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Remo di Martino ci ripensa?

category pescara | ecosistemi | altri media author mercoledì 24 settembre, 2008 11:22author scritto da comitato natura verde

In merito all’articolo apparso sulla pagina di Ortona-Guardiagrele de Il Centro del 16 settembre 2008, questo Comitato Natura Verde sottolinea:


Se la questione del Centro Oli e della petrolizzazione della regione non fosse una tragica minaccia posta sulla testa dell’Abruzzo, ci sarebbe da ridere al teatrino cui ci è dato di assistere.

Leggere titoli come “Di Martino ci ripensa” oppure “Ora il presidente condivide il progetto di tutela costiero” ci fa rabbrividire, perché sappiamo non corrispondere al vero.

I cittadini abruzzesi che da più di anno hanno hanno visto il loro sonno minacciato dall’incubo petrolchimico, sanno bene chi sono i protagonisti di questa tragedia (perché di questo si tratta):
- Da una parte centinaia di migliaia di abruzzesi disposti a tutto pur di salvare il loro lavoro e la salute delle loro famiglie (resterà nella storia di questa regione la straordinaria partecipazione all’Emiciclo de L’Aquila lo scorso 4 marzo, per far approvare, a furor di popolo, la legge regionale che bene o male ha bloccato fino ad ora il Centro Oli) supportati dalle cantine sociali, dalle amministrazioni comunali e, adesso, (è proprio il caso di dire “Grazie a Dio”) dai vescovi abruzzesi e molisani;
- dall’altra una esigua minoranza composta da pochissime persone però molto influenti quali, oltre ovviamente all’Eni e alle altre aziende petrolifere associate nel progetto, hanno avuto l’onore di distinguersi: l’ex governatore della regione ora accusato di aver percepito tangenti sulla sanità, la Confindustria regionale, alcuni sindacalisti e, in loco, l’attuale sindaco di Ortona (nonché concessionario del porto che vuole a tutti i costi diventare petrolifero per accogliere quante più petroliere possibili) ed il presidente del Consiglio comunale REMO DI MARTINO.

Lungi da noi il pensare che, in vista delle prossime elezioni regionali, qualcuno con cui ci siamo dovuti continuamente confrontare e scontrare, possa oggi pensare di cavalcare la tigre dell’ostilità popolare al Centro Oli. E’ anche vero però che l’amministrazione comunale di Ortona, in prima linea nello sponsorizzare i meragliosi scenari prospettati dalla costruzione del petrolchimico nel suo territorio, aveva nel suo programma elettorale tutt’altro: energia pulita da fonti rinnovabili e via dicendo. Oggi non può certo pensare (e non ci sembra in verità che lo stia facendo) di potersi presentare alle elezioni regionali (alle quali Di Martino è candidato) quale difensore degli interessi della costa: non si possono sposare allo stesso tempo due spose così profondamente nemiche.

Un appunto però vogliamo farlo direttamente allo stesso Di Martino. NON È ASSOLUTAMENTE VERO (e sfidiamo il presidente del Consiglio comunale di Ortona a dimostrare il contrario) che la votazione dello scorso 4 ottobre che ha approvato la variazione di destinazione d’uso dei terreni su cui costruire il Centro Oli sia “un atto conclusivo di un iter avviato cinque anni prima e su cui NESSUNO AVEVA MAI SOLLEVATO DUBBI”. Ciò che resta agli atti è invece la risoluzione del 25 settembre 2007 del Consiglio regionale Abruzzese dove si legge testualmente: “Il Consiglio Regionale d’Abruzzo [...] IMPEGNA LA GIUNTA REGIONALE ad intervenire urgentemente con atto proprio, ispirato al principio di precauzione ed a norme di autotutela, sul Sindaco e sul PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE affinché il Comune di Ortona si astenga da ogni decisione in merito al Progetto e al permesso di costruzione del Centro Oli per il trattamento di idrocarburi liquidi e gassosi in contrada Feudo, NON PROCEDA A DELIBERARE LA VARIANTE URBANISTICA AL VIGENTE PRG, in quanto andrebbe a violare il titolo VII art. 68 della L.R. n.18/1983, nonché per via delle infrastrutture di trasporto del greggio l’art. 80 della stessa legge ed il piano paesistico regionale; la delibera comunale verrebbe inoltre a mancare, allo stato degli atti, di idoneità e presupposti di legge poiché andrebbe ad interessare un ambito di area vasta
al di là dei confini comunali, livelli superiori di programmazione territoriale, sistema di trasporti e mobilità, bilancio idrico, protezione ambientale, politiche energetiche, politiche agricole, tutela della salute.”

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