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venerdì 26 giugno, 2009 12:18
scritto da vincent
la notizia è presa da Abruzzo24Ore, una testata giornalistica che in questio giorni sta dando il peggio di se, pubblicando scientificamente articoli filogovernativi tesi a demonizzare qualsiasi tipo di mobilitazione.
In un articolo pubblicato oggi, Abruzzo24ore considera "simpatico" il siparietto messo su dal Nano che ci governa, Mr Berlu$coni, il quale nell'ennessima passerella mediatica presso i cantieri di Sant'Elia dove stanno costruendo gli alloggi dei terremotati, rivolto agli operai dichiara:
"E le donne dove sono? non sarete mica tutti gay?"
Se volete vomitare potete guardare il video qui.
Nei giorni passati invece questa fantastica testata giornalista, pubblica un inquietante articolo in cui annuncia la scesa a L'Aquila per le manifestazioni del G8 di centinaia di Balck Bloc pronti a mettere a ferro e fuoco la città.
Oltre ad annunciare la "calata" in massa di facinorosi, avverte che decine di Ultras aquilani, stanno organizzando la vigilanza (stile ronda) del territorio per difenderlo da eventuali manifestanti esagitati. Un articolaccio figlio del peggior giornalismo, che si conclude prospettando uno scenario da "guerra civile" che vedrà in contrapposizione manifestanti e residenti. Ovviamente il tutto fatto senza fornire minimamente fonti e raccontando solo di "voci ascoltate per strada".
Oggi questa notizia viene rimossa dal loro sito: http://www.abruzzo24ore.tv/news.php?id=11619
Tutto ciò da il polso del ruolo di un certo tipo di giornalismo che non serve ad informare, ma solo a generare nei momenti più opportuni un clima di paura a preoccupazione, funzionali a "chissà quale interesse" ma di sicuro non utili a chi L'Aquila la vive.
Non è una novità, questo è sempre capitato e capita continuamente, gran parte del giornalismo di questo paese è marcio, ma nonostante tutto è ancora utile smascherare costantemente chi della disinformazione ha fatto il proprio mestiere.
Commenti (1 di 1)
sempre il solito, quando l'informazione non è indipendente: fare il gioco di chi, con provvedimenti speciali, reprime e tiene sotto controllo; una tortura psicologica prima ancora che fisica!
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