donate

Eventi in Arrivo

nessun evento corrisponde alla tua ricerca!

IMC network

Feed da: ecn.org/antifa

Nessuna storia disponibile

Aree Geografiche

L'Aquila
Teramo
Pescara
Chieti
Marsica
brad will

ngvision

settaggi utente

  • ingrandisci testo >>

[Centro Oli] Forum sugli impatti ambientali

category chieti | ecosistemi | notizie author giovedì 07 agosto, 2008 15:42author scritto da proposte per chieti

L'idea di mettere a confronto in ambito accademico i diversi pareri è eccellente. Sarebbe stato meglio prima di concedere autorizzazioni, ma l'importante è che ora l'incontro ci sia stato e che i politici cui spettano le decisioni fossero presenti e attenti. Ne sapete qualcosa?

locandina forum
locandina forum

ESSERE (DIS)INFORMATI

Il TGRegione ne ha dato notizia il giorno stesso alle 19,45. Ha detto che l'inquinamento è stimato nei limiti di legge, in piena compatibilità con le attività che si svolgono nel luogo e l'Eni avrebbe chiarito che non si tratta di una raffineria. Questa affermazione è stata fortemente contrastata dalla professoressa D'Orsogna sulla base di una pagina web in cui l'Eni utilizza il termine "raffineria".

La RAI ci sta dicendo così che la faccenda del Centro-Oli è un falso problema e ci lascia intendere cose poco lusinghiere su questa scienziata venuta dagli Stati Uniti a puntualizzare l'uso delle parole. Gli altri giornali tacciono. Però io non mi sento per niente rassicurato, anzi, sono più angosciato di prima, perché io a quel Forum ci sono stato. Le relazioni le ho ascoltate. Mi sono anche guardato intorno per capire quanti politici fossero presenti: ho riconosciuto solo D'Alessandro, consigliere regionale PD. Credo non ci fosse nessun'altro.

LA CONFERENZA

Non mi è sembrato che la professoressa D'Orsogna facesse questioni di vocabolario e non era l'unica a fare previsioni inquientanti. La relazione del prof Angelucci sugli aumenti di patologie tumorali che verranno da quel tipo di inquinamenti non deponevano a favore del progetto; le previsioni del prof. Ledda sulle modificazioni del DNA non erano meno spaventose; l'appello del prof. Di Plinio a revocare tutte le autorizzazioni concesse era chiarissimo.

I rappresentanti dell'Eni non hanno confutato le relazioni scientifiche. Si sono limitati a dire che il problema non c'è.

Al di là della questione terminologica sulla raffineria (che resta ancora da chiarire) per tutto il resto ci sono dati scientifici evidentemente indiscutibili sul piano fisico, chimico, statistico e sanitario.




Tutto vero quindi: alto rischio di esposioni, aumento di tumori, alterazioni del DNA nelle generazioni future, diminuzione delle nascite, bambini malformati, acqua aria e terreni contaminati, scorie chimiche e rottami che resteranno dispersi dovunque per sempre, adulti e bambini con una speranza di vita ridotta e di conseguenza sono realistiche anche le catastrofiche ricadute sull'economia: il vino e l'olio abruzzese saranno invendibili, l'acqua non sarà più quella di prima, il mare sarà irriconoscibile. Tutto vero, gli ingegneri dell'Eni non lo smentiscono, ci chiedono solo di non fare i catastrofisti, di fare uno sforzo per cogliere l'opportunità che ci stanno generosamente offrendo, ci dicono di non stare fermi a questi concetti arcaici di agricoltura, turismo, ambiente, salute, qualità dei cibi e dell'aria... bisogna muoversi, che diamine!

Idrogeno solforato? basta non pensarci, che problema c'è! Lo sfoggio di sorrisi da parte dei signori dell'Eni era in terribile contrasto con il viso cupo, pallido, estremamente teso del prof. Di Biase che coordinava l'incontro.

Il maggior rappresentante dell'Eni ha riconosciuto che quello abruzzese è petrolio di qualità scadente e di quantità limitata, ma ha detto che bisogna raschiare anche il fondo del barile, ha detto che prenderanno tutto il petrolio che ci sarà da prendere, sia quello già individuato in terra e in mare, sia quello che si potrebbe trovare nei prossimi scavi esplorativi sulla Maiella. L'Eni non ha mai negato e non ha mai nascosto queste cose: è così, lo sanno tutti, è il prezzo da pagare per lo sviluppo!

Qualcuno alla fine ha cercato di tirare le somme dicendo che il Forum non ha raggiunto il suo scopo perché non s'è trovato un punto di mediazione tra le due tesi contrapposte. Non capisco: era una conferenza scientifica o una trattativa commerciale?




Dopo circa cinque ore di conferenza sono tornato a casa continuando a domandarmi quale fosse l'altra tesi, visto che le relazioni degli scienziati non erano in alcun modo smentite da chi si limita a dire di essere bravo, a dire che il petrolio si estrae in tante parti del mondo, che loro sono così buoni che non metterebbero mai in pericolo la salute delle persone. Semplici pacche sulle spalle, in sostanza. Ma l'altra tesi qual è?

LA TEORIA RELATIVISTICA DEI DANNI

Con un po' di sforzo alla fine ci sono arrivato: ho capito che il punto debole di tutto il teorema scientifico sta nell'impossibilità di dimostrare che 30,00 particelle sono più di 0,005. La virgola è relativa, la collocazione degli zeri è molto discutibile, questo si sa, quindi anche voi che siete sicuri di poter dire che 30 è maggiore di 20, e sei volte maggiore di 5 e trenta volte maggiore di 1, non potete più esprimervi in un giudizio che contrappone 30,00 a 0,005. Qui è tutta una questione (molto relativa) di come mettere gli zeri, senza i quali ti resta in mano un 5 che è maggiore di 3!

Assodato quindi che la matematica non può esprimersi in un campo così relativo come quello del contare le particelle presenti nell'aria, potete ben capire che se l'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di non esporre le popolazioni a un inquinamento da idrogeno solforato (H2S) superiore a 0,005 particelle per milione e nell'America del petroliere Bush la legge stabilisce un limite massimo di 0,001 (cinque volte di meno, vogliono stare più tranquilli) e nel Massachussets, terra di scienziati, il limite è ancora più basso 0,0006 (vogliono stare ancora più tranquilli, forse l'OMS ha un po' largheggiato) in Italia la legge ha posto il limite di 5, così senza zeri o con gli zeri a seguire (tanto a che servono gli zeri?) attenzione però, questo limite di 5 particelle per milione non vale per i petrolieri. Una legge uguale per tutti se la possono fare gli americani con le loro note tendenze comuniste, noi italiani siamo creativi, l'uguaglianza non ci piace: per i petrolieri (solo per loro) il limite cambia, la salute non è la stessa, loro possono mettere nell'aria anche 30 particelle per milione. No, non ci faranno male, state tranquilli, perché siamo nei limiti di legge.

Se poi l'Organizzazione Mondiale della Sanità non ha ancora capito che le particelle di H2S emesse da impianti petroliferi italiani sono diverse, più buone, di quelle emesse da altre industrie o dalle cattivissime particelle americane, allora possiamo mandare i manager dell'Eni a spiegare nelle università americane la Teoria relativistica dei danni detta anche Teoria della verità solforata. Se il prof. Andreussi è troppo impegnato con le sue imprese o semplicemente non vuole fare una clamorosa figuraccia, allora ci vado io a spiegare questa bella teoria da premio Nobel agli americani. Preferisco prendermi pernacchie e pomodori in faccia piuttosto che restare qui a respirare le 30 particelle H2S che tra poco ci saranno inalate a domicilio 24 ore su 24. Voglio scappare!

CONCLUSIONE (seria)

Una classe politica degna di questo nome, non sfugge, ha il dovere di rappresentare gli interessi degli elettori e deve giudicare il progetto in base al parametro dell'OMS. Se, come sembra, gli impianti non possono rispettare il limite imposto per la tutela della salute umana allora deve revocare le autorizzazioni. Questo è l'unico modo sensato di utilizzare la discrezionalità amministrativa senza far torto a nessuno. Il decreto ministeriale ad petroleum col suo parametro risibile (se non fossero tragiche le conseguenze) non impedisce alle regioni di fare valutazioni più accurate.

Ma in questo momento la cosa più incresciosa è questo nascondersi dietro la legge regionale del 4 marzo: quella è una legge provvisoria, ha posto un divieto che ha una scadenza come una busta di latte. Prima di dicembre è necessario trovare le soluzioni vere. E' necessario agire con serietà, trasparenza, senso di responsabilità, anche con coraggio se necessario, altrimenti quella legge che ora ci sta proteggendo diventa una bomba ad orologeria!

Related Link: http://chieti.blogspot.com/

© 2001-2009 Independent Media Center - Abruzzo. Tutto il contenuto è liberamente riutilizzabile, può essere stampato e può essere copiato in rete e altrove, per scopi non commerciali e citando la fonte. Le opinioni sono quelle di chi contribuisce e non sono per forza condivise da Independent Media Center - Abruzzo. Disclaimer | Privacy

abruzzo.indymedia.org e