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Continua la battaglia contro il Centro Oli

category chieti | ecosistemi | feature author mercoledì 24 settembre, 2008 12:44author scritto da indy_abruzzo_collectiveauthor email imc-arbuzzo at lists dot indymedia dot org

Il Centro Oli EN'Imbroglio!

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Il Governo, ignorando completamente la gravissima emergenza ambientale della discarica più grande e pericolosa d'Europa (quella di Bussi), in un documento  ha stabilito che Abruzzo e Basilicata debbono essere considerate regioni dedicate all'energia fossile, dando il via libera di fatto alla costruzione di raffinerie, pozzi e oleodotti per il 35% del territorio abruzzese coperto da permessi estrattivi.

Mentre in Basilicata, a 15 anni dall'insediamento dell'ENI per l'estrazione del petrolio appaiono a tutte e tutti gli effetti devastanti di quell'impianto che "non porta ricchezza" e non risolve il problema del lavoro, il presidente del consiglio comunale di Ortona Remo di Martino, il signor "ti sparo in bocca", esulta alla notizia del blocco del ricorso al T.A.R. del WWF, che chiedeva la sospensione dell'iter per la costruzione del Centro Oli ad Ortona, ricorso giudicato dal T.A.R. "sbagliato e inammissibile".

Nelle poche righe della sentenza, il T.A.R. afferma testualmente che l'interesse energetico è di pari valore (se non superiore) alla salute pubblica. Che quest'ultima fosse da sempre ostaggio degli interessi economici e politici è una verità senza tempo, ma averlo affermato in una sentenza è un ulteriore conferma del ruolo servile dei tribunali di stato.

L'ENI festeggia, e il vero fine della classe politica che ha votato per la costruzione del Centro Oli, è svelato ancora una volta.
Il defenestrato Del Turco e i sindacati confederali al gran completo [CIGL CISL UIL] fin dall'inizio si sono schierati al fianco di Confindustria ed ENI, sperando di convincere gli abruzzesi dell'enorme opportunità offerta da questa infrastruttura in termini di posti di lavoro e ricchezza economica, oltre ad offrire parole senza base scientifica per rassicurare sulla salute di tutti.
Ciechi e sordi alle richieste dei cittadini, gli interessi di chi, come loro, continua strenuamente a difendere l'insediamento petrolifero, sono così convenienti da non scoraggiarli nell'arte giornaliera del nascondere i pericoli agli abruzzesi.

Una battaglia persa [se la sentenza di un tribunale può essere considerata una vittoria] per il movimento no-oil, ma purtroppo per l'ENI ancora un cavillo tiene in scacco la costruzione del Centro Oli.
L'ENI è attualmente proprietaria di 10 ettari di terreno in contrada Feudo, ma al centro del sito scelto per la raffineria 2 ettari sono ancora in mano di contadini che ne hanno rifiutato la vendita. Soggetti a continue intimidazioni e minacce, con delle macchine dell'ENI costantemente parcheggiate sotto le loro case con fare mafioso, questi contadini resistono, e tengono in scacco i petrolieri.

Il 4 ottobre, con un telegramma inviato ai proprietari dei due appezzamenti di terra, l'ENI scrive: "«Se entro martedì 7 non firmate l’atto di vendita, oltre a restituirci il doppio della caparra, ci pagherete anche i danni per la mancata realizzazione del Centro Oli». Firmato: Eni". Una minaccia per nulla velata del gigante del petrolio contro i due contadini e contro tutto il movimento contro il Centro Oli.

 

Aggiornamenti:
* 30 settembre - L'Aquila: bloccate le autorizzazioni per il Centro Oli fino al 2010

Mobilitazioni / Iniziative:
* 9 novembre - Francavilla al mare: MusicAzioni contro un Abruzzo petrolifero
* 26 ottobre - Contrada Feudo: Riprendiamoci la collina del Fuedo
* 9 ottobre - L'Aquila: Iniziativa pubblica allo spazio libero 51
* 7 ottobre - Pescara: Parte l'operazione ADR-L
* 4 ottobre - Pescara: Sit-In contro il Centro Oli
* 27 settembre - Pescara: Sit-In contro il Centro Oli
* 17 marzo - Pescara: manifestazione per l'emergenza ambiente
* 4 marzo - L'Aquila: "la spedizione dei mille" assedia la regione

Approfondimenti:
* / Dossier (((i))) Abruzzo: scarica - stampa - diffondi
* Sulla raccolta fondi del comitato natura verde
* Il Centro Oli EN'Imbroglio!
* Vino Olio e Catrame
* Il ritorno di Attila
* Barcolata a SanVito
* Piattaforme petrolifere in Abruzzo
* Report dal forum sull'impatto ambientale
* L'ENI non capisce un tubo
* Danni alla salute umana dell'idrogeno solforato
* Azioni criminali dell'ENI

author scritto da emergenza ambientepublication date gio 25 set, 2008 10:27

WWF e Legambiente promuoveranno appello al Consiglio di Stato contro la sentenza del TAR Abruzzo sul Centro Oli di Ortona, in quanto, in considerazione del riflesso che gli atti impugnati hanno sull’ambiente e sulla salute pubblica, non appare assolutamente condivisibile la volontà di escludere la legittimazione delle Associazioni Ambientaliste in un caso di questo tipo. Non riconoscere la legittimazione a ricorrere di WWF e
Legambiente contro un’opera che avrà un evidentissimo impatto ambientale e sanitario vorrebbe dire privarle della funzione sociale riconosciuta loro dalla legge.
WWF e Legambiente confidano che nel giudizio di appello vengano valutati i profili di illegittimità sollevati e venga fatta definitivamente chiarezza sull’intera vicenda.

Dante Caserta – Presidente WWF Abruzzo
Angelo Di Matteo – Presidente Legambiente Abruzzo

author scritto da ironpublication date gio 25 set, 2008 10:45

triste ironia della sorte.
la sentenza del tar avviene a giusto un anno dalla manifestazione ad Ortona contro il centro oli.

http://abruzzo.indymedia.org/article/5519

author scritto da Alessio Di Florio - Peacelinkpublication date ven 26 set, 2008 10:52

Il sindaco Fratino e la sua maggioranza, tra i pochi ancora a sostenere le ragioni del devastante progetto dell'ENI, ha recentemente espresso la volontà di denunciare i cittadini che si sono pronunciati contro la sua volontà.

Art. 1 della Costituzione Italiana:
"La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti previsti dalla Costituzione"

Art. 21 della Costituzione Italiana:
"Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione."

Art. 1 della Costituzione, riveduta e corretta per gli amministratori di Ortona:
"La sovranità appartiene al sindaco e alla sua giunta, che la esercitano con arbitrio assoluto"

Art. 21 della Costituzione, riveduta e corretta per gli amministratori di Ortona:
"Il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero appartiene al sindaco e alla sua giunta. Ai sudditi può essere concesso, in maniera straordinaria, purché non sia in contrasto con quanto espresso dagli illuminati amministratori"

ENINon resta che l'ironia, facile ma a denti stretti, di fronte a quanto accade ad Ortona. Il centro abruzzese, così come più volte citato anche su PeaceLink, è il teatro di uno scontro che ormai da diversi mesi contrappone la giunta comunale, spalleggiata dal governatore Del Turco, dall'ENI, dai sindacati e pochi altri, alla cittadinanza, a diverse amministrazioni locali, agli ambientalisti, agli agricoltori, agli scienziati. Nodo del contendere è il devastante progetto di costruire un centro di raffinazione del petrolio, estratto ad Ortona dall'ENI.

Nonostante sia ampiamente dimostrato il disastro, ambientale ed economico, che il Centro Oli comporterà gli amministratori ortonesi stanno tentando, in tutti i modi, di perseguire il loro progetto.

Nelle ultime settimane abbiamo assistito però al paradosso. Alcune settimane fa, sotto gli attacchi di Fratino e dei suoi assessori, era finito un manifesto affisso dal comitato civico 'Natura Verde'. Il manifesto denunciava quel che è ormai di dominio pubblico: il Centro Oli avvelenerà l'aria. Fuoco e fiamme contro i devastatori dell'immagine della città, contro coloro che vogliono far scappare i turisti e distruggere lo sviluppo della città.

Il 30 aprile scorso si è arrivati a sfiorare il paradosso più demenziale. Il consiglio comunale si è riunito per chiedere il ritiro della delibera regionale che blocca la costruzione del Centro Oli e, udite, udite, stabilire di rivalersi legalmente sui comitati civici, la cui azione di protesta sta bloccando la costruzione del Centro Oli.
Come scrivevamo poc'anzi la presenza in aula, civile e pacifica, di moltissimi cittadini ha suggerito ai consiglieri di evitare la clamorosa presa di posizione, con la quale per la prima volta nella storia della Repubblica Italiana un'amministrazione avrebbe denunciato i propri cittadini. Con l'accusa di aver esercitato le prerogative a loro concesse dalla Costituzione Italiana. Ma forse da Fratino no ...

Related Link: http://www.peacelink.it/ecologia/a/26072.html
author scritto da CNTpublication date ven 26 set, 2008 11:57

tratto da un articolo su peacelink:

[...]Grazie ai sindacati confederali, CGIL, CISL e UIL, pronti a schierarsi sin dall'inizio con la Confindustria, Del Turco e l'ENI. Il posto che spetta a chi deve tutelare gli interessi popolari e civili. Abbiamo tutti ancora davanti agli occhi gli appelli e le lettere aperte che la tri-murti ha spedito in questi anni. Sembravano scritte dall'ENI. Posti di lavoro, nessun rischio alla salute, immense ricchezze in arrivo. Qualcuno porti i loro dirigenti in visita in Basilicata, lì dove sorge un centro analogo a quello che sorgerà in Abruzzo. L'apoteosi della vicenda è arrivata quest'estate quando l'ENI ha minacciato, in caso di mancata costruzione del 'Centro Oli', di chiudere qualsiasi insediamento e abbandonare la regione. Il giorno dopo i prodi sindacati, presi dal sacro fuoco della difesa del popolo dagli interessi del capitale, si sono stracciati le vesti e strappati i capelli pubblicamente. Se l'ENI ci abbandona è la fine, se il Centro non si costruisce cosa faremo, una litania pietosa e patetica. Chiusi nei loro interessi, autoreferenziali, totalmente sordi ad ogni richiesta della società civile e dei cittadini, incapaci di qualsivoglia lettura della realtà. Così come in situazioni simili(ricordiamo la manifestazione di Roma a favore del Dal Molin organizzata dalla CISL o lo sciopero di Melfi, quando la stessa CISL organizzò una manifestazione di pensionati, spacciandoli per operai FIAT) ancora una volta i sindacati sono stati protagonisti di una vicenda sconcertante, pronti solo a difendere i loro piccoli feudi. La pallida presenza dell'ENI in Abruzzo(qualcuno se n'è mai accorto?) e le poche decine di posti di lavoro(che stentatamente dovrebbero raggiungere le 30 unità) rappresentano per le burocrazie sindacali l'occasione per esercitare il loro potere autoreferenziale e tronfio di se stesso.[...]

author scritto da abruzzo no-trivpublication date ven 26 set, 2008 14:37

In questi giorni di concitazione, probabilmente il bandolo della matassa sarà sfuggito anche all'allegra brigata del Comune di Ortona.
Ma insomma, il NOSTRO (?) Sindaco sembra relegato a mera funzione di addetto stampa Eni, senza alcuna voce in capitolo, si premura di far sapere ai cittadini cosa codesta società ha in programma di realizzare sul nostro territorio senza preoccuparsi minimamente se questo possa essere gradito a quei cittadini che lo hanno eletto...
A noi tutto ciò sembra assurdo!
Il Sindaco che spiega quali sono i progetti Eni, con un'unità di intenti che rendono manifesta quanto sia stretto il rapporto che lega il Nostro alla suddetta società...
Tutto ciò a scapito della libertà decisionale di cui avrebbero bisogno Ortona e i cittadini di tutto il comprensorio.
Il nostro Sindaco invece, quando parla di Ortona nella stragrande maggioranza dei casi si riferisce al porto e a quei pochi elementi di sua conoscenza, dimenticando che Ortona ha quasi 24000 abitanti...TUTTI CON GLI STESSI DIRITTI! O NO?
Capitolo sindacati...beh un sindacato che manifesta contro la gente per stare al fianco dei padroni...non servono commenti...fate da soli...
Capitolo Confindustria.... che dire... il suo operato dimostra la debolezza della nostra regione, laddove un'organo importante come Confindustria si batte per aiutare il suo Presidente, presente con le sue aziende tra coloro che il Centro Petroli dovrebbero costruirlo...
Una Regione già in crisi ha bisogno di una politica seria che non preveda di affossare quelli che probabilmente sono gli unici settori solidi della nostra economia: Turismo e produzione Vitivinicola.
Ad maiora!

author scritto da taglia orecchipublication date dom 28 set, 2008 00:15

ma il porto + grande a che serve (secondo voi) ?

author scritto da MRDpublication date lun 29 set, 2008 21:09

Dei dodici ettari di terra che l'ENI vorrebbe acquistare in contrada Feudo, gliene mancano due, proprio al centro. Due eroici contadini hanno infatti deciso di non vendergliele. Sono stati sottoposti a dure pressioni da parte dell'ENI, ma non hanno ceduto. Non scrivo qui i loro nomi per non causargli altri guai. Ecco pero' la lettera che gli ho mandato qualche giorno fa, tramite alcuni amici di Ortona. Se nei commenti volete lasciare loro un rigo di affetto, faro' in modo che giunga loro la nostra voce, cosi' da farli sentire meno soli e soprattutto riconoscenti per il loro gesto.

----------
Caro signor XXX

vorrei ringraziarla, dal profondo del cuore e credo con me tutto l'Abruzzo sano e che vuol bene alla nostra terra, per avere resistito alle pressioni dell'ENI e per avere negato la vendita delle sue terre ai petrolieri.

So che e' stato ed e' tuttora difficile, ma continui a resistere. Io non posso che dirle, dal profondo del cuore, grazie. E' lei il vero eroe di questa storia, piu' di me, piu' dei politici, piu' di chi parla e non agisce.

A differenza dei suoi confinanti, un giorno lei potra' riguardarsi indietro ed essere inorgoglito delle sue scelte perche' ha mantenuto la sua dignita', perche' ha avuto coraggio, e perche' e' stato un Uomo per davvero e non una pecora che segue i greggi.

Se dovesse avere bisogno di qualsiasi cosa, la prego di non esitare a chiamare i rappresentanti del Comitato Natura Verde. Io vivo in America, ma appena vengo in Italia le prometto che la vengo a ringraziare di persona.

Di nuovo, grazie. Lei e' un esempio per me, per gli abruzzesi e per le generazioni piu' giovani. Tenga forte e non abbia paura.

Maria Rita

per le donazioni: Bonifico bancario intestato a: Comitato Natura Verde
Conto: 064 - 330 - 0080876
Coordinate bancarie: IT73 B060 5077 890C C064 0080 876

per evitare invece le spese bancarie:
a Ortona, Fabrizia: 329/1574549
a Lanciano, Diana: 335/5392058

author scritto da maria rita dorsognapublication date gio 02 ott, 2008 10:53

La giunta regionale ha imposto un nuovo blocco alle estrazioni petrolifere in Abruzzo. La legge regionale del 4 Marzo 2008 e' stata prorogata fino al Dicembre del 2009. Naturalmente sono lontana, e le informazioni le ho prese appena adesso da Prima da Noi. Dopo tanti giorni di batticuore, e tante notizie cattive - l'ENI proprietaria delle terre, il TAR che dice no, la gente che si stanca - e' come se mi avessero ripompato l'ossigeno nelle vene.

Questa e' una bella notizia, e ci da tempo, fiato, vigore, orgoglio. Grazie a tutti coloro che si impegnati, dalle cose piu' semplici, come parlare ai propri vicini di casa o guardarsi il filmato del ritorno di Attila, o andare in spiaggia ad attaccare i manifesti, o parlare con i propri studenti, fino ai politici che, dritte e storte, si sono impegnati per far passare questa legge, passando per i vescovi, e i sindaci della costa teatina e pescarese. Per oggi vogliamo ringraziare tutti e vogliamo celebrare. Soprattutto questa e' una vittoria nostra, della gente, dei blogganti, dei comitati spontanei, degli abruzzesi e di chi all'Abruzzo vuole bene. Lo credo davvero. Senza il nostro operato le 14 ciminiere dell'ENI gia' sarebbero state li, a sputare veleni, ne sono davvero convinta.

La legge e' stata votata da tutto il consiglio regionale ad esculsione di Benigno D'Orazio di
Forza Italia. Dovro' indagare chi e' costui.

Per ora, grazie a tutti, davvero e di cuore.

Pero' c'e' ancora molto da fare e dobbiamo procedere in questa storia, senza stancarci. Non dobbiamo pensare che sia finita qui. Arrivera' anche il dicembre del 2009, ci saranno nuove giunte, ci saranno nuovi presidenti di regione. Si spera che Fratino e Di Martino si saranno sotterrati dalla vergogna, o piu' semplicemente se ne saranno andati in Iraq o nelle loro ville in Sardegna, ma non lo sappiamo con chi dovremmo confrontarci nel 2010. Dell'ENI non c'e' da fidarsi e dobbiamo spingere ancora per far si che ci siano leggi PERMANENTI. Dobbiamo far pressione al governo centrale che le piattaforme nell'Adriatico devono stare TUTTE ad almeno 12 miglia marine dalla costa (circa 22 kilomteri)
e non solo quelle del Veneto. Continuiamo a lottare rinvigoriti, ma non pensiamo che sia finita qui.

Soprattutto, vorrei che questa storia rendesse tutti consapevoli che noi popolo contiamo qualche cosa e che se da solo ciascun individuo e' quasi una pedina irrilevante, da collettivita', da popolo unito, dandoci da fare tutti, allora ce la facciamo. Sono loro, corporazioni, politici, signorotti e don Rodrighi ortonesi che devono temere noi. E questo vale per il petrolio ma anche per le mille altre problematiche d'Abruzzo e d'Italia. Celebriamo, festeggiamo, ma non adagiamoci ancora che c'e' ancora molta strada da percorrere.

Sabato tutti a Pescara, in piazza Salotto dalle 7 alle 8 di sera, per il sitin settimanale contro il petrolio in Abruzzo. Grazie a tutti - sono felice.

Per le donazioni: Bonifico bancario intestato a: Comitato Natura Verde
Conto: 064 - 330 - 0080876
Coordinate bancarie: IT73 B060 5077 890C C064 0080 876

per evitare invece le spese bancarie:
a Ortona, Fabrizia: 329/1574549
a Lanciano, Diana: 335/5392058
a San Vito: Assunta 329/9763038

author scritto da NOTRIV - abruzzo no-trivpublication date gio 02 ott, 2008 17:18

Ancora un anno di stop!
Ancora difficoltà per i signori del petrolio in Abruzzo. Oltre all'ostilità delle popolazioni locali in data odierna è stata approvata la modifica della L.R. 10/03/2008 n. 2 che blocca fino al 31 dicembre 2009 gli atti autorizzativi delle industrie insalubri di 1° classe in materia di ricerca e lavorazione di idrocarburi derivanti da petrolio.

AVANTI TUTTA!

nocentrooli.jpg

author scritto da maria rita dorsognapublication date ven 03 ott, 2008 11:12

Oggi pomeriggio, su Rai tre, dalle 4 alle 5pm il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo rispondera' a delle domande relative alla petrolizzazione dell'Abruzzo che le saranno poste dal senatore Giovanni Legnini, abruzzese anche lui. Spero che qualcuno possa registrarlo e metterlo su youtube cosi potranno vederlo anche quelli che come me vivono lontano.

Intanto, qualche tempo fa mi ha contattato un comitato cittadino di Busalla, in provincia di Genova, affinche' andassi da loro a parlargli dell'idrogeno solforato. La loro raffineria si chiama Iplom e ne abbiamo gia parlato su questo blog. E' la stessa che gli ha inquinato i fiumi e che qualche settimana fa e' incendiata. La raffineria gli ha causato puzze, rumori, crollo del mercato immobiliare, falde acquifere inquinate, malattie. Tutte cose che gia' sappiamo, ma che qui tocchiamo con mano, perche' come a Viggiano, come a Falconara, sono cose gia' successe e non dette in astratto da una che abita dall'altra parte del mondo.

Ecco com'e' ridotta la qualita' di vita a Busalla, nelle parole di Monica Colombara, del Comitato Salute Pubblica e come riportato da un giornale locale il Valle Scrivia del luglio 2008 a pagina 2:

"Sul piatto - dicevo - metterei una qualità della vita fortemente compromessa da un’industria insalubre le cui lavorazioni comportano la presenza di sostanze cancerogene e/o tossiche e/o altamente infiammabili (greggio, virgin nafta, idrogeno, idrogeno solforato, additivi, chemicals, catalizzatori, ecc.), il tutto in mezzo ad un centro abitato. Miasmi quasi quotidiani e rumori insanabili, perché la stretta prossimità con le case rende strutturalmente inefficaci le barriere acustiche davanti a parti di impianto attive giorno e notte. Metterei le centinaia di autocisterne che transitano per le vie congestionate del paese (di queste non si parla mai, sembra che il traffico di mezzi pesanti riguardi solo la Val Seminella…). Metterei i dati rilevati nei pozzi di emungimento che rivelano lo stato delle acque di falda sotto lo stabilimento: la presenza di idrocarburi è talvolta cento volte superiore al limite consentito (!). Metterei l’impatto visivo devastante, che condiziona l’attrazione turistica e quindi commerciale di un posto che alloggia l’orribile manufatto. Metterei il deprezzamento delle case di proprietà (un impianto a rischio è un fattore peggiorativo, che pesa di un buon 20% sul loro valore immobiliare): pensiamo sempre alla ricchezza che entra (poca e non diffusa), mai a quella possibile o a quella che ci viene sottratta. "

Verso la fine degli anni '80 e inizio degli anni '90, decisero che la raffineria di Busalla avesse bisogno di un centro di desolforazione. Nel 1990 l'allora sindaco Claudio Ferralasco interpello' un professore dell'unversita' di Genova, il professor Umberto Bianchi, dell'istituto di Chimica Industriale. Il professor Bianchi presento' un report dove si scongiurava la realizzazione dell'impianto di desolforazione, tanto piu' che si parlava di diffusione di H2S su un "intorno comunque vasto" del territorio della citta' e che cio' "pare allo scrivente ... del tutto inaccettabile". Il suo report e' facile da capire e piu' o meno dice le stesse cose che vado predicando da tempo. Lo si puo' trovare qui.

Il sindaco della citta' segui' i consigli di Bianchi e nel 1993 il piano regolatore comunale stabili' che, data la gia' disastrosa condizione ambientale della citta' di Busalla, il petrolchimico non potesse ampliarsi piu'. Niente desolforizzazione dunque. Ecco qui uno stralcio del documento del comune:

“Le industrie petrolchimiche che si trovano in questa zona [zona D, industriale artigianale o assimilata, in Sarissola], data la vicinanza ai centri abitati e le caratteristiche di impatto ambientale, legato al tipo di produzione occupano UNA LOCALIZZAZIONE IMPROPRIA peraltro non consentita dalla normativa del Piano Regolatore Generale."

"Sono consentiti esclusivamente interventi volti al miglioramento tecnologico che abbiano come risultato la riduzione del carico inquinante con particolare riferimento alle immissioni atmosferiche. NON SONO ALTRESÌ CONSENTITE OPERE DI AMPLIAMENTO SIA DELLA PRODUZIONE CHE DEGLI IMPIANTI DI DEPOSITO”.

Storia finita? No, perche' l'Iplom veramente lo voleva questo desolforatore e allora cosa fa? In barba alle decisioni comunali, invece di spiegare ai cittadini cosa avrebbe rappresentato per loro il desolforatore, iniziano ad usare nomi ingannevoli, puliti e romantici, non si parla di desolforatore, quanto invece di "Progetto qualita'". Proprio come noi, non una "raffineria", ma un delicato centro oli di dodici ettari di terra.

I cittadini proposero dei referendum per chiedere alla gente che ne pensasse, raccolsero le firme, tutto a norma di legge, ma il sindaco, non piu' il prudente Ferralasco, quanto invece il piu' leggero Valerio Pastorino, glieli boccio'. Dunque, popolo o non popolo, risoluzioni comunali o no, nel 1997 Busalla si ritrovo' il suo bel centro di desolforazione, che nel corso degli anni gli ha dato incendi, fumi ed ha peggiorato le loro vite.

Ma non sono ancora contenti alla Iplom, ora lo vogliono RADDOPPIARE il desolforatore di Busalla. Non gli importa niente che gli hanno inquinato i fiumi e dato malattie, no. Dal loro sito la Iplom dice che sono attivi sul territorio e fanno manifestazioni "Noi e voi" cioe' gli organizzano i tornei di calcetto e un po di muraglie attorno agli stabilimenti per evitare rilasci accidentali di robaccia nei fiumi. Vi pare una roba seria? Ma se il fiume Scrivia e' tutto inquinato? Mi sa che la muraglia cosi bene non gli ha funzionato. Per quanto riguarda il torneo di calcetto.. la ci bastava l'oratorio dei salesiani, non vi pare?

Cosa dire? La vittoria piccola piccola dell'altro giorno per noi Abruzzesi, con il rinnovo della moratoria, non deve ASSOLUTAMENTE portarci ad adagiarci. A Busalla hanno aspettato sette anni i petrolieri per farla: dobbiamo vigiliare su un lunghissimo arco di tempo. La partita non e' affatto finita e occorre contiuare a lottare, uniti e numerosi. E poi, NON DOBBIAMO CREDERE MAI ALLE BALLE dei petrolieri. A loro non interessa niente del popolo. Agli abruzzesi non servono i tornei di calcetto, serve invece l'aria e l'acqua pulita e magari qualche politico intelliegente che sappia programmare per il nostro sviluppo turistico, investendo e migliorando la qualita' dell'ambiente, dell'offerta e della pubblicita'.

A Monica, come agli abitanti di tutte le citta' petrolizzate d'Italia non posso che chiedere scusa, da Italiana e prometterle di fare del mio meglio per venire a visitare Busalla. Grazie per avermi fornito il materiale. Il sito del comitato di Busalla e' qui.

author scritto da da primadanoipublication date ven 03 ott, 2008 11:25

Il sindaco di Ortona, Nicola Fratino, adesso è veramente preoccupato e denuncia rischi per la possibile perdita di posti di lavoro. Scontri interni all'Ugl sul progetto.
Dopo l'approvazione, in consiglio regionale, del provvedimento che blocca fino a tutto il 2009 le autorizzazioni per le industrie che svolgano attività di ricerca, estrazione, coltivazione e lavorazione di idrocarburi - centro oli di ortona compreso – il primo cittadino pensa alle ricadute occupazionali e lancia l'allarme.
«I correttivi apportati - dice - hanno il solo merito di avere sbloccato il tessuto produttivo della regione Abruzzo che, di fatto, risultava paralizzato da una legge regionale che aveva il solo scopo di bloccare il centro oli di Ortona».
«Non desidero entrare nel merito di quella che ormai possiamo definire la querelle del centro oli. Del resto, secondo la sentenza del Tar il Comune non ha alcuna competenza in materia. Sento, invece, il dovere di difendere i livelli occupazionali della città. Il piano di ristrutturazione annunciato dall'Eni prevede la perdita del distretto di Ortona. Ed a tal proposito richiamo l'attenzione di tutti gli organi politici ed istituzionali sul grave rischio disoccupazione che sta correndo questo territorio».
Intanto è polemica all'interno dell'Ugl, sigla che ha espresso il suo assenso alla costruzione del centro oli.
Luciano Pantoni, segretario regionale del settore trasporto aereo si dissocia dalla sua sigla e afferma: «la presenza e l'attività di un simile impianto a così alto impatto ambientale in una zona ad alta vocazione agricola non può essere assolutamente essere sponsorizzata adducendo tesi sconfessate da studi scientifici incontestabili».
Inoltre proprio oggi il capogruppo di Rifondazione Comunista in consiglio provinciale a Pescara, Sandro Di Minco, porta una delibera per impegnare il presidente e la Giunta a «sostenere in tutte le sedi istituzionali, ed eventualmente anche in quelle giudiziarie, l'assoluta contrarietà della Provincia di Pescara alla costruzione del centro oli».

author scritto da Maria Rita Dorsognapublication date lun 06 ott, 2008 20:28

Come apparso negli scorsi giorni su prima da noi, l'ENI e' passata a tattiche da KGB, lettere di minaccia, contadini spaventati, intimidazioni e paure. Come nel terzo mondo, e ad un passo da metodi di criminalita' organizzata, hanno mandato lettere ufficiali ai contadini indicando loro che se non firmano l'atto di compravendita dei terreni entro domani 7 ottobre 2008, dovranno, i contadini, restituirgli il doppio della caparra ed assumersi, i contadini, tutte le spese legate alla mancata realizzazione del centro petrolifero. Mi chiedo se tutto cio' sia legale e in sincerita' non credo.

Stasera il Comitato Natura Verde si riunisce presso l'hotel Verna, in contrada Savini (Ortona) alle 8 di sera. L'incontro e' aperto a tutti e credo che si saranno molte personalita' politiche alle quali e' chiesto un impegno concreto, non solo finanziario, ma anche di responsabilita' istituzionale. Se l'ENI vuole portarci in causa, dovra' portare in causa la regione Abruzzo e non due contadini che hanno gia' fatto la loro parte e che continuo a ringraziare.

Io non ci saro', ecco pero' cosa ho mandato a dire loro:

----
Caro poltico,

e' passato ormai un anno dal giorno in cui ho saputo del progetto del centro oli ed altrettanto dal momento in cui mi sono attivata per dare il mio contributo contro la petrolizzazione dell'Abruzzo.

I miei genitori mi hanno sempre insegnato che ciascuno deve contribure al bene comune usando i mezzi che ha a sua disposizione. Io faccio lo scienziato, ed il mio contributo e' stato di ricercare, leggere, chiedere a chi fosse piu' esperto di me e poi con la piu' assoluta onesta intellettuale, di divulgare cio' che sapevo nel modo piu' semplice e comprensibile, a chiunque volesse ascoltare e chiedere.

Per me e' stato un anno difficile, sacrificando tempo libero e non solo quello. Sono venuta in Italia tre volte e mi accingo a venirci la quarta, nel giro di un anno. Ho fatto e faro' tutte queste cose con immenso amore, anche se sono una emigrata e anche
se, tutto sommato, me ne sono dovuta andare dall'Abruzzo perche' non c'erano opportunita' lavorative per me.

Come me, moltissime altre persone hanno portato il loro contributo, di tempo, di sacrifici, di denaro e da ancora piu tempo di me, cercando di diffondere informazioni e di attivarsi in prima linea. Parlo dei membri dell'eroico CNV e di tutte le altre associazioni locali sorte in difesa del territorio.

Ora e' giunto il vostro momento. E' arrivato il tempo che anche chi sta al potere, locale e regionale, si carichi di responsabilita' vere, anche se sono difficili e scomode e anche se si ha paura delle conseguenze. L'Abruzzo e' di tutti, e ora tocca a voi agire. Le partite con i petrolieri non sono facili, e ci vuole l'impegno vero da parte di ciascuno di noi.

Non possiamo fare finta di niente, occorre che TUTTI, cittadini e istituzioni, facciano la loro parte. Non ci si puo' aspettare che due eroici contadini si prendano sulle spalle l'onere di salvare l'Abruzzo. Quell'onere e' di TUTTI gli abruzzesi, lontani e vicini, scienziati e politici, giovani e meno giovani, credenti o atei. TUTTI
indistintamente.

Ci porteranno in causa come collettivita'? Bene, ci andremo. Non c'e' altra scelta. Le generazioni prima di noi sono andate al fronte, molti hanno dato la vita per difendere i nostri territori, e noi abbiamo il DOVERE verso di quanti sono venuti prima di noi di lottare e di resistere con le stessa tenacia ma nei modi piu' consoni al 2008. Allo stesso tempo abbiamo il DOVERE di offrire ai nostri figli un ambiente sano, un Abruzzo sano dove possano crescere bene, fisicamente e moralmente. Abbiamo il dovere di prendere quanto ci e' stato dato e offirlo alle generazioni future migliorato, piu' bello, piu' sano.

La politica non gode di una buona reputazione in Italia di questi tempi. Abbiate coraggio, c'e' solo da guadagnarci, sotto tutti i fronti, con i cittadini, con le proprie famiglie e soprattutto con la propria coscienza nella certezza di non avere avuto paura. Nella certezza di essere stati Uomini per davvero. Nella certezza
di avere fatto la cosa giusta. La vita e' piu' bella cosi'.

MR

author scritto da comitato natura verdepublication date mer 15 ott, 2008 14:16

Veramente illuminanto l'articolo riportato qui:
http://iltempo.ilsole24ore.com/abruzzo/2008/10/14/93877...shtml

Ad avvallare il ricatto dell'ente petrolifero nazionale sono in prima fila i sindacati. A difendere gli interessi di chi? Sappiamo già che se qualche trasferimento ci sarà, per quanto doloroso, non potrà mai essere paragonabile alla perdita di posti di lavoro, di salute, di benessere e di serenità che si avrebbe con il futuro preconizzato da questi professionisti del permesso sindacale i quali, sia ben chiaro, saranno sempre esentati, in virtù delle loro importanti cariche , dal dover fare le valigie... Quelle le farà, eventualmente, qualcuno senza la tessera in tasca...

Questi signori ci accusano di aver procurato dei danni di immagine all'ente petrolifero?
Non siamo noi a danneggiare qualcuno o qualcosa. E' l'andamento di questa storia (portata avanti nelle segrete stanze per tanti anni) a danneggiare l'immagine di un paese che oggi, con questa lotta per la dignità, riesce finalmente ad intravedere il suo riscatto morale.
Chi scrive, nonostante tutto, crede ancora nel ruolo di un sindacato... onesto.
Quello, per capirci, di un sindacato che non parlava il linguaggio del padrone.

author scritto da Nico Fratturapublication date lun 20 ott, 2008 09:39

Una riflessione va comunque fatta sulla "faccenda" dell'insediamento "Centro Oli" previsto ad Ortona.
Questa iniziativa industriale non è partita ieri l'altro e se è venuta fuori lo si deve, soprattutto, all'azione di cittadini molto attenti alle questioni ambientali. Non vale la pena, perciò, polemizzare su che cosa è successo da un anno a questa parte. I fatti concreti si possono così riassumere in due leggi della Regione Abruzzo che bloccano fino al 31 dicembre 2009 ogni permesso alla realizzazione dell'intervento e nelle voci che circolano in campo industriale circa l'andamento (a gonfie vele) delle commesse poste in essere dall'ENI per la costruzione dell'insediamento di Ortona.
Poniamoci subito una domanda: c'è molto da scandalizzarsi sulla mancata attenzione che riguardano i temi ambientali, in un mondo che per tenere alti i P.I.L. dei vari stati (occidentali e orientali) sono pronti a sacrificare tutta l'umanità? Io direi di no.
Perciò il "Centro Oli" è arrivato così avanti, tanto da far temere l'inizio dei lavori; per la cattiva coscienza ecologica dei nostri politici e per la guardia bassa delle organizzazioni ambientaliste che hanno capito (o forse conosciuto) in ritardo dell'iniziativa dell'ENI e la sua pericolosità.
Si pensi a tutti i politici del Consiglio Comunale di Ortona. Nel 2003 con volontà politica pressoché unanime, firmano un accordo di programma con la provincia di Chieti per valorizzare le bellezze ambientali della costa Ortonese, dal lido Riccio al lido dei Saraceni. Realizzano un progetto e spendono anche alcune diecine di migliaia di euro per iniziare la sua completa realizzazione. Però nessuno pensa ad individuare nel nuovo Piano Urbanistico cittadino una fascia di transizione fra le frazioni interne (quelle verso Orsogna) oggetto da anni di insediamenti industriali di vario genere, e la costa (tra le più belle d'Italia). La frittata è fatta: non c'è nessun ostacolo all'insediamento di un'attività petrolchimica, voluta proprio dagli amministratori locali e raccolta da politici regionali e nazionali.
Adesso bisogna recuperare il recuperabile, fidando che tutti i politici abruzzesi, parlamentari e non, facciano pressione sul governo centrale perché preservi il nostro Abruzzo dallo sfruttamento minerario in Adriatico ed in particolare nello specchio d'acqua prospiciente la "Costa dei Trabocchi" della Provincia di Chieti.
Si può sperare in un risultato positivo? Certo le mancate reazioni e la mancanza di presa di posizione di alcuni parlamentari abruzzesi non lascia ben sperare; ci si aspetterebbe una manifestazione pubblica che impegni trasversalmente tutti, "centro destra" e "centrosinistra", ambientalisti ed organizzazioni sociali, ma evidentemente non c'è la necessaria decisione; anche la visione del futuro energetico del paese da parte dei politici governativi non aiuta, visto che guardano ancora fortemente alle fonti convenzionali per la produzione di energia.
Ed allora? Bisogna che tutti noi si ripensi alla fierezza del Popolo Abruzzese ed alla propria sana testardaggine nel perseguire le strade che portano ad un obbiettivo concreto. Oggi l'obbiettivo è: impedire a tutti i costi che si abbatta una sciagura sulla nostra bella costa Teatina chiamata "Centro Oli). Sapremo convincere coloro i quali dovranno essere convinti (principalmente la ministra per la tutela dell'ambiente ed il governo tutto)? Io spero di si.

author scritto da cmvpublication date gio 23 ott, 2008 15:14

Qualche volta la giunta comunale di Ortona ha la possibilità di pensare a qualcosa di diverso dall'incessante tormentone rappresentato dall'ENI, dal suo indotto e dal suo Centro OLi...
Per esempio questa volta deve occuparsi di debiti fuori bilancio...

Riuscirà la giunta Fratino a salvare il suo posto a palazzo o arriverà il commissario ad acta?

LEGGI QUI:
http://iltempo.ilsole24ore.com/abruzzo/2008/10/22/94217...shtml

author scritto da commento sparsopublication date mer 29 ott, 2008 09:01

Mi chiedo come mai i politici adesso stanno cavalcando l'onda del Centro Olio??? ah...già ci sono le elezioni alle porte.......mi viene in mente il 2001 quando hanno smantellato il Distretto di Ortona che i politici la mattina erano in piazza con i lavoratori e la sera erano a cena con i dirigenti Eni a Pescara al ristorante Guerino( vero On. Dell'Elce?).....
La battaglia che si stà portando avanti solo ed esclusivamente sul piano ambientale non fa altro che agevolare l'Eni nella loro scelta strategica che consiste nel, badate bene, "NON COSTRUIRE IL CENTRO OLIO" per smantellare completamente il Distretto di Ortona. Infatti proseguono nella loro scellerata azione di smantellamento nascondendosi dietro la mancata concessione della costruzione del Centro Olio, che a onor di cronaca va ricordato che avrebbe dovuto già costruire nel 2001 quando ha cominciato a smantellare il sito di Ortona. Infatti in tale data, mascherandosi dietro una "Riorganizzazione" che è poi risultata molto fallimentare ha deciso di chiudere 3 dei 4 Distretti presenti in Italia, solo che per Crema e Gela hanno provveduto, con la nascita di 2 nuove società, a non smantellarle, mentre ad Ortona, ricorrendo a trasferimento vs altre sedi, a "False cessioni di ramo d'azienda" e a false mobilità, a far si che circa 150 persone abbiano lasciato il proprio posto di lavoro ad Ortona.
Queste operazioni sono state possibili grazie alla connivenza con la classe politica e con le organizzazioni sindacali, infatti in questi anni ci sono state delle assunzioni che hanno riguardato figlie e generi di personaggi politici (vero Puletti) o di personaggi sindacali (vero Dragani-uil?) etc etc.
Il problema ambientale è molto serio sicuramente, ma immaginate l'Eni che decide di costruire un sito produttivo non rispetti l'ambiente?
Badate questa mia non è una lancia in favore dell'Eni anzi.....da uno che ha perso il posto di lavoro a causa dell'Eni quindi immaginate se posso difenderli.......anzi.....
Il problema che i nostri politici dovrebbero affrontare è quello relativo alla questione occupazionale, dovrebbero mettere l'Eni in condizione di ricreare sul sito di Ortona una forza lavoro pari se non superiore a quella del 2001, infatti basterebbe creare ad hoc una nuova società sul sito di Ortona.....soluzione certamente non difficile visto ciò che gira intorno al colosso petrolifero, così sarebbe contento anche Fratino che continuerebbe a lavorare ancora.......Scusate la divagazione!!!!!
Ma sarebbe un successo per tutto l'Abruzzo, in un'epoca dove il lavoro diventa sempre più raro, nella nostra zona dove sembra si stia ritornando agli anni sessanta, quando con la valigia di cartone si emigrava altrove per lavorare.
Il lavoro è un diritto sancito dalla Costituzione e per questo i politici, le organizzazioni sindacali si dovrebbero battere contro l'Eni, non dovrebbero pensare solo a sistemare i propri accoliti e parenti.....
Pensate alla comunità piuttosto che solo ed esclusivamente ai vs cari parenti, se siete in quei posti lo siete solo ed esclusivamente grazie ai ns voti e ai ns soldi.

author scritto da Maria Rita Dorsognapublication date mar 18 nov, 2008 09:41

Leggo dal giornale della Frentania che "forse" l'ENI ci ripensa ad abbandona il progetto del centro oli si Ortona. A quanto pare le nostre proteste e l'abbassarsi del prezzo del petrolio gli hanno fatto cambiare idea. Naturalmente la notizia non puo' che farmi piacere, ma non e' sufficiente secondo me, ed occorre continuare a spingere per una moratoria ventennale, a prescindere da cio' che dice o fa l'ENI.

E se il tutto fosse una montatura in tempi di campagna elettorale? E se domani il prezzo del petrolio torna ad aumentare? E se scoprono piu' petrolio ancora nelle nostra campagne? E se domani il centro oli lo vogliono fare a Roseto? A Chieti Scalo? Ad Ofena? Non possiamo mica mollare adesso che l'ENI tentenna!

Ci vuole una legge che resti e che dia una pianificazione del terreno a lungo termine, cosicche' se uno vuole fare il turismo, l'agricoltura, il vino lo puo' fare senza l'incubo trivelle dopodomani sotto casa sua. Non dimentichiamo che il 35% del nostro territorio e' coperto da permessi petroliferi e che quelli restano, a prescindere dai disegni dell'ENI.

Non e' dunque solo l'ENI che decide di andarsene perche' non gli conviene piu'. Siamo noi che dobbiamo prenderci in mano le redini della nostra regione e decidere che non vogliamo piu' stare alla merce' dei petrolieri. E' per questo che dobbiamo continuare ad andare avanti, e a non adagiarci finche' chiunque scriva o proponga leggi metta nero su bianco che nessuno mai potra' pensare di venire in Abruzzo e poter fare il comodo suo e di scavare petrolio dove gli pare o di aprire una raffineria in mezzo alla gente o di mettere piattaforme a pochi chilometri dalla nostra costa.

Tutti i politici aprono blog dove dicono di essere contrari alle piattaforme, al centro oli e all'Abruzzo petrolizzato. Bene. Allora visto che sono tutti concordi, che l'ENi bisbiglia di volersene andare, mi aspetto che sara' facilissimo passare una moratoria di lungo respiro e con appoggio bipartisan, no?

Possiamo pero' essere un po soddisfatti. Secondo i rapporti ENI, checche' ne dicano adesso, Miglianico era il loro fiore all'occhiello o cosi dicevano agli investitori USA. In piu' secondo l'ENI noi Abruzzesi eravamo a punti 23 su 100 in scala di resistenza. Se fossimo a scuola questo sarebbe 2+. Mi sa che qualche punto l'abbiamo guadagnato! Magari ora siamo almeno a sei.

Il tutto solo con la persistenza, la forza del sapere e della coscienza civile. Questo deve darci fiducia per tutte le altre battaglie che ci sono ancora da fare in Abruzzo, dalla difesa dei fiumi, all'installazione del parco della costa teatina, al disastro Bussi, e piu in generale al progresso morale della nostra societa'.

C'e' ancora molto lavoro avanti. Andiamo avanti imperterriti.

Il disegno sopra e' di Micaela di Archi.

author scritto da Maria Rita Dorsognapublication date mar 18 nov, 2008 09:41

Leggo dal giornale della Frentania che "forse" l'ENI ci ripensa ad abbandona il progetto del centro oli si Ortona. A quanto pare le nostre proteste e l'abbassarsi del prezzo del petrolio gli hanno fatto cambiare idea. Naturalmente la notizia non puo' che farmi piacere, ma non e' sufficiente secondo me, ed occorre continuare a spingere per una moratoria ventennale, a prescindere da cio' che dice o fa l'ENI.

E se il tutto fosse una montatura in tempi di campagna elettorale? E se domani il prezzo del petrolio torna ad aumentare? E se scoprono piu' petrolio ancora nelle nostra campagne? E se domani il centro oli lo vogliono fare a Roseto? A Chieti Scalo? Ad Ofena? Non possiamo mica mollare adesso che l'ENI tentenna!

Ci vuole una legge che resti e che dia una pianificazione del terreno a lungo termine, cosicche' se uno vuole fare il turismo, l'agricoltura, il vino lo puo' fare senza l'incubo trivelle dopodomani sotto casa sua. Non dimentichiamo che il 35% del nostro territorio e' coperto da permessi petroliferi e che quelli restano, a prescindere dai disegni dell'ENI.

Non e' dunque solo l'ENI che decide di andarsene perche' non gli conviene piu'. Siamo noi che dobbiamo prenderci in mano le redini della nostra regione e decidere che non vogliamo piu' stare alla merce' dei petrolieri. E' per questo che dobbiamo continuare ad andare avanti, e a non adagiarci finche' chiunque scriva o proponga leggi metta nero su bianco che nessuno mai potra' pensare di venire in Abruzzo e poter fare il comodo suo e di scavare petrolio dove gli pare o di aprire una raffineria in mezzo alla gente o di mettere piattaforme a pochi chilometri dalla nostra costa.

Tutti i politici aprono blog dove dicono di essere contrari alle piattaforme, al centro oli e all'Abruzzo petrolizzato. Bene. Allora visto che sono tutti concordi, che l'ENi bisbiglia di volersene andare, mi aspetto che sara' facilissimo passare una moratoria di lungo respiro e con appoggio bipartisan, no?

Possiamo pero' essere un po soddisfatti. Secondo i rapporti ENI, checche' ne dicano adesso, Miglianico era il loro fiore all'occhiello o cosi dicevano agli investitori USA. In piu' secondo l'ENI noi Abruzzesi eravamo a punti 23 su 100 in scala di resistenza. Se fossimo a scuola questo sarebbe 2+. Mi sa che qualche punto l'abbiamo guadagnato! Magari ora siamo almeno a sei.

Il tutto solo con la persistenza, la forza del sapere e della coscienza civile. Questo deve darci fiducia per tutte le altre battaglie che ci sono ancora da fare in Abruzzo, dalla difesa dei fiumi, all'installazione del parco della costa teatina, al disastro Bussi, e piu in generale al progresso morale della nostra societa'.

C'e' ancora molto lavoro avanti. Andiamo avanti imperterriti.

Il disegno sopra e' di Micaela di Archi.

author scritto da da primadanoi.itpublication date mer 10 dic, 2008 11:14

ABRUZZO. Tutti d'accordo a dire no al centro oli. Almeno in teoria i sei candidati hanno bocciato il progetto dell'Eni senza possibilità di tornare indietro. L'ultimo dissenso è arrivato da Silvio Berlusconi in persona che ha detto che la posizione del Pdl è «assolutamente negativa».


Ma è veramente così? I sei candidati presidenti sono veramente contrari? Per Carlo Costantini, candidato del centrosinistra, le parole del premier contrasterebbero con la delibera del Consiglio dei Ministri del 27 giugno che definisce l'Abruzzo, per la parte di terra e per la parte di mare, come territorio destinato alle attività di ricerca e di estrazione del petrolio (guarda documento).
«La Camera dei deputati», ha detto Costantini, «ha recentemente approvato anche il Disegno di Legge 1441 con il quale si sottrae alle regioni la valutazione di impatto ambientale per le concessioni di estrazione petrolifera escludendo i comuni da ogni possibilità di decidere in materia. Questo vuol dire», ha spiegato Costantini, «che si consente a Berlusconi di decidere da solo, contro la volontà degli abruzzesi, in qualunque momento, contro la volontà anche dei sindaci, se realizzare oppure no i Centri Oli in Abruzzo, e non solo quello di Contrada Feudo ma anche quelli programmati nella provincia di Teramo».
Se oggi quindi pare che ci sia un fermo no al progetto nei prossimi mesi potrebbe arrivare una marcia indietro senza possibilità di opporsi.
«Chi ha creduto all'accattivante sorriso del presidente del Consiglio», ha contestato anche il consigliere di Rc Angelo Orlando, «forse scoprirà che è ancora l'Eni a dettare la linea e che con una semplice conferenza di servizi si sorpassano tutti gli adempimenti precedentemente necessari per la costruzione di gassificatori o per la coltivazione di idrocarburi».
Il senatore del Pd Giovanni Legnini ha fatto sapere che oggi, alla riapertura del Senato, presenterà un'interrogazione urgente per sapere se il Governo nazionale «intenda o meno cancellare le tre righe inserite all'insaputa della nostra Regione, con le quali il 27 giugno scorso, si è stabilito che l'Abruzzo dovrà essere una regione petrolifera».
«Il no deciso di Berlusconi al centro oli di Ortona ha agitato e agita la sinistra e gli ecologisti», ha contestato il senatore del Pdl Andrea Pastore, «i quali, evidentemente, pensano che le scelte ambientali siano di loro esclusiva competenza. Noi non vogliamo rinunciare certamente alle scelte fondamentali di sviluppo economico che passano soprattutto attraverso l'utilizzazione di tutte le fonti energetiche, rinnovabili e non, petrolio compreso, in particolare nel nostro territorio e in questo specifico momento storico di crisi economica. Il Pdl vuole però che tali scelte siano compatibili con la tutela delle altre grandi ricchezze di cui l'Italia e l'Abruzzo dispongono in abbondanza anche se scarsamente valorizzate: il patrimonio culturale e quello naturale».
A riconfermare la posizione di contrarietà è stato lo stesso Chiodi dopo la partenza di Berlusconi.
«Come avevo detto», ha rassicurato l'ex sindaco di Teramo, «non ritenevo e non ritengo che il Centro Olii sia occasione per l'Abruzzo. Il centrosinistra per anni ha lavorato perché si facesse e solo in campagna elettorale è rinsavito. Oggi abbiamo dimostrato che gli abruzzesi sono più forti perché il Governo li ha ascoltati e li ascolterà in futuro».
Intanto il candidato del Pdl ha stretto un accordo con il sindaco di Roma Gianni Alemanno per lo sviluppo di aree industriali e per la valorizzazione delle risorse turistiche e agroalimentari.
L'annuncio è stato dato in occasione di un incontro che si è tenuto domenica scorsa ad Avezzano. Si tratta di accordo tra Roma e l'Abruzzo che consentirà, tra le altre cose, lo sviluppo di aree industriali e la valorizzazione di risorse turistiche e agroalimentari.
Secondo Gianni Alemanno «Roma non ha più superfici per poter ospitare industrie. Per questo è necessario stabilire una collaborazione forte tra Roma e l'area abruzzese per sviluppare insediamenti produttivi».
«Roma e il suo hinterland», ha aggiunto Chiodi, «rappresentano il 10% dell'intero mercato italiano. Un bacino di assoluta rilevanza ed interesse per l'Abruzzo. In particolare questo accordo, che verrà sottoscritto nei primi mesi del 2009, prevede l'apertura di un corridoio di interscambio tra Roma e la realtà abruzzese, con la valorizzazione di tutte le infrastrutture - anche portuali - abruzzesi, in prospettiva di una via di accesso privilegiata verso i Balcani. In questo progetto assume particolare rilevanza la velocizzazione del tratto ferroviario tra Roma e Pescara con Roma, che consentirà di ridurre notevolmente i tempi di percorrenza».

09/12/2008 9.29

Related Link: http://www.primadanoi.it/modules/bdnews/article.php?sto...18205
author scritto da m.r.publication date sab 13 dic, 2008 17:18

ORTONA. E' tornato a parlare del Centro Oli il sindaco di Ortona nei giorni scorsi a margine di un incontro alla sala Eden sull'Iraq.


Con tono un tantino infastidito, il sindaco ha esordito con un liberatorio: «Ormai è stato detto tutto sul Centro Oli» e ha continuato con un «è stato il cavallo di battaglia per la campagna elettorale del centrosinistra che doveva coprire altro. Berlusconi ha messo fine con il suo no alla tematica che è stata strumentalizzata dalla sinistra».
Nicola Fratino ha definito quindi provvidenziale il parere del presidente del consiglio sul progetto dell'Eni, «non per il suo contenuto, ma per aver dato un freno alla strumentalizzazione per la campagna elettorale ed alla criminalizzazione del Centro Oli».
Sul progetto il sindaco si dichiara ancora favorevole ma ha preso atto che è «inopportuno» realizzarlo in questo clima che vede i cittadini totalmente contrari. Il sindaco non si è trattenuto dall'accusare la stampa, le associazioni e i comitati di aver fatto «cattiva informazione», ma si è arreso alla volontà degli ortonesi.
Il tono di voce si è fatto dimesso quasi rassegnato, e le frasi dette a metà come se fosse un po' spaesato, quando qualcuno gli ha chiesto se ha cambiato idea dopo le dichiarazioni del premier. «Berlusconi dicendo no al Centro Oli si è fatto interprete e portatore degli interessi degli abruzzesi che volevano questo per l'Abruzzo. Questa è la posizione ufficiale del governo e io ne prendo atto».
«Le informazioni in possesso dei comitati ed associazioni sono inesatte perché di parte», ha aggiunto il sindaco. «Certo di parte, perché l'Eni non si è mai degnato di dare la sua versione dei fatti. Non ha mai fornito dati che andassero in controtendenza con quelli mostrati dai comitati. Quindi, i cittadini possono credere a qualcosa che non sanno?»
A conferma di questo il primo cittadino ha detto che l'ultimo contatto con i responsabili della multinazionale risalirebbero a «molti mesi fa».
La battaglia, secondo il primo cittadino di Ortona, ora si giocherebbe su un grande interrogativo: «L'Eni può restare in Abruzzo per continuare ad estrarre idrocarburi, tra i quali anche il gas come sta già facendo?».
La legge regionale per il momento vieta completamente altre concessioni per qualsiasi tipo di estrazione in territorio abruzzese. Ed il sindaco ha colto subito l'occasione per dichiararsi contrario a questa disposizione regionale.
Ma ha riconosciuto che bisogna mettere sul piatto della bilancia tante cose: da un lato l'Abruzzo, regione verde dei parchi, dall'altra le potenzialialità del sottosuolo. Il futuro dell'Abruzzo e gli interessi che ci sono sarebbero legati a doppio filo con il prezzo del greggio.
Intanto secondo il Comitato Natura Verde mercoledì scorso si sarebbe tenuto presso il ristorante Canadese di Caldari Ortona una cena di alcuni esponenti del Pdl locale.
«Al pranzo organizzato dal candidato Di Nardo», racconta Giusto Di Fabio del comitato, «erano presenti il sindaco Fratino e il presidente del Consiglio Remo di Martino, il senatore Piccone ed una platea di commercianti e sindacalisti della Rsu dell'Eni, e Piccone avrebbe espresso parere favorevole all'insediamento Centro Oli di Ortona».

m.r. 12/12/2008 16.02

Related Link: http://www.primadanoi.it/modules/bdnews/article.php?sto...18283
author scritto da g.df.publication date sab 13 dic, 2008 17:23

Il sindaco Fratino, non dice tutta la verità sui rapporti con i dirigenti ENI.

Sappiamo che mercoledì 10.12.2008, nel pranzo offerto dal "suo " candidato DI NARDO, erano presenti i più alti dirigenti del distretto di Ortona, presso il ristorante Canadese di Caldari. Era confortato dalla presenza del suo Presidente del Consigio Di Martino, e ospite illustre il Coordinatore Regionale PDL Senatore Piccone, il quale ha magnificato le capacità del nostro ente nazionale idrocarburi, ed ha espresso il suo parere favorevole alla realizzazione del Centro Oli. Definendolo una ricchezza per questo territorio e per tutta la Regione, in netto contrasto con quello che dice il Capo del Governo Silvio Berlusconi.

Cioè in sostanza PICCONE, SCONFESSA BERLUSCONI sul Centro Oli.
Se questo risponde al vero, è molto grave.


Ci piacerebbe sapere meglio come stanno le cose, gli abruzzesi hanno diritto di sapere quale sarà il loro futuro.

author scritto da padrone - dominiopublication date dom 14 dic, 2008 12:16author email akaketa at libero dot itauthor address quello mioauthor phone quello mio

ne so più di tanti altri, ma già tutti questi condizionamenti (vostri) mi paiono limitativi, a me che sono molto ben disposto verso quanto argomentate. Penso ad altri che non sopportano affatto la webberia epperò hanno un bellissimo dire.

Discorsi brevi e concisi: ottimo!

Ho "maledetto" un che vantava, su manifesti, la vittoria della protesta contro il Centro-Oli.........esso lui in primis elogiava ringraziava e s'ingraziava il clero e i clericali per loro coinvolgimento nella "lotta".

Non avendo trovato alcuna replica a tanta elucubrazione, io auguro ad esso-lui-loro tante tantissime docce catramose-calde e schiarenti.

author scritto da da primadanoi.itpublication date ven 19 dic, 2008 11:18

ABRUZZO. A darne conferma è il Wwf che chiede al neo governatore Gianni Chiodi di «rimediare immediatamente».


Oggi il Consiglio dei Ministri ha impugnato la Legge della Regione Abruzzo che fermava il centro oli ad Ortona e nuove trivellazioni.
Gli ambientalisti vogliono vederci chiaro e capire il senso di questo atto arrivato decisamente a sorpresa e chiedono al nuovo consiglio regionale «una legge per chiudere definitivamente le porte a trivelle e raffinerie».
Nel corso della campagna elettorale il premier Berlusconi aveva personalmente detto il suo no alla realizzazione della mini raffineria e nella zona di Ortona avevano finalmente tirato un sospiro di sollievo.
«La decisione di impugnare la legge regionale», commenta preoccupato Dante Caserta, presidente del Wwf Abruzzo, «sembra confermare l'orientamento del Governo a favore della deriva petrolifera di questa regione».
Il Governo Berlusconi, infatti, la scorsa estate aveva approvato un documento di indirizzo che individua la Basilicata e l'Abruzzo come Regioni petrolifere. Successivamente in Parlamento il Governo ha confermato questa strategia.
Il Wwf chiede adesso a Chiodi «di chiarire con atti concreti come stanno le cose, dando un forte e preciso segnale al governo sulle scelte che riguardano l'Abruzzo».
Caserta chiede formalmente che «il nuovo consiglio regionale come primo atto rinnovi il blocco alla raffineria dell'Eni e all'invasione di pozzi e trivelle sia sulla costa sia sulla terraferma. Chiodi impegni tutta la sua autorevolezza per trattare la vicenda con il Governo ricordando al presidente del Consiglio la promessa fatta in campagna elettorale ed evitare che questa regione paghi per decenni una scelta devastante per l'ambiente e la sua economia. In caso contrario la credibilità della politica subirà un ennesimo affronto».

Related Link: http://www.primadanoi.it/modules/bdnews/article.php?sto...18354
author scritto da reporterpublication date lun 22 dic, 2008 16:41


ABRUZZO. A darne conferma è il Wwf che chiede al neo governatore Gianni Chiodi di «rimediare immediatamente».


Oggi il Consiglio dei Ministri ha impugnato la Legge della Regione Abruzzo che fermava il centro oli ad Ortona e nuove trivellazioni.
Gli ambientalisti vogliono vederci chiaro e capire il senso di questo atto arrivato decisamente a sorpresa e chiedono al nuovo consiglio regionale «una legge per chiudere definitivamente le porte a trivelle e raffinerie».
Nel corso della campagna elettorale il premier Berlusconi aveva personalmente detto il suo no alla realizzazione della mini raffineria e nella zona di Ortona avevano finalmente tirato un sospiro di sollievo.
«La decisione di impugnare la legge regionale», commenta preoccupato Dante Caserta, presidente del Wwf Abruzzo, «sembra confermare l'orientamento del Governo a favore della deriva petrolifera di questa regione».
Il Governo Berlusconi, infatti, la scorsa estate aveva approvato un documento di indirizzo che individua la Basilicata e l'Abruzzo come Regioni petrolifere. Successivamente in Parlamento il Governo ha confermato questa strategia.
Il Wwf chiede adesso a Chiodi «di chiarire con atti concreti come stanno le cose, dando un forte e preciso segnale al governo sulle scelte che riguardano l'Abruzzo».
Caserta chiede formalmente che «il nuovo consiglio regionale come primo atto rinnovi il blocco alla raffineria dell'Eni e all'invasione di pozzi e trivelle sia sulla costa sia sulla terraferma. Chiodi impegni tutta la sua autorevolezza per trattare la vicenda con il Governo ricordando al presidente del Consiglio la promessa fatta in campagna elettorale ed evitare che questa regione paghi per decenni una scelta devastante per l'ambiente e la sua economia. In caso contrario la credibilità della politica subirà un ennesimo affronto».

RC:«BERLUSCONI SI RIMANGIA LE PROMESSE ELETTORALI»

«Berlusconi non si smentisce mai, cioè si smentisce sempre. In campagna elettorale si era dichiarato, con Chiodi al suo fianco, contrario al Centro Oli».
Attacca Rifondazione comunista il premier che a tre giorni dal voto, dopo aver fatto svolgere sondaggi in regione, aveva assicurato che il centro oli non si sarebbe fatto.
«Una battuta a cui non avevamo creduto», dicono Maurizio Acerbo e Marco Gelmini, «perchè nel luglio scorso il governo aveva inserito nel Piano triennale di Sviluppo la trasformazione dell'Abruzzo in Regione petrolifera.
Adesso arriva la smentita di fatto con l'impugnazione da parte del governo della norma che bloccava Centro Oli e perforazioni approvata dal consiglio regionale.
Chiodi assuma immediatamente una posizione netta a nome di tutto il popolo abruzzese».
Rifondazione Comunista propone a tutte le forze politiche che nella prima riunione del Consiglio regionale sia di nuovo approvato il blocco di tutti i piani per attività estrattive e di lavorazione degli idrocarburi.
«Berlusconi sappia che, tranne Del Turco, Fratino e Marrollo, in Abruzzo nessuno vuole il Centro Oli. Chiodi deve decidere da che parte stare», hanno detto Acerbo e Gelmini.

18/12/2008 17.48

MELILLA E CAPORALE:«PASSATA LA FESTA GABBATO IL SANTO».

«Berlusconi ha ingannato l’Abruzzo sostenendo in campagna elettorale la sua contrarietà al Centro Oli, ma passate le elezioni ha fatto ricorso alla Corte Costituzionale contro la legge regionale che impediva la costruzione del Petrolchimico di Ortona». Lo sostengono gli esponenti de la sinistra Gianni Melilla e Walter Caporale.
«Gli abruzzesi meditino su questo modo spregiudicato di fare politica. Per quanto ci riguarda continueremo a batterci contro un progetto così negativo per l’ambiente e per l’economia della nostra regione».

COSTANTINI:«BERLUSCONI CONFERMA DI DISPREZZARE GLI ABRUZZESI»

«Avevo detto che Berlusconi disprezzava gli abruzzesi e che Chiodi, scelto da lui, non avrebbe mai potuto opporgli alcuna resistenza. Oggi il disprezzo verso gli abruzzesi e l’inganno perpetrato ai danni degli elettori si è materializzato».
E’ invece ilcommento di Carlo Costantini (Idv).
«Con un sondaggio Berlusconi aveva accertato che gli abruzzesi erano contrari al Centro Oli – ha continuato l’onorevole Costantini -, due giorni dopo sempre Berlusconi era piombato a Pescara per dichiararsi ambientalista convinto, pronto a fare tutto quanto necessario per impedirne la realizzazione. Incassato il voto dei cittadini, il Premier ha atteso solo due giorni per promuovere in Consiglio dei Ministri l’impugnazione della legge regionale 14/08, con la quale il Consiglio Regionale abruzzese aveva bloccato l’iniziativa. Perché oggi e non la settimana scorsa? E Chiodi come difenderà gli interessi degli abruzzesi e quali iniziative metterà in campo contro il governo Berlusconi?».

18/12/2008 18.34

NATURA VERDE:«CHIARIMENTI SUBITO O INSORGEREMO»

«Siamo molto allarmati», dice Giusto Di Fabio delComitato natura verde, «invochiamo il Presidente Chiodi a prendere provvedimenti a tutela del nostro territorio e della nostra Regione, come abbondamente promesso, sia da lui che dal Presidente Berlusconi in campagna elettorale. Ci chiariscano, una volta per tutte cosa sarà della nostra Regione, cioè se l’Abruzzo diventerà petrolifero oppure no, se la nostra salute, l’agricoltura, la pesca e il turismo saranno tutelati oppure saranno sacrificati sull’altare degli interessi delle lobby legate al petrolio. Gli Abruzzesi non vogliono sacrificare tutto quello che con il lavoro e i sacrifici i nostri avi ci hanno tramandato. Insorgeremo e saremo migliaia in occasione della prima seduta del Consiglio Regionale. No alla petrolizzazione dell’Abruzzo»

18/12/2008 19.21

author scritto da ans(i)apublication date sab 03 gen, 2009 15:32

CDM: IMPUGNATA LEGGE SU TUTELA COSTA TEATINA
11012000 (ANSA) - PESCARA, 18 DIC - Il Consiglio dei Ministri ha impugnato oggi la Legge regionale n.14 del 15/10/2008 ''Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 10 marzo 2008, n. 2 (Provvedimenti urgenti a tutela della Costa Teatina)'' con la quale, tra l'altro, si vietava a rilasciare, fino al 31 dicembre 2009, permessi per ''costruire insediamenti di industrie che svolgano attivita' di prospezione, ricerca, estrazione e lavorazione di idrocarburi'', come il Centro oli dell'Eni a Ortona (Chieti). I rilievi riguardano il fatto che la Regione ''agisce in prorogatio'' e, inoltre, che la legge ''Prevede inoltre divieti generalizzati alle attivita' di prospezione, ricerca, estrazione, coltivazione e lavorazione di idrocarburi. Tali divieti contrastano con la normativa nazionale e comunitaria in materia di energia e di liberta' di iniziativa economica''. (ANSA).

author scritto da reposterpublication date dom 18 gen, 2009 18:39



ABRUZZO. Ancora i temi ambientali al centro del dibattito in Abruzzo. Mentre si concedono nuove autorizzazioni a perforare in mare e sulla terra ferma le associazioni continuano la loro battaglia.


Secondo la Federconsumatori si stanno progettando in tutto il territorio abruzzese «interventi ed attività ad alto rischio ed impatto ambientale: tutto ciò è in aperto contrasto con le promesse formulate in campagna elettorale».
La Federconsumatori chiarisce che le infrastrutture energetiche «sono assolutamente cruciali per promuovere lo sviluppo di un territorio, e non possono che sortire benefici, se concepite, e costruite, in armonia con le comunità locali e le peculiarità dell’ambiente».
In altri termini, l’Abruzzo ha sì bisogno di progetti di sviluppo, realizzati però che siano in equilibrio con il suo patrimonio naturale e paesaggistico, e nel rispetto del tessuto democratico e degli interessi locali.
Perciò, Federconsumatori Abruzzo giudica le proposte di trivellazione, destinate alla captazione di prodotti petroliferi sul litorale abruzzese, in particolare a Silvi, nonché il centro Oli di Ortona, tuttora in fase di progettazione, «in piena contrapposizione con le dichiarazioni formulate durante l’ultima contesa elettorale».
Da più direzioni, infatti, nelle fasi di campagna elettorale, in tanti hanno ricordato che per risollevare l’Abruzzo è opportuno puntare sulla bellezza naturale del “cuore verde” d’Europa, ed improntare strategie economiche mirate a sfruttare le potenzialità turistiche dei nostri bellissimi parchi e delle nostre riserve naturali.
«La nostra conclusione», dice Federconsumatori, «è che occorre “pensare” le Infrastrutture in funzione del territorio, dell’impatto ambientale e della sensibilità delle comunità locali. L’Abruzzo, non può dichiararsi “Regione Verde d’Europa” ed avere sul proprio territorio veri e propri detrattori ambientali. Fiumi inquinati, aree dedite a discariche abusive (Bussi), alle quali si aggiungono i rischi ambientali proposti. I consumatori abruzzesi, anche attraverso canoni di depurazione, molte volte non dovuti, pagano per un ambiente sano, lontano da rischi per la salute della collettività».

PRC «NO ALLA DERIVA PETROLIFERA»

Il problema della deriva petrolifera in Abruzzo non riguarda solo Ortona –secondo il Prc di Giulianova- ma circa il 30% del nostro territorio ( entroterra e costa Teramana) che è interessato da richieste per estrazioni di Petrolio e Gas.
In data 18 dicembre 2008 Il Consiglio Provinciale, ha approvato all’unanimità, su proposta del capo gruppo di Rifondazione, Raimondo Sfrattoni, un ordine del giorno in cui impegna il Presidente e la Giunta a «sostenere in tutte le sedi l’assoluta contrarietà della Provincia di Teramo alla costruzione del cosiddetto Centro Oli».
Con la legge regionale 2/2008 si sospende il permesso a costruire relativo al centro Oli (Raffineria) fino al 31 dic.2009.
Il Presidente del consiglio Berlusconi ha inoltrato tuttavia ricorso contro il provvedimento della Regione Abruzzo che blocca gli Insediamenti petroliferi, compreso quello di Ortona.
Il 17 dicembre scorso il Ministro Scaiola ha accolto le istanze delle società petrolifere e dato il via per la ricerca e estrazione in Provincia di Teramo.
«E’ necessario sollecitare il neo eletto presidente della Regione, Gianni Chiodi , a chiedere al governo la revisione dell’intesa Stato-Regioni del 2001 che stabilisce, in sostanza, che in mare lo Stato può procedere come vuole», sostiene Rifondazione di Giulianova, «il secondo passo è quello di bloccare il disegno di legge all’esame del Senato che semplifica una legge del 2004 per il rilascio delle concessioni su cui il Prc ha presentato un esposto all’Unione europea. La trappola è proprio in quel DDL e su questo possono dare battaglia i senatori abruzzesi».

17/01/2009 11.47

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author scritto da reposterpublication date mer 28 gen, 2009 21:45

L'AQUILA. Ieri il consiglio regionale ha approvato all'unanimità una risoluzione sul Centro oli di Ortona.


E' uno dei temi più scottanti da affrontare. E' stato tema dominante della campagna elettorale e degli scontri in aula nella passata legislatura.
Adesso tutti si aspettano che il centrodestra mantenga la sua parola e che si opponga alla costruzione del nuovo centro oli.
Ma all'orizzonte ci sono alcuni interrogativi e soprattutto la paura dei cittadini di non avere solide certezze.
Ma ieri si è comunque compiuto un primo passo importante. I consiglieri regionali Costantini, Di Stanislao, Milano, Palomba, Paolini e Sulpizio (Italia dei Valori) assieme ai Consiglieri Acerbo (Rifondazione Comunista) e Saia (Comunisti Italiani) hanno presentato una risoluzione sul tema..
Con la sua approvazione il presidente della Regione si è impegnato a presentare entro 45 giorni un disegno di legge - da concordare tra lo stesso Chiodi e il ministro per gli Affari regionali, Raffaele Fitto - per consentire al Consiglio di istruire ed approvare una legge «allo scopo di neutralizzare preventivamente gli effetti che potrebbero derivare dall'eventuale accoglimento de ricorso del presidente del Consiglio alla Corte costituzionale».
Nel documento si impegna il presidente Chiodi anche ad assumere entro 45 giorni gli atti per la costituzione e la difesa della Regione nel giudizio instaurato dal presidente del Consiglio dei ministri davanti alla Corte costituzionale.
Chiodi ha ribadito in aula il suo no al Centro oli.
28/01/2009

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author scritto da reposterpublication date gio 19 mar, 2009 18:34

ABRUZZO. Dopo i 45 giorni fissati dal Consiglio Regionale, sono scaduti inutilmente anche i termini processuali stabiliti per la valida costituzione in giudizio della Regione Abruzzo nel ricorso alla Corte Costituzionale contro la legge ‘blocca Centro Oli’, promosso dal Governo Berlusconi.


Il Governo presentò a metà dicembre il ricorso alla Corte Costituzionale sulla legge regionale 14 del 15 ottobre 2008 che bloccava l'insediamento del Centro oli sulla costa teatina.
Per il Governo la legge «presenta diversi profili di illegittimità costituzionale». E la Regione avrebbe «ecceduto della propria competenza in violazione della normativa costituzionale».
Dopo l’impugnativa, però, la Regione si sarebbe dovuta costituire parte civile per difendere le proprie ragioni. Almeno questo aveva promesso Chiodi in consiglio Regionale.
Oggi, alla scadenza del tempo utile, sono subito insorti i consiglieri Maurizio Acerbo di Rifondazione Comunista e Carlo Costantini dell’Italia dei Valori.
Da entrambi la mancata costituzione di parte civile viene visto come un «segnale grave».
«La risoluzione, proposta da IdV, Rifondazione, PdCI, approvata dal Consiglio Regionale all'unanimità», ricorda Acerbo, «lo impegnava a costituirsi in giudizio. Difendere la legge era un dovere per un presidente che si era pubblicamente impegnato in campagna elettorale contro il Centro Oli. Lo era ancora di più», continua Acerbo, «per un presidente che aveva votato una risoluzione che lo impegnava in tal senso».
Il consigliere di Rifondazione ricorda anche che martedì scorso in Consiglio Regionale era intervenuto per ricordare l'imminente scadenza dei termini «ma non ho ricevuto alcuna risposta. Questa è una pugnalata alle spalle degli abruzzesi. E' evidente che per Chiodi la fedeltà a Berlusconi viene prima della lealtà verso i cittadini abruzzesi».
Pesante anche il commento di Carlo Costantini: «Berlusconi affronta i processi o evitandoli completamente, stabilendo per legge che lui non è processabile (con il Lodo Alfano) o costringendo alla contumacia le controparti (in questo caso la Regione Abruzzo) per farseli da solo.
E questo lo sapevo già».
L’esponente dell’Idv, però, ammette di essere rimasto sorpreso: «non immaginavo che Chiodi si rendesse fino a questo punto complice dei progetti dell’Eni e di Berlusconi, addirittura rinnegando il suo stesso voto espresso in Consiglio Regionale. Evidentemente», aggiunge Costantini, «esistono poteri diversi da quelli di rappresentanza degli interessi del popolo abruzzese che lo condizionano pesantemente in alcune azioni o, come in questo caso, omissioni».
A questo punto Costantini chiede un intervento del presidente del Consiglio Nazario pagano: «ora tocca a lui dire agli abruzzesi se intende sanzionare politicamente il comportamento del presidente della Giunta o se intende consentire che il Consiglio Regionale, con quello che costa ai cittadini abruzzesi, possa anche in futuro permettersi di assumere decisioni che poi cadono nel vuoto».

19/03/2009 18.17

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author scritto da SinceraMentepublication date gio 19 mar, 2009 18:47

In allegato Pdf il testo integrale del ricorso del governo

PDF Document ricorsoconsigliodeiministricentrooli.pdf

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