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Pescara - Allucinante e ricca campagna pubblicitaria per la filovia che non c'è

category pescara | altro | notizie author domenica 01 novembre, 2009 21:45author scritto da Manuela Rosa


 

PESCARA. Un nome nuovo per la “vecchia” filovia, un sito ad hoc, un logo e poi depliant, cd, penne, carta intestata e gadgets. Una grande campagna pubblicitaria… ma per favore non vi accalcate alle fermate.

Michele Russo e Gianni Chiodi
Michele Russo e Gianni Chiodi

Tante e sorprendenti le novità venute fuori dalla presentazione in grande stile dalla Gtm, firmata Michele Russo, affiancato dal vice presidente Giacomo Marinucci e dal membro del consiglio d’amministrazione Andrea Spagnuolo.
Erano presenti anche gli ex presidenti della Gtm, Donato Renzetti, e Riccardo Chiavaroli (ora consigliere regionale del Pdl) chiamato in causa come «“originator” in quanto firmatario dell’appalto e del contratto» per la Balfour Beatty (azienda aggiudicataria che realizzerà i lavori). La Gtm ha fatto le prove generali delle sue strategie di marketing prendendo come “cavie” (in senso buono) i giornalisti.
L’effetto- forse voluto e cercato- è quello di una campagna pubblicitaria di forte impatto.
Lo si vede subito all’ingresso, ed anche dentro la sala, dove tutto è curato nei minimi particolari.
Il logo è dappertutto ed evoca, attraverso un grillo verde stilizzato, «la dinamicità e l’agilità del nuovo mezzo ecologico».
Una trovata felice, di facile memorizzazione ed individuazione.
Arrivati al piano, un desk e un gigantesco manifesto (rispetto al corridoio in cui era posizionato) con la scritta “Filò- logico” danno il “benvenuto” nel mondo “Filò”.
Perché da oggi la filovia si chiama “Filò”, una nuova denominazione «sobria, breve, facile, simpatica», scelta sotto la presidenza di Donato Renzetti.
Su una parete della sala la gigantografia del tracciato della filovia, pardon del “Filò”, nel tratto Montesilvano- Pescara.
Sul tavolo un modellino-giocattolo del Filò.
Ogni cosa ha un “filò-logico”. Persino i segnaposto dei “relatori” hanno il logo e sono stati stampati con i nomi appositamente per l’occasione.
Ogni cosa sembra utile per distrarre l’attenzione dai nodi reali dell’opera.

RUSSO E I SUOI «ALTRI CAPPELLI»

«Buongiorno, molti di voi mi conoscono con altri cappelli», comincia il neo presidente della Gtm, Michele Russo.
“Altri cappelli” sta per esempio per “proprietario dell’agenzia pubblicitaria Mirus& Co. srl”.
E’ un caso- anzi uno scherzo del tempo- che sia la stessa ditta che abbia curato tutto il pacchetto comunicazione del Filò. Una agenzia molto attiva con le amministrazioni pubbliche.
Così, Russo conscio che la domanda sarebbe arrivata, mette le mani avanti: «per evitare eventuali dubbi, dico che tutto questo che vedete realizzato è frutto di un lavoro precedente della Mirus che risale a due anni fa… insomma in tempi non sospetti, quando io non pensavo minimamente di diventare presidente della Gtm».
Ed aggiunge: «iniziammo il lavoro con la Balfour Beatty (azienda che realizzerà il Filò, ndr) con la supervisione della Gtm».
«A commissionare la pubblicità alla Mirus fu la Balfour Beatty», chiarisce subito.
Per tentare di sgombrare il campo da ulteriori perplessità, Russo aggiunge: «nella prima delibera, del primo consiglio di amministrazione che ho presieduto, il 4 agosto scorso, ho portato la disdetta, lo scioglimento di ogni rapporto professionale tra la mia società, o società a me collegate in qualche modo, e la Gtm e ho consegnato tutto il lavoro fin ad allora svolto dalla Mirus».

CHI HA COMMISSIONATO: GTM O BALFOUR BEATTY?

Se la Mirus curava la pubblicità non per la Gtm ma per la Balfour Beatty quale rapporto Russo ha chiesto di sciogliere nel consiglio di amministrazione del 4 agosto?
La Gtm non figura nel “portfolio clienti” della Mirus e questo fa pensare che non vi sia stato alcun rapporto, mentre invece c’è la Balfour Beatty.
Allora perché nella presentazione visionata in conferenza e consegnata nel cd in cartella stampa c’è solo il logo della Gtm, che campeggia in alto a destra in tutte le pagine ed addirittura occupa l’intera pagina nell’ultima slide.
Questo non pare seguire un “filo logico”.
Che un’azienda come la Balfour Beatty si fosse messa a fare beneficenza alla Gtm, pagando di tasca propria una campagna senza comparire mai (salvo un piccolo logo al pari di quelli del Comune di Pescara, di Montesilvano, della Regione)?

CHI HA PAGATO E CHI PAGHERA’?

E si torna al logo, il marketing e il sito.
«Un logo con il colore verde, ad indicare l’attenzione all’ambiente ed arancione, simbolo di dinamicità», spiega Russo che conosce tutto nei dettagli, «poi abbiamo scelto un “Payoff” da inserire nel logo, ovvero “l’antitraffico”: abbiamo pensato che il Filò fosse una medicina contro il traffico, ed infine il sito interattivo che permetterà ai cittadini di interagire con la Gtm ».
Il logo ed il sito verranno utilizzati per un “direct marketing” (brochure, newsletter con cadenza semestrale che i cittadini vedranno recapitarsi nella posta) e per un “mass marketing” (manifesti e spot sui mass media).
Nei prossimi 10 giorni circoleranno già le prime brochure, con l’intento di tenere i cittadini sempre aggiornati sui lavori.
Quanto costerà tutta la campagna pubblicitaria (sito, logo, “direct marketing” e “mass marketing”)? «Una risposta ora di preciso- spiega Russo- non gliela so dare, in linea di massima in questi 2 anni (da oggi fino all’apertura della filovia, ndr) si spenderà una cifra che non supererà i 100 mila euro, che noi riteniamo sufficiente. Se tiene conto che l’opera costerà 30 mln, la quota percentuale spesa in comunicazione è bassissima».
Insomma il Russo -col cappello della Mirus- non sa quanto gli deve la Balfour Beatty.
Chi pagherà tutta la campagna?
«...Diciamo che un 90% delle spese saranno della Balfour Beatty e un 10% dalla Gtm», risponde il Russo –col cappello della Gtm.
Ma in che modo si assegnerà quel restante 10% alla Gtm, ci sarà un bando?
«No, la mia era un’ipotesi futura», si corregge Russo, «per adesso il 100% della spesa è in capo alla Balfour Beatty, poi se la Gtm riterrà opportuno aumentare del 5 o del 10 o del 100% l’investimento per la “comunicazione” allora in quel caso la spesa sarà a suo carico».
Resta inevasa la domanda su un eventuale bando per l’aggiunta di spesa ma subito Russo assicura con forza che «non ci potranno mai essere rapporti professionali, quindi di tipo economico» tra la sua azienda e la Gtm che presiede.
«E’ incompatibile!».
Meno male… tanto di cappello.

«…MA UN PO’ DI TRASPARENZA POTREMMO ANCHE FARLA»

Massì… un po’ di trasparenza si potrebbe fare: per fortuna c’è il nuovo sito.
Russo sostiene che la Mirus abbia realizzato tutto il pacchetto comunicazione, sito compreso, per la Balfour Beatty, ma il copyright del portale è della Gtm.
Anche qui il logo della Gtm ha la meglio su quello dell’azienda committente e pagante.
Intanto una ragazza illustra i contenuti del sito e la possibilità di interloquire con la Gtm pronta ad accogliere i suggerimenti dei semplici cittadini.
Un sito che ha anche la sezione “progetto”.
Ci avranno mica caricato quell’introvabile progetto esecutivo della filovia e quella rarissima Valutazione d’Impatto Ambientale che le associazioni ambientaliste cercano disperatamente? Macchè. L’idea non è minimamente sfiorata.
Nella mente del iper comunicativo Russo non è il primo dei pensieri ma ha fatto capire che in futuro potrebbe pensarci («ma…un po’ di trasparenza potremmo anche farla»).

«PROGETTO ESECUTIVO COPERTO DALLA PRIVACY»

Salvo rettificare dopo due secondi: «beh, ma non è questione di trasparenza…se lei per progetto intende quello esecutivo, allora quello non lo pubblicano in nessuna parte del mondo, per nessuna opera al mondo, perché il progetto esecutivo contiene delle informazioni tutelate dalla privacy… poi dipende che intende lei per progetto esecutivo».
Intendiamo quello che sta sui tavoli dei tecnici del Comune di Pescara e che dovrà per forza passare in consiglio Comunale (secondo una delibera promossa dall’ex consigliere Sorgentone) per essere approvato, quindi questioni di privacy non ce ne dovrebbero essere.
Sicuramente non ce ne sono per la valutazione d’impatto ambientale.

«LA GTM COME S.P.A. NON E’ TENUTA ALLA TRASPARENZA»

Si vede che Russo nasce come uomo di “pubblicità” e con la privacy ha poca dimestichezza.
Con la gestione della cosa pubblica le cose non vanno meglio.
«Comunque si deve tener conto che questa (Gtm, ndr) è una s.p.a., quindi non è tenuta a mettere i costi di gestione o eventuali perdite che comunque non sono a carico dei Comuni come si vuol far credere».
Strano che Russo -col cappello da presidente della Gtm- non sappia che «la Società di Gestione dei Trasporti Metropolitani SpA è una società a totale partecipazione pubblica, costituita nel 2001 dal Socio unico Regione Abruzzo, con un capitale sociale attualmente di € 2.220.000,00» (fonte sito web appena presentato).
In ogni caso le vecchie credenze secondo cui le spa possono fare il comodo loro con i soldi pubblici sono cose da prima Repubblica.
Visto che si parla tanto di meritocrazia non sarebbe male sottoporre a qualche piccolo esamino i prescelti della politica.

Manuela Rosa

author scritto da xplessopublication date dom 01 nov, 2009 23:00

Questa agenzia ha fatto la campagna elettorale (già vinta in partenza) al presidente della Provincia di Chieti e di Pescara ( è stata pagata?).
Per premio hanno dato al Michele (figlio di Marcello) il giocattolino GTM. 
Poi gli hanno dato la comunicazione dell'ente Provincia di Pescara (vedrete che anche a Chieti farà qualcosa)
Intanto l'Agenzia va a gonfie vele...

Credo che il settore delle agenzie di comunicazione in Abruzzo potrebbe raccontarci tante interessanti cosette.

author scritto da Radisolpublication date dom 01 nov, 2009 23:15

Entra in atto l'ingegneria del consenso mediante la pubblicità.

Sarà stato consigliato dall'"Alto"dove sanno bene che se ripeti dieci volte che un detersivo leva più bianco di un altro diventa una verità.

Chi vi ricorda sta cosa ?


Il filobus è altamente inutile, nn risolve assolutamente il problema traffico, perchè non è una corsia preferenziale o una sopraeleveta ma ha una trentina di passaggi carrabili con decine di bambini che vi giocano con la palla e le biciclette.

Ultima cosa non da poco: quando costerà alla collettività l'acquisto e la gestione di tutto il sistema??

author scritto da reporterpublication date lun 02 nov, 2009 19:07


PESCARA. Scoppia l’ennesima “polemica d’elite”, questa volta sulla filovia. D’elite perché interessa pochi eletti e pochi informati sui fatti, mentre il resto dell’opinione pubblica deve rimanerne fuori.


Infatti, non sembra interessare molto gli altri mezzi di informazione l’evidente conflitto di interesse dell’attuale presidente della Gtm, Michele Russo, già al centro di moltissime polemiche di strada dopo la sua nomina (quella alla Gestione dei trasporti, appunto) e i dubbi sulle sue competenze in materia.
Russo è infatti noto per aver curato l’immagine e le campagne pubblicitarie di moltissimi politici di destra e di sinistra, in quanto titolare della agenzia pubblicitaria Mirus.
Ora a distanza di anni si è ritrovato a dover presentare come presidente della Gtm la campagna pubblicitaria commissionatagli dal centrosinistra anni prima.
A parte il conflitto di interessi e gli interessi conflittuali di Russo, il dato di fatto che sconcerta è la facilità di spesa di fondi pubblici sulla comunicazione degli enti pubblici (e benchè Russo non sia d’accordo la Gtm è un ente pubblico che vive di soldi pubblici).
In pochissimi pare si siano accorti che si stanno spendendo soldi per pubblicizzare un’opera che non esiste. E che se tutto va bene esisterà tra molti anni. Dunque perché spendere questi soldi oggi? A vantaggio di quale interesse pubblico?
«Ci troviamo in un evidente macroscopico conflitto d'interessi», commenta Gianluca Vacca di PescarainComune by Amici di Beppe Grillo, «la Gtm ha dato un'accelerata molto forte all'inizio dei lavori per la filovia, benché lo stesso Russo abbia ammesso nei giorni scorsi che senza la realizzazione delle altre due tratte (Pescara-Sambuceto e Pescara-Francavilla) la filovia servirà a ben poco. La stessa Mirus ha ricevuto dalla Provincia l'affidamento di un incarico di collaborazione per le attività di comunicazione: durata 3 anni, compenso 54 mila euro l'anno . Il tutto sarebbe avvenuto in seguito ad una gara pubblica dove avrebbero partecipato altre agenzie di comunicazione».
Il movimento politico vicino a Grillo chiede dunque «l'immediata sospensione dell'affidamento della pubblicità per il Filò alla Mirus, la sospensione dell'inizio dei lavori della filovia e l'indizione di due referendum nei comuni di Pescara e Montesilvano per conoscere l'opinione dei cittadini».
«Questo sì che sarebbe un segno reale di cambiamento», ha chiosato Vacca che ha anche promesso un approfondimento della vicenda per un futuro esposto alla procura della Repubblica.
«L'agenzia Mirus», ha voluto commentare l’associazione Terra Nostra, «è molto attiva con le amministrazioni pubbliche ed ha curato, anche contemporaneamente, campagne elettorali sia per il centro-destra che per il centro-sinistra soprattutto nell'era D'Alfonso. Le belle parole usate da Chiodi in campagna elettorale e da tutti i rappresentanti della Pdl di un cambio di rotta rispetto al passato si sono infrante davanti ad una realtà durissima: stesso modo di fare politica, stessa difesa degli interessi dei grandi gruppi di potere, basta vedere lo spazio ricoperto nei posti di comando dai rappresentanti della Confindustria, d'altronde lui, Chiodi, è un commercialista esperto di fallimenti alla faccia degli operai, dei dipendenti e dei poveri cristi che non arrivano a fine mese».
02/11/2009 10.01

RUSSO SU IL CENTRO:«COMITATI MALE INFORMATI MEGLIO CAMPAGNA PUBBLICITARIA»

Oggi su Il Centro campeggia un lungo articolo intervista a Michele Russo che sembra toccare molti dei punti nevralgici, tutti già scritti sabato da PrimaDaNoi.it e lanciati dallo stesso Russo.
Nell’articolo de Il Centro si legge: «Ma la se la Balfour Beatty paga, chi è il proprietario della campagna? Sul sito il logo dell’impresa inglese che si sobbarca tutta la spesa è ridotto ai minimi termini: domina la scena il marchio della Gtm. Anche il copyright è riservato alla «Gestione Trasporti metropolitani spa, via Aterno 255 Pescara».
«Ma la Balfour Beatty non ha interesse a veicolare il suo brand», dice Russo, «ha interesse a far valere il suo progetto in modo che non ci siano più quegli ostacoli che hanno rallentato il procedere dei lavori. I comitati del no sono contrari alla filovia solo perché non sono bene informati: l’obiettivo, quindi, è fare una giusta comunicazione».
E per la prosecuzione della campagna? «La Gtm non ha deciso se fare attività di comunicazione oppure no. Se la Gtm deciderà di investire in pubblicità, non lo farà con la Mirus».
Così chiude l’articolo.
In definitiva il tutto si può riassumere così: siccome alla base non c’è la dovuta trasparenza (che è gratis, obbligatoria per legge, e Russo non la vede di buon occhio) i comitati sono male informati per questo meglio fare una campagna pubblicitaria a pagamento. Meglio ancora se la campagna costata 160mila euro (Russo se n’è ricordato oggi) viene curata da una importante agenzia pubblicitaria a caso.
02/11/2009 11.42

Related Link: http://www.primadanoi.it/notizie/23289
author scritto da Knifepublication date lun 02 nov, 2009 20:14

Un "progetto" veramente... OUTLET!

http://en.wikipedia.org/wiki/File:Gran_calavera_eléctrica2.jpg

author scritto da Manuela Rosapublication date mar 10 nov, 2009 16:40

PESCARA. Fatto e rifatto: chi cura la campagna elettorale del presidente eletto, “vince” un contratto per la pubblicità istituzionale, cioè pagato con soldi pubblici.
Succede alla Provincia di Pescara. Uno strano destino quello delle agenzie pubblicitarie, una coincidenza verificatasi almeno per due volte, a destra e a sinistra.
Nulla di strano o di misterioso, sono quelle classiche cose di cui nessuno parla solo perché sono cose assodate. Mica segreti di Stato.
Infatti, anche avere conferme o dettagli non è stato affatto difficile. Tutti ne parlano tranquillamente.
Consiglieri e funzionari spiegano la dinamica.
Tutti felici e contenti ammaliati dal «risparmio di quest’anno».
Qualcuno è insorto, almeno ci ha provato, con una interrogazione al presidente Testa, proprio sul caso Mirus ed il nuovo incarico da 54mila euro all’anno.
Ma, a ben guardare i documenti del presente e del passato, la storia sembra ripetersi uguale.
La prassi consolidata che sembra innocua è che sugli incarichi di gestione della pubblicità istituzionale molti non si impegnano, quasi come se già sapessero.
Cose che accadono ovunque e facilmente riscontrabili: tutto pubblico gare e affidamenti.
Così come i nomi che puntualmente e ciclicamente ritornano. Nelle Province o nei Comuni, come pure alla Regione.
Per quanto riguarda la Provincia di Pescara la cronologia dei fatti è semplice.
Sinergia Advertising, di Riccardo Mantini e Carlo Marzovilla, ha curato in passato, le campagne elettorale dell’ex presidente della Provincia Pino De Dominicis (Pd).
Cioè ha pensato allo slogan, ai manifesti, alla grafica, alle modalità di diffusione del messaggio pubblicitario in radio, giornali e tv.
De Dominicis vince e diventa presidente della Provincia e pure Sinergia vince l’appalto per la pubblicità istituzionale, che nella pratica è durato dieci anni (per tutta la presidenza De Dominicis). Così ha potuto gestire centinaia di migliaia di euro destinati alla comunicazione e pubblicità spesso anche producendo relazioni per consulenze di cui non si conoscono i risultati.
La Mirus&Co. di Michele Russo ha curato invece la campagna elettorale di Guerino Testa. Costo di quasi 33mila euro.
La Mirus ha avuto l’incarico della pubblicità istituzionale della Provincia poche settimane fa.
Semplice, semplice: una coincidenza.

LA PROCEDURA COMPARATIVA

Anche la procedura è semplice e prevede una ampia discrezionalità dell’ente.
La commissione che apre le buste ha pieni poteri discrezionali.
Mi piace più questo: discorso chiuso.
In gergo si chiama “procedura comparativa”, che non è in senso stretto una gara d’appalto vera e propria perchè «molto difficile da fare per un incarico di consulenza, dove le prestazioni tecniche rimangono fuori» (dice il segretario generale Fabrizio Bernardini).
Quindi si confrontano i progetti, i curricula delle aziende partecipanti, le offerte economiche e si attribuiscono dei punteggi e tre righe di valutazione.
Vincere diventa uno scherzo da ragazzi se una delle agenzie partecipanti presenta un bel progetto.
Una vittoria strameritata anche perché con gli altri di solito non c’è affatto partita.
Anche con la Mirus e la gara recentissima è successo così.
Il caso questa volta ha voluto che Mirus (la favorita da Testa) si scontrasse con la Sinergia (la favorita dell’ex De Dominicis).
Ebbene la Mirus presenta un ottimo progetto, la Sinergia invece nonostante anni di esperienza nell’ente sembra sbagliare totalmente, quasi uscire fuori tema.
«La proposta sembrava quasi una provocazione, se io ti dico che lo slogan che voglio usare è “Provincia Utile”, perché tu me ne proponi un altro?», si chiede Bernardini, il segretario generale dell’ente.
Già perché?
Anche lui sembra consapevole che certi errori e certe mancanze sono piuttosto strane.
Bernardini è stato responsabile del procedimento e presidente della commissione che, insieme alle dipendenti Daniela Buzzi e Alessandra Inzero, ha analizzato «con cura una ad una» le quattro proposte pervenute.
A partecipare sono state Sinergia, Mirus, Ud’Net, VM Agency.
Tutte hanno avuto un buon punteggio ma a spiccare è stato il progetto della Mirus che ha ricevuto un incarico da 64,8 mila (Iva compresa) all’anno per tre anni.

LA COMUNICAZIONE A CHE SERVE? «PER SERVIRE IL CITTADINO»

A cosa servono questi soldi pubblici?
All’informazione, alla comunicazione e alla trasparenza.
Questi gli obiettivi della pubblicità istituzionale che la Mirus ha ben chiari. In pratica servirebbe a veicolare informazioni importanti su servizi, iniziative ed altro dell’ente pubblico producendo guide, manifesti, spot.
«La Provincia non può permettersi tante figure specializzate e quindi esternalizza il servizio per risparmiare» spiega Bernardini.
Ma cosa deve fare nella pratica l’agenzia Mirus di Michele Russo, oggi presidente della Gtm e ideatore della campagna pubblicitaria della filovia?
Difficile da capire.
Sostanzialmente deve «collaborare» (come si chiede nel bando della Provincia)- anche da “casa”- con l’ufficio stampa nella sede della Provincia e più in generale con tutto l’ente per l’organizzazione di eventi.
Una consulenza a tutto tondo (press, logo, slogan) ma difficile da quantificare e da monitorare.
In quanto dal compenso, si specifica nel bando, sono escluse le prestazioni tecniche strettamente inerenti la preparazione dei materiali (stampa tipografica, riproduzioni, fotografie, allestimenti, realizzazione filmati, gadgets, acquisti immagini da banche dati e diritti di utilizzo, traduzioni e simili) o prestazioni specialistiche (realizzazione del sito intranet o restyling del sito web, ricerche di mercato specifiche o sondaggi concordati con il committente ecc.) che la Provincia remunera a parte o direttamente al fornitore (tipografie, centri stampa).
La scelta è comprensibile per le stampe e per i materiali, ma sembra esserlo un po’ meno per l’esclusione del rifacimento del sito internet dalla consulenza.
E pensare che a far vincere la Mirus era stata proprio la loro brillante riprogettazione del sito, che strizza l’occhio alla trasparenza in tutte le sue forme (sezione bandi e gare, pubblicazione compensi amministratori, migliore navigabilità).
Ma c’è tempo anche per un prossimo bando.

NULLA DI NUOVO…TUTTO COME PRIMA

E così che va… se sei il consulente della Provincia (già pagato), sta sicuro che pioveranno su di te tantissimi altri progetti (pagati a parte).
E quello che potrebbe succedere a Mirus perché è già sucesso a Sinergia.
Infatti, sotto la presidenza De Dominicis, sono state promosse molte campagne pubblicitarie fuori dalla consulenza normale che comunque costava 86 mila euro (di qui il risparmio attuale di cui tutti si contentano).
Molto valide le tematiche pubblicizzate con soldi pubblici, quasi sempre dalla stessa Sinergia. Manifesti, depliant e video shock per sensibilizzare l’opinione pubblica su morti bianche, sul micro-credito per i detenuti imprenditori e sulle morti per incidenti stradali.
Difficile sapere se ci siano state gare d’appalto per queste iniziative e quanti soldi sono stati spesi globalmente per la voce “pubblicità istituzionale” (comprese tutte le consulenze nel campo).
Impossibile fare anche un bilancio dei risultati effettivamente ottenuti dalla spesa che poi sarebbe la cosa più importante.
«Io non sapevo nemmeno di queste campagne»… che detto da un consigliere della vecchia amministrazione come Sandro Di Minco (Rc) fa già intuire la forza penetrante di certe campagne pubblicitarie martellanti.

Manuela Rosa 09/11/2009 8.46

SINERGIA:«NON FUORI TEMA MA UN BEL PO’ AVANTI»

L’agenzia Sinergia chiamata in causa precisa che la gara comparativa a cui hanno partecipato doveva essere «ad alto contenuto professionale», per questo il professionista «non dovrebbe appiattirsi e stare supino ma proporre e stimolare».
Per questo l’agenzia avrebbe osato proporre uno slogan diverso da quello inflazionato di “Provincia Utile”.
«Proprio gli anni di esperienza, ma soprattutto un Dna che fonda sulla strategie di marketing le conseguenti campagne di comunicazione», ha spiegato il responsabile Riccardo Mantini, «ci ha fatto presentare una ipotesi di strategia di marketing pluriennale e di forte coinvolgimento dell'opinione pubblica, nonchè un meccanismo di comunicazione che su quella strategia coinvolgesse tutti i comuni della provincia. Probabilmente le strategie “ad alto contenuto professionale in materia di comunicazione istituzionale”, non interessano più di tanto. Meglio vivere alla giornata e sull'onda di ciò che fanno tutti gli altri».

09/11/2009

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