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"Un detenuto non si picchia in sezione" Audio shock dal carcere di Teramo

category teramo | repressione | notizie author lunedì 02 novembre, 2009 13:33author scritto da ACAB

TERAMO - "Abbiamo rischiato una rivolta perché il negro ha visto tutto. Un detenuto non si massacra in sezione, si massacra sotto...". Parole dal carcere di Castrogno a Teramo, parole registrate all'interno di uno degli uffici degli agenti di polizia penitenziaria. Frasi spaventose impresse in un nastro. Ora questo audio è nelle mani della Procura della Repubblica di Teramo che ha aperto un'inchiesta sulla vicenda. Sono parole che raccontano di un "pestaggio" ai danni di un detenuto, quasi come fosse la "prassi", un episodio che rientra nella "normalità" della gestione del penitenziario. Un concitato dialogo tra un superiore e un agente che svelerebbe un gravissimo retroscena all'interno di un carcere già alle prese con carenze di organico e difficoltà strutturali.

Il nastro è stato recapitato al giornale locale La Città di Teramo, ed è scoppiata la bufera. Il plico era accompagnato da una lettera anonima.

In merito alla vicenda la deputata Radicale-Pd Rita Bernardini, membro della commissione Giustizia, ha presentato un'interrogazione al ministro Alfano.
La deputata chiede al ministro Alfano se ritenga di dover accertare "se questi corrispondano al vero e di promuovere un'indagine nel carcere di Castrogno di Teramo per verificare le responsabilità non solo del pestaggio di cui si parla nella registrazione, ma anche se la brutalità dei maltrattamenti e delle percosse sia prassi usata dalla Polizia Penitenziaria nell'istituto".
Proprio questa mattina la Bernardini ed il segretario Generale della Uil Pa Penitenziari, Eugenio Sarno, faranno visita al carcere.

Intanto la Uil chiede chiarezza e verità anche a tutela della professionalità e dell'impegno quotidiano della polizia penitenziaria di Teramo.

"Noi possiamo solo affermare - sottolinea la segreteria regionale - che la violenza gratuita non appartiene alla cultura dei poliziotti penitenziari in servizio a Teramo che, invece, pur tra mille difficoltà hanno più volte operato con senso del dovere, abnegazione e professionalità. Ciò non toglie che la verità vada ricercata con determinazione e in tempi brevi. Noi vogliamo contribuire a questa ricerca impedendo, nel contempo, che si celebrino processi sommari, intempestivi e impropri".


Anche il notevole sovraffollamento è causa di forti tensioni. L'istituto potrebbe contenere al massimo 250 detenuti, ne ospita circa 400. Un solo agente per sezione deve sorvegliare, nei turni notturni, anche più di 100 detenuti; un flusso di traduzioni che determina l'esaurimento di tutte le risorse disponibili.

ASCOLTA L'AUDIO

Related Link: http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/cronaca/carcer...o-ter
author scritto da Lorenzo Colantoniopublication date lun 02 nov, 2009 18:34

Il comandante delle guardie penitenziarie di Teramo Giuseppe Luzi ammette che è sua una delle voci al centro dell'inchiesta partita da una lettera anonima e da una registrazione illegale. E' sua la voce che dice: "Non lo sai che ha menato al detenuto in sezione?"  

TERAMO. "La voce del cd è mia, ma non mi riferivo a un pestaggio. Ero mosso dalla rabbia e forse ho usato termini forti. In realtà c'era stato solo un richiamo degli agenti ai detenuti dopo un'aggressione da parte di questi ultimi alle guardie". Il comandante delle guardie penitenziarie di Teramo Giuseppe Luzi ammette, si difende ma non spiega tutto.

Sono le 15 di oggi quando la parlamentare radicale Rita Bernardini e il segretario della Uil Penitenziari Eugenio Sarno escono dall'istituto penitenziario di Castrogno al centro di un caso nazionale sul presunto pestaggio a detenuti e danno la svolta alla vicenda.

I due riferiscono il colloquio avuto poco prima con il comandante. Dicono che lui ha ammesso. E' sua la voce al centro dell'inchiesta partita da una lettera anonima e da una registrazione illegale. La voce che dice: «Non lo sai che ha menato al detenuto in sezione?». Risposta: «Io non c'ero, non so nulla...». Ma l'altro incalza: «Ma se lo sanno tutti?... In sezione un detenuto non si massacra, si massacra sotto... Abbiamo rischiato una rivolta perché il negro ha visto tutto». Non c'è però alcun riferimento ai nomi di chi parla.

Il sostituto procuratore, David Mancini, aveva disposto l'acquisizione del compact disc. Lo stesso pm, ieri, aveva ordinato anche una perizia fonica sul cd. Ma l'ammissione del comandante Luzi la rende inutile.

E' un carcere che scoppia di detenuti quello di Teramo: oltre quattrocento, a fronte di 180 agenti. E' un carcere dove negli ultimi due mesi si sono verificati un suicidio, due tentati suicidi e quattro aggessioni nei confronti delle guardie. Ed è in quasto clima di veleni che si inserisce la vicenda del cd anonimo che accusa gli agenti di essere a loro volta dei picchiatori.

Nella registrazione audio - catturata con un cellulare - è chiaramente udibile il colloquio, agitato, tra due persone. Ancora più grave, sarebbe la contestazione di aver pestato il detenuto dinanzi a un altro carcerato, dunque testimone dell'accaduto. Ma il comandante afferma che non c'è stato alcun «massacro». La registrazione è stata recapitata al quotidiano Il Centro in una busta, a mezzo servizio postale, con una lettera di accompagnamento in cui l'anonimo si dichiara «un detenuto stanco delle vessazioni all interno del carcere».

Nella lettera che accompagna il cd, il sedicente detenuto scrive: «Qui qualsiasi cosa succede è colpa nostra ma questa volta non finirà così, è da troppo che sopportiamo, qui quelli maltrattati siamo noi ed anche in questa occasione abbiamo subito un pestaggio da parte di una guardia». Ma l'ipotesi più probabile è che, in considerazione del filtro per la posta in uscita, e del divieto di avere con sé telefoni cellulari, a registrare il colloquio sia stato in realtà un altro agente di polizia penitenziaria, in un clima di veleni.

 

(02 novembre 2009)

carcere_teramo.jpg

Related Link: http://ilcentro.gelocal.it/dettaglio/articolo/1767268
author scritto da *publication date dom 08 nov, 2009 23:48

 

Il ministro di Giustizia ha sospeso dal servizio il responsabile
degli agenti del carcere di Castrogno, Giovanni Luzi

ROMA - "Abbiamo rischiato una rivolta perché il negro ha visto tutto. Un detenuto non si massacra in sezione, si massacra sotto...". Queste parole, registrate all'interno di uno degli uffici degli agenti di polizia penitenziaria di Teramo, costano la sospensione dal servizio al comandante della guardie penitenziarie del carcere di Castrogno a Teramo, Giovanni Luzi. E' sua una delle voci che si riconosce nell'audio, un concitato dialogo tra Luzi e un agente. Parole che adesso chiamano in causa il comandante in un'inchiesta della magistratura teramana su un presunto pestaggio di un detenuto.

ASCOLTA L'AUDIO

L'inchiesta nasce da un cd, recapitato in forma anonima al quotidiano locale La Città, in cui qualcuno, sicuramente un agente, ha riversato l'audio catturato con un telefonino che costituirebbe testimonianza di un pestaggio di un detenuto. Voce riconosciuta come quella del comandante delle guardie.


http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/cronaca/carceri-affollamento/sospeso-comandante/sospeso-comandante.html

 

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