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Bella figura alla destra sulla pelle di Borsellino ? ... La festa è stata giustamente rovinata ....

category pescara | antifascismo | notizie author lunedì 02 novembre, 2009 19:20author scritto da Radisol

Pescara. Questa mattina nel parcheggio della Provincia di Pescara è stato aggredito l'organizzatore del premio nazionale “Paolo Borsellino”. Leo Nodari stava per accogliere il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, venuto appositamente per partecipare ad un incontro sulla legalità realizzato all'interno delle giornate del Premio Borsellino.

gasparri_necrologio.jpg

Secondo le prime ricostruzioni un paio di persone lo hanno avvicinato gridandogli “servo dei fascisti”, sferrandogli poi un pugno in faccia. Le stesse forze dell'ordine presenti sul luogo lo hanno soccorso ed accompagnato all'ospedale per esaminare la ferita riportata ad un occhio. Sconosciuti al momento gli aggressori che sono riusciti a dileguarsi tra la folla.
Contemporaneamente si stava svolgendo una manifestazione pacifica di Prc, Idv ed altri per protestare contro la partecipazione di Gasparri al Premio Borsellino.
“Ci dispiace per Leo Nodari – ha dichiarato Massimiliano Di Pillo, organizzatore della manifestazione di protesta – prendiamo le distanze da quanto accaduto, ma noi non c'entriamo nulla. Manifestiamo contro una persona che può parlare di tutto, ma non di Borsellino che è morto in nome della giustizia e della legalità, essendo portavoce di Marcello Dell'Utri, condannato a nove anni (condanna in I° grado per concorso esterno in associazione mafiosa ndr), essendo firmatario dello scudo fiscale ed essendo contro le intercettazioni telefoniche”.
Dal canto suo Leo Nodari ha successivamente dichiarato che “non ci facciamo intimidire, non c'era bisogno di un gesto violento e comunque andiamo avanti con più forza di prima”.
Secondo la testimonianza di Helene Benedetti, che insieme ad un altro gruppo di persone hanno cercato di presenziare alla manifestazione con le agende rosse, l'aggressione a Nodari (di cui non hanno avuto assolutamente contezza) sarebbe stata una scusante per non permettere loro di accedere all'interno della sala.
La Benedetti ha riferito inoltre di alcune frasi offensive nei confronti di Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo Borsellino, che Maurizio Gasparri avrebbe pronunciato durante il dibattito.
“Abbiamo notizia di parole gravemente offensive che il senatore Gasparri avrebbe pronunciato nei miei confronti nel corso del suo intervento al "Premio Borsellino" – ha replicato poco fa Salvatore Borsellino – Ci riserviamo di esaminare la registrazione dell'intervento per verificare quali siano state le parole pronunciate e valutare eventuali azioni legali da intraprendere nel caso quanto mi è stato riferito sia effettivamente avvenuto, eventualità che riteniamo possibile ed in sintonia con la personalità dell'autore dell'intervento e che riteniamo gravissima soprattutto se riferita all'ambito in cui sarebbe avvenuta”.
Facendo un passo indietro si può rileggere con più cognizione di causa ciò che è avvenuto oggi. Tutto inizia con le aspre polemiche sollevate per l'eventuale partecipazione di Clemente Mastella al Premio Borsellino. Partecipazione che poi non c'è stata. Nodari ha ribadito che l'idea di realizzare un dibattito tra Clemente Mastella e Luigi de Magistris all'interno del Premio Borsellino era stata approvata dall'ex ministro della giustizia e disapprovata dall'ex magistrato, facendo di fatto saltare l'incontro che non veniva quindi inserito nell'ultima stesura del volantino.
Quest'anno, oltre alla partecipazione di magistrati come Antonio Ingroia, Antonino Di Matteo, Maurizio De Lucia e Piergiorgio Morosini, gli inviti al Premio Borsellino erano stati estesi ad altri esponenti della società civile, così come ad alcuni esponenti di Centrosinistra e ad altri del Centrodestra. Qualche forfait è arrivato dal Centrosinistra, mentre diverse conferme di partecipazione sono giunte dal Centrodestra. Conferme che, nelle persone di Maurizio Gasparri e Ignazio La Russa, hanno riacceso inevitabilmente le polemiche.
Un rischio alto per coloro che anche oggi pacificamente hanno manifestato il proprio dissenso nei confronti di presenze inopportune ad una manifestazione nazionale sulla legalità e che possono venire strumentalizzati da interessi politici.
La critica nei confronti degli organizzatori del Premio Borsellino per avere invitato alcuni esponenti del Centrodestra che nulla hanno a che spartire con la memoria di Paolo Borsellino e che possibilmente intendono rifarsi una verginità parlando di antimafia, resta più che mai immutata.

author scritto da Manuela Rosapublication date lun 02 nov, 2009 19:43

Gasparri al Premio Borsellino: «Salvatore era disistimato da suo fratello Paolo»

PESCARA. Ai cittadini che manifestavano, con una agenda rossa in mano, contro la presenza di Maurizio Gasparri (Pdl) al Premio Borsellino, è stato vietato di entrare in sala. Una ragazza riesce a consegnare dieci domande a Gasparri che dichiara: «grazie, ma non le leggerò».

I due video della incredibile performance di Gasparri al link :

http://www.primadanoi.it/notizie/23303-Gasparri-al-Premio-Borsellino-Salvatore-era-disistimato-da-suo-fratello-Paolo

Questa mattina la Provincia aveva un volto decisamente diverso rispetto a quello tranquillo di sempre.
Un folto gruppo di persone, posizionato sulla scala principale, cercava di entrare nella sala dove l’onorevole Gasparri avrebbe tenuto la sua conferenza nell’ambito del Premio Borsellino.
Ma la Polizia non ha permesso il loro ingresso perché motivi di ordine pubblico («la sala è piena» pare sia stata la motivazione addotta per i manifestanti).
Grande il dispiegamento di forze dell’ordine (Carabinieri, Polizia, Digos) per tenere sotto controllo lo sparuto drappello di manifestanti che hanno espresso il loro pensiero pacificamente.
C’è stato tuttavia un grave episodio dal quale i manifestanti hanno prontamente preso le distanze: «ci dispiace, noi non c’entriamo nulla».
Vittima dell’aggressione, ad opera di uno sconosciuto, è stato uno degli organizzatori, Leo Nodari, che è stato subito soccorso dalla polizia presente. Nodari avrebbe ricevuto un pugno in testa che ha rotto gli occhiali e lasciato qualche graffio al grido di «servo dei fascisti». L’episodio si è consumato alle spalle del palazzo della Provincia, secondo quanto ricostruisce l’Agi, mentre il gruppo di manifestanti ha dichiarato di essere stato sempre davanti all’ingresso principale della Provincia, quindi sul lato opposto.
«Noi non l’abbiamo visto, è passato dietro» ha detto Emanuele Mancinelli dell’associazione Espression Libre che ha organizzato la contestazione insieme all’associazione Pescara In Comune by Amici di Beppe Grillo, all’Italia dei Valori e a Rifondazione Comunista. Le dichiarazioni a caldo di Nodari sono state nette «la manifestazione va avanti. La verità sui temi della legalità di cui si discute in questi giorni deve venire fuori - ha aggiunto - anche perchè la legalità non appartiene a nessun colore politico».
Gasparri arrivato poi a Pescara ha parlato di una aggressione «inquietante».
«Mi sembra veramente inquietante - ha aggiunto Gasparri - che dei mafiosi rossi compiano azioni così violente nei confronti di chi garantisce la legalità. Forse era qualcuno che votava per i sindaci che hanno messo a sacco questa città. Probabilmente non può più rubare e picchia gli onesti». Per ora Nodari non ha voluto rendere noto il nome del facinoroso.



INTANTO DENTRO…

Fuori c’erano il consigliere comunale e regionale Maurizio Acerbo (Rc) e il consigliere comunale Fausto Di Nisio (Idv). Mentre nella sala dei Marmi della Provincia Maurizio Gasparri teneva la sua conferenza sul tema “Domanda di giustizia, dovere di verità”.
Molte le presenze illustri del Popolo delle Libertà abruzzese, tra cui il sindaco di Montesilvano Cordoma, il consigliere comunale e regionale Lorenzo Sospiri, i consiglieri comunali Nicola Lerri e Adele Caroli, il vice presidente della Provincia Fabrizio Rapposelli e il consigliere regionale Gianfranco Giuliante.
Ad ascoltare le parole dell’onorevole c’erano alcuni cittadini ed una scolaresca.
Due file intere di sedie, in fondo alla sala erano vuote.
Gasparri ha parlato di Giustizia e del regime dei pentiti.
«Borsellino, Falcone e molti altri appartenenti alle forze dell'ordine hanno pagato il prezzo della vita per la loro azione, per la loro legalità. Oggi questo impegno prosegue anche nel loro nome, con norme severissime contro le cosche».
Gasparri ha raccontato di aver conosciuto Borsellino nel 1990 in un convegno organizzato in Sicilia dai giovani della destra.
«Ci disse - ha riferito Gasparri - una bella frase: ragazzi portatevi dietro questi valori fino a quando avrete i capelli bianchi. Borsellino - ha continuato - era un uomo che aveva idee di destra, ma non le manifestava perché a differenza dei magistrati di sinistra tenne sempre distinte le idee dal ruolo istituzionale».
Non è mancata la frecciatina al movimento delle agende rosse di Salvatore Borsellino che era rimasto fuori dall’aula: «non basta sventolare dei libretti- ha detto Gasparri in sala- la storia bisogna studiarla bene e sui libri giusti».
Nel frattempo i ragazzi del popolo delle agende rosse tenevano al corrente Salvatore Borsellino di quanto stava accadendo minuto per minuto.
Una delle telefonate si è conclusa con il grido dei ragazzi, tanto caro al fratello del giudice: «resistenza, resistenza, resistenza».

UNA MANIFESTANTE RIESCE AD INCONTRARE GASPARRI

«Noi volevamo- scrive in una nota Gianluca Vacca di Pescara In Comune- solo assistere all'incontro ed eventualmente partecipare al dibattito finale. Volevamo dare a Gasparri la lettera del fratello del giudice Borsellino e fare a Gasparri 10 semplici domande».
I manifestanti non sono riusciti ad entrare. Tranne una.
Così Lea Del Greco, consigliere circoscrizionale al quartiere di Castellammare (Idv), ha aspettato che Gasparri uscisse dalla sala Figlia di Jorio per consegnargli la lettera di Salvatore Borsellino e le 10 domande del popolo delle agende rosse.
PrimaDaNoi.it ha ripreso quegli attimi.
La ragazza in un primo momento viene ostacolata da un agente della Digos in borghese, ma poi è lo stesso Gasparri ad avvicinarsi a prendere i fogli. «La ringrazio, ma non le leggerò» reagisce così l’esponente del Pdl. «Lei è giovane, non sa che Salvatore era disistimato dal fratello», chiosa Gasparri.
Ecco solo alcune delle domande consegnate a Gasparri: «pensa che Borsellino sarebbe d’accordo con la presenza di circa 10 parlamentari condannati in via definitiva tra le fila del PDL? Pensa che Borsellino sarebbe d’accordo sulla presenza di Dell’Utri in Parlamento? Pensa che Borsellino avrebbe condiviso l’affermazione di Berlusconi per cui Mangano era un eroe?»



I MANIFESTANTI: «BORSELLINO AVREBBE DIFESO LA MAGISTRATURA»

«Abbiamo saputo solo verso le 12,30- scrive Vacca in una nota- che l'organizzatore Leo Nodari era stato aggredito da qualcuno: siamo certi che l'aggressore verrà facilmente identificato, essendo il luogo dove sarebbe avvenuta l'aggressione piena di telecamere e di forze dell'ordine. L'aggressione sarebbe avvenuta lontano dalla manifestazione e quindi non ha nulla a che fare con la protesta pacifica».



«Dopo questa mattinata, fatta di diritti negati e di libertà soppresse,- continua l’esponente degli Amici di Beppe Grillo- si è rafforzata la convinzione dell'inopportunità della presenza di Gasparri e di esponenti del Pdl a un Premio che porta il nome di Paolo Borsellino. Questa manifestazione era di liberi cittadini, non era di nessun colore politico».



«Le dichiarazioni rilasciate oggi da Gasparri confermano la giustezza della nostra protesta», hanno detto Maurizio Acerbo, Viola Arcuri e Sandro di Minco di Rifondazione comunista, «esprimiamo la nostra solidarietà a Leo Nodari che pare sia stato vittima di un'aggressione da parte di sconosciuti.
Auspichiamo che siano al più presto individuati i responsabili. Teniamo a precisare che questo increscioso episodio non ha nulla a che fare con la protesta che si è svolta in maniera assolutamente pacifica. Inoltre ci sembra che il Palazzo di governo sia dotato di sistemi di telesorveglianza e, quindi, è piuttosto facile verificare quanto accaduto».


Manuela Rosa 02/11/2009 16.54

ANCHE LIBERA SI DISSOCIA DALLA ORGANIZZAZIONE

Il coordinamento di Libera a Pescara ha preso le distanze dall’organizzazione del “Premio Borsellino” e «dall’atteggiamento di chi continua a considerare la lotta alle mafie un pretesto per dare vita a passerelle di personaggi la cui storia personale ed istituzionale non presenta nessun elemento di sostegno alla lotta per la legalità e la trasparenza».
L’associazione ha chiesto che vengano tolti i loghi che si riferiscono a Libera.

02/11/2009 18.47

Premio Borsellino. Il fratello Salvatore furioso con organizzatori




 
PESCARA. «Invito personalmente Leo Nodari, che mi risulta essere tra gli organizzatori del Premio e con il quale ho partecipato in passato a incontri per la Legalità e per la Giustizia, a non volere, per il futuro, inseguire riconoscimenti da parte delle Istituzioni mescolando per questo il sacro con il profano».





«Dove si ricorda, si commemora o si onora il nome di Paolo Borsellino vogliamo che si possa sentire solo un "fresco profumo di libertà" e niente altro».
Parole durissime quelle di Salvatore Borsellino, rilasciate al blogger Byoblu che demoliscono e disconoscono il Premio Borsellino organizzato in Abruzzo proprio da Leo Nodari.
La contestazione è sbarcata sul web da alcuni giorni e gruppi di persone e movimenti vicini a Borsellino non hanno visto di buon occhio un certo modo di gestire il premio e la selezione delle persone da invitare.
«Contesteremo però nella maniera più dura», ha aggiunto Salvatore, il fratello del giudice ammazzato, «chi vorrà strumentalizzare il nome di Paolo Borsellino utilizzando un premio a lui intitolato per tentare di ripulire la propria immagine mentre nei discorsi e nelle azioni quotidiane legate alle proprie responsabilità di parlamentare o di membro del governo contribuisce, attaccando anche e demonizzando la magistratura allo scopo di tutelare gli interessi del proprio padrone, ad alimentare il puzzo del compromesso morale, della contiguità e della complicità che ammorba l'aria del nostro paese. Clemente Mastella ha già avuto la decenza di rinunciare a partecipare all'incontro previsto nell'ambito del premio, lo stesso chiediamo che facciano altri rappresentanti delle Istituzioni, quali Maurizio Gasparri e Ignazio La Russa, altrimenti non potremo fare a meno di contestare la loro partecipazione a questo premio levando in alto le nostre Agende Rosse e gridando la nostra rabbia e la nostra indignazione».
«Scacciati da via D'Amelio dal popolo delle Agende Rosse», ha aggiunto Salvatore Borsellino, «quei politici vogliono oggi sfruttare la possibilità offerta loro da un premio intitolato a Paolo Borsellino per andare a Pescara a lustrare la loro immagine accostandola a quella di un nome che non sono degni neanche di pronunciare. Oggi sappiamo che non di mancata protezione si è trattato 17 anni fa in Via D'Amelio, ma di una vera e propria Strage di Stato, purtroppo l'ennesima nel nostro paese. Strage organizzata da pezzi deviati dello Stato stesso per eliminare quel magistrato che si era opposto a quella scellerata trattativa avviata tra lo Stato e l'antistato che oggi le rivelazioni di collaboratori di giustizia e la improvvisata ritrovata memoria di membri delle Istituzioni, che mi auguro siano chiamati a rendere conto del loro prolungato silenzio, stanno in maniera sempre più chiara portando alla luce grazie all'opera di magistrati coraggiosi che finalmente stanno per squarciare il velo che per anni ha coperto i veri responsabili di quella strage».
Oggi, lunedì 2 novembre, Gasparri sarà a Pescara alle ore 11 presso la Sala della Provincia di Pescara proprio nell’ambito del premio Borsellino
L’Associazione Espressioni Libre, presieduta da Massimiliano Di Pillo, ha organizzato per l’occasione una protesta alla quale aderiranno anche PescarainComune, i Meet Up, Rifondazione comunista ed altri.
«A tutto c'è un limite», commenta Gianluca Vacca di Pescarain Comune by Amici di Beppe Grillo, «Gasparri, Mastella, La Russa non devono avere niente a che fare con la memoria di Paolo Borsellino. Il Pdl e i suoi esponenti sono incompatibili con la giustizia e con chi ha dato la propria vita per combattere gente come Mangano, pluricondannato per mafia nonché eroe, secondo i parametri del capo-padrone del Pdl, Berlusconi».
La protesta è promossa dal cosiddetto Popolo delle agende rosse, «quello che, dopo aver marciato il 19 luglio a Palermo e il 6 ottobre a Roma, si stringe intorno alla figura di Salvatore Borsellino e alla sua sete di verità e giustizia».


02/11/2009 L'intervista a Salvatore Borsellino al link :

http://www.primadanoi.it/notizie/23283-Premio-Borsellino-Il-fratello-Salvatore-furioso-con-organizzatori

premioborsellino_protesta_2009.jpg

author scritto da NO_COMMENTpublication date lun 02 nov, 2009 19:48

E poi si sa che lui al pellegrinaggio in via D'Amelio preferiva quello all'Acqua Acetosa...

author scritto da m.r.publication date mar 03 nov, 2009 22:50


Sono gli stessi protagonisti, Emanuele Mancinelli e Antonio Mancini, a raccontare lo strano episodio accaduto ieri.
I ragazzi sono due studenti e appartengono all’associazione Espressione Libre che ha organizzato la manifestazione di protesta.
Hanno raccontato tutto in un video.
Dopo la mattinata movimentata sono andati a mangiare un panino in un locale pieno di ragazzi sia all’interno che all’esterno.
«Mentre aspettavano l’ordinazione, insieme ad un altro amico che abbiamo trovato lì quindi non era stato con noi alla manifestazione, si presentano due poliziotti con un accento settentrionale e ci iniziano a fare una serie di domande: se eravamo studenti, se eravamo in pausa, dove eravamo stati prima e ci hanno chiesto i documenti. Noi li abbiamo forniti e dopo un quarto d’ora ce li hanno riportati ma avevano un’ agenda, che prima non avevano».
I ragazzi non hanno precedenti penali e al loro ritorno i poliziotti lo dichiarano apertamente. «Hanno voluto accertarsi anche della corrispondenza tra domicilio e residenza essendo uno dei ragazzi uno studente fuori sede, residente a Foggia ma domiciliato a Pescara. Si sono presi la briga anche di chiedermi che nome c’era sul citofono della casa in cui abito». «C’è una riflessione da fare- dice Antonio Mancini- la polizia era lì per controlli ma in un locale pieno di ragazzi giusto a noi dovevano controllare? Secondo: se noi siamo persone perbene, senza precedenti penali, quale utilità hai nel chiedere il mio domicilio? Ho il presentimento che sia un atto intimidatorio. Noi abbiamo la colpa di difendere la memoria di una persona che è morta per servire il proprio Stato, se per questo dobbiamo essere considerati eversivi allora invitiamo tutti gli altri ragazzi a reagire a questo sistema». «Nessun atto intimidatorio o presunto tale potrà fermarci», concludono i ragazzi.

m.r. 03/11/2009

 

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