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Abruzzo, quei morti di cui nessuno ci parla laquila |
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lunedì 20 aprile, 2009 10:42 scritto da Il Ponente - La voce di Savona e provincia
Oggi riceviamo una mail da “Femminismo a sud” in cui si ripetono gli stessi concetti, in aggiunta ad altri altrettanto preoccupanti. La trascrivo interamente qui sotto: “L’Aquila è militarizzata. La solidarietà è militarizzata. Sembrano prove tecniche di occupazione militare. Il terremoto mette in evidenza la realtà per quella che è: divisa tra ricchi e poveri. Da che eravamo accerchiati da stranieri a che, secondo i dati “ufficiali”, abbiamo scoperto che L’Aquila sarebbe l’unica città interamente colonizzata da italiani che rischia di essere aggredita da sciacalli che “vengono da fuori” (dovrebbero dire allora che gli sciacalli del luogo - quelli identificati per cognizione lombrosiana - sono morti tutti). E’ ridicolo e assurdo. Per quello che riguarda noi sopravvissuti ci hanno ridotto a bambini della 5^ elementare. Da mettere in fila per due, possibilmente con la divisa e il numeretto al braccio per essere identificabili (per il nostro bene, è ovvio). Come fossimo persone non raziocinanti. Ci inseguono, ci vietano, ci ordinano, ci sgridano se vogliamo vedere le nostre case. Ci trattano da “sciacalli” se non abbiamo con noi un documento e vogliamo prendere le nostre cose o dare un’occhiata al nostro quartiere. Gli aquilani, gli abruzzesi, non sono così. Siamo gente tranquilla. Da giorni insistiamo per dire che tanti immigrati invisibili sono sepolti nel centro storico e a Onna. Nessuno ci sta a sentire. Loro ci hanno usati, continuano a passeggiare con le telecamere delle televisioni al seguito. Le più insopportabili sono le giornaliste che prima di ogni diretta si mettono in un angolo e si rifanno il trucco. Sciacalli, tutti. Certi giornalisti ci vogliono al naturale e disperati, con le cicatrici in vista. Ci spiano e ci vogliono mansueti. Dobbiamo parlare del dolore in maniera sommessa e ci ricattano perchè sanno che in questo momento non possiamo dire niente. Siamo riconoscenti per ogni bottiglia d’acqua, ogni piatto di pasta, ogni paio di scarpe. E loro sono lì a farti pesare la generosità degli altri perchè la controllano e vogliono essere gli unici a fartela arrivare (se c’e’ il monopolio della solidarietà è più facile dire che va tutto bene). Non c’e’ di peggio che aver bisogno di aiuto e riceverlo da chi ne approfitta per trasformare un diritto in un favore. I non abruzzesi si sono messi a fare le ronde. Hanno reclutato qualcuno anche tra i disperati. I fanatici trovano sempre il modo di farsi inseguire nei loro deliri soprattutto da persone fragili e impaurite come siamo noi adesso. Questa è diventata una caserma militare. Una zona di esercitazioni. Qui stanno sperimentando frettolosamente la tecnica della paura per imprimere il controllo in un momento in cui tutto è permesso. Questo è quello che avverrà all’italia se il comando sarà dato ad un solo uomo o a più uomini che vogliono amministrare lo stato assieme ai generali e non con i cittadini. Fino ad ora hanno preso qualcuno con dei soldi che poi si è dimostrato gli appartenevano. Per l’appunto: ieri sera hanno preso dei compagni di napoli di Epicentro Solidale che venivano qui a portare aiuti. Sono stati fermati perchè secondo i carabinieri gli aiuti autogestiti sarebbero una copertura per una ampia operazione di sciacallaggio. Si aspettano aggiornamenti. Ci serve una linea diretta con il mondo. Abbiamo bisogno di poter dire quello che ci succede. In questo momento siamo isolati e ci sono persone indegne che parlano per noi. In molti posti non c’e’ radio e televisione. E non siamo tranquilli pensando che sono arrivati anche quelli che le ronde le fanno di mestiere…” Domanda: qual è la verità? |