti assassini siano extracomunitari, romeni o clandestini, non c'è stato nessun mostro sbattuto in prima pagina, e gli inquirenti hanno scelto di fatto la via della cautela e del riserbo più assoluto , mentre la stampa sembra essere completamente insensibile alla vicenda.
Tuttavia, dopo la protesta montata all'Aquila contro le decisioni degli inquirenti e che ha portato numerosi cittadini a mobilitarsi a sostegno della giovane studentessa, il G.I.P. ha predisposto lo stato di arresto per uno dei militari.
In un clima generale in cui gli stupri fanno notizia solo se strumentali al sostegno di nuove iniziative razziste e xenofobe, come e' accaduto a Nereto qualche giorno fa, non possiamo che ribadire che quanto è successo è, purtroppo, l'ennesimo atto di violenza maschilista, consumato nel silenzio e all'ombra della piu' assoluta reticenza da parte delle istituzioni.
Stiamo parlando di una violenza che non conosce limiti o pause e che ha come fine quello di infierire sulla vittima per annientarne qualsiasi resistenza, una violenza capace di protrarsi nel tempo anche attraverso le farneticazioni di avvocati senza scrupoli né vergogna, fatti della stessa pasta dei carnefici che intendono difendere nelle aule dei tribunali.
Accade così che la vittima viene stuprata una seconda volta con le dichiarazioni del legale del militare arrestato, l'avvocato Alberico Villani, che ha affermato quanto segue "I fatti sono avvenuti fuori dalla discoteca, i due giovani si sono conosciuti dentro, qualche atto amoroso è cominciato all'interno ed è proseguito e culminato fuori. E' stato un rapporto sessuale consenziente, non c'è stata nessuna violenza...nell'ambito dell'atto sessuale è capitato accidentalmente che ci sono state ferite, potrebbe essere una pratica sessuale andata al di là delle intenzioni, e quindi un fatto accidentale". In tutto questo ricordiamo che la vittima, oltre al danno psicologico, ha riportato delle lesioni gravissime e invalidanti, frutto di una violenza compiuta con estrema ferocia da un branco di assassini armati di bastone. Uccidere una donna, dilaniandola e sventrandola, diviene così nient'altro che una "pratica sessuale estrema".

laquila / spazi liberati Saturday October 08, 2011 00:25 scritto da Indymedia Abruzzo

Occupare in pieno inverno uno stabile senza riscaldamento, abbandonato da quasi 2 anni a L'Aquila non deve essere stato facile.
Ora che si avvicina un altro inverno l'amministrazione comunale pensa bene di staccare anche la corrente all'asilo occupato, un luogo che nel corso di questi mesi è diventato un punto di riferimento per l'organizzazione di molte attività sociali e culturali in una città in cui tutto sembra essersi fermato.

La risposta degli occupanti: voi spegnete l'asilo, noi accediamo la città!
Comunicato dell'Asilo Occupato
/ Approfondimenti vicenda dal sito mediacrewcasematte.org
Aggiornamento 10 ottobre
: Facciamo luce sul sociale... l'Asilo trasferiscie alcune attivita' a Villa Gioia (sede del comune dell’Aquila)

teramo / repressione Tuesday September 06, 2011 11:42 scritto da Indymedia Abruzzo

[Aggiornamento 23/12/2011] Concentramento Antifascista e contro la repressione a Teramo

[Aggiornamento 17/09/2011] Comunicato sul Primo Torneo Antirazzista [dal 26 settembre al 1 ottobre campetto Smeraldo (Teramo)]   -   Programma del torneo e concerti

Per contatti azioneantifascistateramo@yahoo.it

Negli ultimi tempi abbiamo assistito ad un uso sempre più massiccio e, per molti versi nuovo per quanto riguarda i movimenti antagonisti, di una forma repressiva da usare contro compagni e compagne: l’associazione a delinquere.

Già l’anno scorso d’altronde vi era stata una tale operazione a Torino e a febbraio di quest’anno i giornali di regime a Genova scrivevano d’ipotesi di associazione a delinquere contro i compagni. Ma l’interesse e lo scopo degli inquirenti è stato chiarito in un incontro che si è avuto qualche giorno prima di un’altra vasta campagna repressiva contro anarchici ed anarchiche a Bologna. Tempo un mese ed il copione si ripete, stavolta a Firenze. Anche qui perquisizioni, arresti e restrizioni, con l’accusa di associazione a delinquere.

A Teramo questo copione coinvolge gli antifascisti che si battono quotidianamente per non dar spazio ai rigurgiti fascisti che un po’ ovunque stanno rialzando la testa.
Nella città abruzzese non vi sono arresti, nè restrizioni, si mantiene però la struttura dell’associazione a delinquere. Tale reato viene considerato un "delitto contro l'ordine pubblico" ed i suoi tratti caratteristici sono: "la stabilità dell’accordo, ossia l’esistenza di un vincolo associativo destinato a perdurare nel tempo" e "l'esistenza di un programma di delinquenza volto alla commissione di una pluralità indeterminata di delitti".

Un altro requisito dell'associazione per delinquere è che l'associazione sia dotata di una struttura, anche minima. Questo ultimo elemento è ben illustrato in un articolo di un giornale teramano in cui, gli antifascisti vengono elencati uno ad uno, con tanto di ruolo. Ma fatto ancor più grave è che per la giurisprudenza italiana, "il solo fatto di partecipare all'associazione" è punibile, anche quindi se non si sono commessi reati specifici.
L'associazione a delinquere quindi, rapportata ai movimenti sociali, reprime per il semplice fatto di pensarla diversamente, ancor prima di agire diversamente. Reprime cioè sulla base di idee, di affinità che possono unire degli individui come, nel caso teramano, l'antifascismo. Con dei semplici avvenimenti quindi chi reprime può imbastire un procedimento che va a colpire un'intera area di dissenso. E qui sta la gravità di tale strumento repressivo.

Tornando al caso teramano, nell'associazione a delinquere vengono indagati anche i fascisti locali, e in tal modo la procura teramana tenta di equiparare l’azione dei fascisti a quella degli antifascisti, nonché tenta di far passare nell’ombra fatti gravissimi equiparandoli ad una semplice rissa.

Anche stavolta, come in passato gli antifascisti e le antifasciste teramane dichiarano che continueranno a rivendicare la loro militanza antifascista.


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