Terremoto: la dignità calpestata dallo Stato
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mercoledì 13 maggio, 2009 17:11
scritto da Indymedia Abruzzo
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Le notizie ufficiali sulle vittime e sulla distruzione causati nella notte del 6 aprile, hanno iniziato ad essere smentite man mano che alle persone coinvolte nel dramma è stato permesso di poter raccontare la loro versione dei fatti.
Lentamente sono iniziate ad emergere informazioni inquietanti circa le vittime che nessuno cerca, come tutti quei migranti "ammassati come bestie" negli scantinati del centro dell'Aquila affittati in nero [
telecamera nascosta nella sede della protezione civile], gente che non interessa al teatrino mediatico degli sciacalli dell'informazione, nè tantomeno ha indotto chi aveva affittato in nero quegli spazi ad avvisare della presenza di quei corpi.
Riguardo la sistemazione degli sfollati, da una parte, chi ha deciso di trasferirsi momentaneamente nella costa, si è visto servire cibi avariati, dall'altra, chi è rimasto nelle tendopoli allestite dalla Protezione Civile di Bertolaso, si è ritrovato a vivere in una situazione di crescente militarizzazione e repressione, con ingressi controllati e coprifuoco notturno.
Come se non bastasse, un altro terremoto è destinato a scuotere le vite dei e delle migliaia di sfollati rifugiati nelle tendopoli e negli altri alloggi di fortuna: il terremoto della ricostruzione.
Chi sperava in un terremoto giudiziario volto a smascherare i mafiosi, gli speculatori, le ditte fantasma, gli amministratori corrotti ed incompetenti ed i palazzinari, tutti diretti responsabili dei centinaia di crolli anomali, resterà con ogni probabilità con l'amaro in bocca.
Nonostante in migliaia abbiano perso tutto, in molti con dignità hanno iniziato a reagire per tentare di bloccare la macchina speculatrice, che si è già messa in movimento, monitorando attentamente ogni passo della ricostruzione.
Il 23 aprile scorso, l'approvazione del "Decreto Abruzzo" che dovrebbe far fronte all'emergenza, ha confermato quello che i più pessimisti avevano preannunciato diluendo la ricostruzione in 23 anni e permettendo a Fintecna spa di acquisire gli immobili danneggiati che diventeranno di sua proprietà e che potrà rivendere successivamente.
Tra gli interventi più rocamboleschi vi è il “Piano C.A.S.E.” che dovrebbe prevedere la realizzazione entro 5 mesi di "moduli abitativi destinati ad una durevole utilizzazione” che garantirebbero risparmio energetico e sostenibilità ambientale, nonché protezione da eventuali azioni sismiche. Un alone di mistero circonda il significato di “moduli abitativi” di “durevole utilizzazione”, non essendo chiaro se si tratta di costruzioni temporanee o di edificazioni permanenti.
Inoltre, i poteri straordinari conferiti a Bertolaso chiudono il cerchio delle numerose deroghe alle più importanti ed elementari norme urbastinistiche, alla faccia della tanto decantata sostenibilità sociale ed ambientale.
Se l'intento è quello di sradicare intere popolazioni dai rispettivi luoghi di origine al fine di impiantare “a freddo” nuove comunità nelle fantomatiche “new town” pensate da Berlusconi, per arricchire speculatori edilizi e "palazzinari", il risultato non può che essere quello della perdità dell'identità collettiva e del patrimonio culturale di intere comunità, dell'urbanizzazione selvaggia dei territori da sempre meta del turismo ambientale e di città e borghi fantasma abbandonati come simulacri di un antico passato.
Mentre da più parti viene rivendicato un coinvolgimento diretto della popolazione, che invece è stata relegata ad un ruolo del tutto marginale nei processi decisionali che riguardano la ricostruzione, la situazione nelle tendopoli è diventata esplosiva a causa della gestione centralista della Protezione Civile e della crescente militarizzazione del territorio destinata a crescere in vista del G8.
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