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Francavilla - Sequestrato porto turistico e parte dell'arenile

category chieti | ecosistemi | notizie author giovedì 22 ottobre, 2009 23:18author scritto da a cura WWF Abruzzo

FRANCAVILLA. Sigilli al porto turistico (ancora cantiere e non ultimato) e a parte dell’arenile alla foce del fiume Alento a Francavilla. Un provvedimento atteso da anni poiché partito da alcuni esposti protocollati dal Wwf.


* L’ESPOSTO INTEGRALE DEL WWF DEL 2008


Questa mattina su disposizione della Procura della Repubblica di Chieti il personale della stazione navale della Guardia di finanza e la Forestale di Chieti hanno sequestrato l'area del cantiere del porto e circa due chilometri di spiaggia.
Il provvedimento, che non si conosce ancora nei particolari, potrebbe riguardare una serie di irregolarità nella gestione della procedura amministrativa avviata dal Comune di Francavilla ai tempi della giunta Agelucci, e potrebbe riguardare il fatto che la struttura è stata realizzata in zona Sin (sito di interesse nazionale).
La terra proveniente dagli scavi potrebbe essere stata smaltita irregolarmente magari per il ripascimento della costa.
Inoltre da analisi della Arta era emerso che i livelli di alcune sostanze altamente nocive superava di gran lunga i limiti di legge.
Fu rilevata alta presenza di diossina proprio nell’area oggi sottoposta a sequestro.
Gli indagati sarebbero quattro e tra questi anche ex amministratori.

22/10/2009 11.14

IL CANTIERE RIENTRA IN UN SITO DI INTERESSE NAZIONALE PER LE BONIFICHE.

Il Wwf plaude all'iniziativa della Procura di Chieti e della Guardia di Finanza.
La stessa associazione aveva presentato, anche assieme a cittadini, numerose note ed esposti a tutti gli enti competenti ed alla procura di Chieti su vari aspetti relativi a questa opera pubblica. L'intervento, infatti, è stato realizzato all'interno del Sito di Interesse Nazionale per le Bonifiche denominato Saline-Alento, istituito e perimetrato fin dal 2003 da un Decreto del Ministero dell'Ambiente.
Nel 2008 l'Arta aveva accertato la presenza di diossina oltre i limiti di legge proprio nell'area interessata dal cantiere.
Prima a luglio 2008 e poi a novembre 2008 il Wwf aveva sollevato gravissimi dubbi circa l'assenza di una preventiva caratterizzazione dei sedimenti su cui si stava lavorando.
Inoltre aveva segnalato che in diverse occasioni pubbliche erano addirittura emerse indicazioni circa l'uso dei sedimenti asportati dall'area del porto per opere di ripascimento lungo il litorale posto a sud della foce.
L'Associazione aveva chiarito come in un Sito di Bonifiche di Interesse Nazionale in cui sia stato accertato inquinamento «è vietata qualsiasi movimentazione di materiale prima di un'adeguata bonifica».
Il Ministero dell'Ambiente, a seguito delle note del Wwf, già a dicembre 2008 era intervenuto con una durissima nota in cui, testualmente, dichiarava tutti gli atti relativi al porto «illegittimi»”.
Augusto De Sanctis, referente acque del Wwf Abruzzo ha detto:«Questo sequestro è frutto di un clima di sostanziale indifferenza da parte degli enti pubblici su una questione delicatissima come il risanamento del sito di bonifiche nazionale Saline-Alento. E' solo la punta dell'iceberg di ritardi, inadempienze, mancanza di controlli ordinari e straordinari che riguardano la gestione di questo sito che, ricordo, da un punto di vista normativo è al pari di Marghera, Priolo e Manfredonia. E' incredibile come la pubblica amministrazione abruzzese dal 2003 non sia stata capace di affrontare seriamente il tema del risanamento dei due fiumi».

22/10/2009 12.58

OPERAZIONE “HARBOUR CLEAN”: «SABBIE UTILIZZATE IMPROPRIAMENTE»

«Abbiamo accertato», ha spiegato il comandante provinciale di Chieti della Forestale, Nevio Savini, «grazie anche alla collaborazione dei tecnici dell’Arta che i lavori di realizzazione del porticciolo stavano interessando alcuni punti della foce del fiume già classificati inquinati, e quindi inseriti nel Sito di Interesse Nazionale del Ministero, ai fini della caratterizzazione e della successiva bonifica delle sabbie contenenti anche mercurio, diossine, selenio e rame in concentrazioni superiori ai limiti consentiti per legge. Non solo, ma le sabbie provenienti dall’escavazione dei fondali dell’approdo sono state utilizzate impropriamente oltre che per il livellamento del piazzale antistante il porto, anche per il ripascimento, l’anno scorso, dell’arenile a Sud della struttura in costruzione, proprio nel tratto centrale del litorale francavillese, fino al pontile del Lido Sirena».
Pertanto, sono stati ritenuti responsabili di gestione illecita di rifiuti, in concorso tra loro, quattro persone, nei confronti delle quali sono stati emessi e notificati i relativi avvisi di garanzia.
Mentre il cantiere del costruendo approdo è stato affidato in custodia all’attuale sindaco di Francavilla, l’area del litorale interessata dai ripascimenti è stata affidata alla Capitaneria di Porto di Ortona, in ragione delle loro competenze sul demanio marittimo.
L'operazione è stata denominata Harbour clean, cioè porto pulito.

22/10/2009 18.26


LA STORIA DI UNA FUTURA INCOMPIUTA
MISTERI E VELENI NEL PORTO
TUTTO SUL PORTO E GLI ALTRI PROBLEMI SULLA COSTA
L'INCHIESTA DI PRIMADANOI DEL 2006

 #   Title   Author   Date 
   Sequestro porto: indagati Angelucci con dirigente, progettista e ditta     Sebastiano Calella    ven 23 ott, 2009 12:29 
   Arenili tossici     francavillalmare.com    ven 23 ott, 2009 18:11 
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   Francavilla: si minacciano dimissioni e si temono altri scandali     Sebastiano Calella    dom 25 ott, 2009 13:25 
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