Sulmona -Cementificio Valle Peligna, comitati ambientalisti contro la Toto Group e contro il sindaco

category laquila | ecosistemi | notizie author giovedì 02 luglio, 2009 23:22author scritto da reporter

SULMONA. E' un progetto da 270 milioni e 300 posti di lavoro quello per un cementificio in Valle Peligna presentato nei giorni scorsi a Sulmona dalla Toto Group nel corso di un'assemblea pubblica.

Hanno partecipato il sindaco, i consiglieri comunali e alcuni cittadini, tra cui i rappresentanti del comitato per la salvaguardia del territorio, che hanno ribadito il loro 'no' a industrie impattanti. Il dettagli del progetto prevedono la realizzazione del cementificio di 16 ettari, di una grande cava di 400 ettari per l'estrazione di inerti e di un'officina rotabile per la manutenzione di locomotori su rotaie tra Sulmona e Pacentro, nei pressi del Parco nazionale della Majella. Nell'incontro c'é stato anche un fuori programma: il presidente del Consiglio comunale, Nicola Angelucci, ha infatti abbandonato per protesta l'assemblea dopo una dichiarazione di Giampiero Leombroni, direttore della Toto Group, che avrebbe assicurato di volerla fare in un comune vicino qualora Sulmona rifiuti il cementificio.
Angelucci ha spiegato di aver voluto abbandonare i lavori in quanto ritiene che «tale dichiarazione sia lesiva e offensiva nei confronti della cittadinanza del consiglio comunale».
Compatto il fronte dei no, con in testa Mario Pizzola dei Comitati ambientali: «questo non è un affare per il Comune ma per la vostra azienda».
Proprio il comitato per la salvaguardia del territorio e salute ha chiesto le dimissioni del sindaco Fabio Federico, perché «inaffidabile e inadatto a tutelare l'interesse generale e la dignità della città».
«La devastante proposta della Toto Group – ha detto Pizzola - è stata respinta dalla massiccia risposta dei cittadini che hanno affollato l'aula consiliare e che insieme alle componenti più sensibili della società, come i medici, da un anno e mezzo si stanno battendo contro l'aggressione al territorio portata avanti dalle industrie insalubri». «Dall'incontro - prosegue Pizzola - è emersa chiaramente la pericolosità del progetto per quanto concerne l'impatto con la salute pubblica, sull'ambiente e sulla economia locale». Secondo il Comitato il progetto è stato sconfitto insieme al sindaco di Sulmona che invece di difendere i diritti inalienabili dei suoi cittadini si sarebbe prestato al pesante gioco dei rappresentanti del Toto Group. «Perciò è un bene per Sulmona - conclude Pizzola - che egli lasci la poltrona più alta del Comune rassegnando le dimissioni».
Per l’assessore al bilancio e al patrimonio del Comune di Sulmona, Giuseppe Schiavo «gli ambientalisti stanno solo facendo campagna elettorale per un centrosinistra sempre più in difficoltà».
L’assessore al bilancio Giuseppe Schiavo ha poi ricordato che nel consiglio comunale dedicato al cementificio «solo la maggioranza di centrodestra si è espressa con voto contrario», mentre ha lasciato qualche perplessità e sospetto «l’astensione dei consiglieri di centrosinistra che con uno sguardo ai voti degli ambientalisti da un lato, e con l’altro a quelli dei disoccupati, hanno preferito restare in una posizione ambigua».
«Non intendiamo scherzare con la salute dei cittadini», ha assicurato l’assessore. «Alzare muri e steccati, esasperare il conflitto sociale non giova ad alcuno, le difficoltà di questa storica congiuntura di crisi potranno essere superate solo lavorando insieme ed uniti, confrontandosi in modo democratico e sereno».

02/07/2009

Commenti (1 di 1)

 
author scritto da sulmonesepublication date ven 03 lug, 2009 17:50

SULMONA. Anche il Wwf contrario alla realizzazione nella Piana di Sulmona della più grande cava e del più grande cementificio d’ Abruzzo.


Nonostante il Comune di Sulmona abbia adottato all’ unanimità una Delibera di Consiglio che rifiuta ogni nuovo insediamento industriale impattante per l’ Ambiente, nel corso di una conferenza pubblica tenutasi il 27 la ditta Toto ha illustrato il progetto della Cementeria di Sulmona.
«Sono stati evidenziati evidenziandone solo i presunti effetti positivi», contesta la presidente del Wwf Abruzzo, Camilla Crisante, «e minimizzate tutte le pesanti ricadute ambientali, sanitarie, paesaggistiche ed economiche».
«L’intervento, da realizzare su un’ area di 26 ettari», sottolinea Crisante, «prevede la costruzione di un cementificio che dovrebbe “cuocere” in alto forni ad oltre 1.000 gradi centinaia di migliaia di metri cubi di calcare ed argille con l’aggiunta di scorie di fonderie provenienti dalla Campania e con l’emissione conseguente di fumi e particelle in quantità incalcolabili che a causa della conformazione a “catino” della vallata ristagnerebbero nella piana peligna con conseguenze devastanti per la salute e le produzioni agricole».
A ridosso dell’ abitato di Sulmona, a contatto con il parco nazionale della Majella, verrebbe aperta una mega cava che, secondo il progetto preliminare redatto dalla stessa Ditta Toto S.p.A., dovrebbe ricadere in un’ area di circa 400 ettari (o di 200 ettari secondo un più recente progetto) per l’ estrazione di 1.500.000 – 2.000.000 metri cubi di calcare all’anno.
«E’ evidente», contesta la rappresentante dell’associazione ambientalista, «il danno paesistico che deriverebbe dalla totale distruzione del crinale montuoso situato tra il Cimitero di Sulmona ed il Parco Nazionale della Majella, chiaramente incompatibile con la tutela ambientale e paesistica di un comprensorio contiguo al Parco Nazionale della Majella, alla Riserva Naturale Monte Genzana, ai SIC IT7140203 Majella, e IT 7110100 Monte Genzana e alla ZPS IT 140129 Majella».
Come se non bastasse buona parte dell’ l’area interessata dalla cava è stata percorsa da un vasto incendio nell’ estate 2007.
I comuni interessati ( Sulmona, Pacentro e Cansano ), ai sensi dell’ art. 10 comma 2 della L.353/2000 dovrebbero conseguentemente provvedere a censire tale area avvalendosi anche dei rilievi effettuati dal Corpo Forestale dello Stato.
Conseguentemente su almeno due terzi dell’ area in questione, per almeno 15 anni, graverebbe il vincolo di modificazione generale dello stato di destinazione d’ uso e sarebbero vietate la realizzazione di edifici, strutture ed infrastrutture finalizzati ad insediamenti civili ed attività produttive.
«Il valore storico ed archeologico di tutta l’ area in oggetto», continua Crisante, «è stato ampiamente evidenziato dalla Soprintendenza Archeologica d’ Abruzzo nell’ ambito rilascio del parere negativo riguardo alla proposta di escavazione avanzata per parte dell’ area dalla Ditta Lafarge cementi s.r.l.».
Contestazioni al progetto arrivano anche da parte di Angelo D’Aloisio, coordinatore de La Destra.
«Come mai», si chiede D’Aloisio, «il gruppo Toto, sapendo benissimo della netta contrarietà espressa dall’amministrazione comunale continua ad insistere nel volere insediare questo impianto nel territorio comunale?»
«La si deve finire con le prese di posizione stupide», contesta l’esponente de La Destra, «inutili e fine a se stesse giocando sul dramma occupazionale e sociale della città. Questa città, noi compresi, siamo stufi dei soliti scippi e di essere città sempre e continuamente sottoposta a ricatti da parte di questo o quel politico o imprenditore».

03/07/2009

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