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Continua la battaglia contro il Centro Oli chieti |
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mercoledì 24 settembre, 2008 12:44 scritto da indy_abruzzo_collective imc-arbuzzo at lists dot indymedia dot org
Il Centro Oli EN'Imbroglio! ![]() Il Governo, ignorando completamente la gravissima emergenza ambientale della discarica più grande e pericolosa d'Europa (quella di Bussi), in un documento Mentre in Basilicata, a 15 anni dall'insediamento dell'ENI per l'estrazione del petrolio appaiono a tutte e tutti gli effetti devastanti di quell'impianto che "non porta ricchezza" e non risolve il problema del lavoro, il presidente del consiglio comunale di Ortona Remo di Martino, il signor "ti sparo in bocca", esulta alla notizia del blocco del ricorso al T.A.R. del WWF, che chiedeva la sospensione dell'iter per la costruzione del Centro Oli ad Ortona, ricorso giudicato dal T.A.R. "sbagliato e inammissibile". Nelle poche righe della sentenza, il T.A.R. afferma testualmente che l'interesse energetico è di pari valore (se non superiore) alla salute pubblica. Che quest'ultima fosse da sempre ostaggio degli interessi economici e politici è una verità senza tempo, ma averlo affermato in una sentenza è un ulteriore conferma del ruolo servile dei tribunali di stato. L'ENI festeggia, e il vero fine della classe politica che ha votato per la costruzione del Centro Oli, è svelato ancora una volta. Una battaglia persa [se la sentenza di un tribunale può essere considerata una vittoria] per il movimento no-oil, ma purtroppo per l'ENI ancora un cavillo tiene in scacco la costruzione del Centro Oli. Il 4 ottobre, con un telegramma inviato ai proprietari dei due appezzamenti di terra, l'ENI scrive: "«Se entro martedì 7 non firmate l’atto di vendita, oltre a restituirci il doppio della caparra, ci pagherete anche i danni per la mancata realizzazione del Centro Oli». Firmato: Eni". Una minaccia per nulla velata del gigante del petrolio contro i due contadini e contro tutto il movimento contro il Centro Oli.
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