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sabato 12 luglio, 2008 10:06
scritto da V
gli infami di primadanoi danno i dati alla postale degli utenti che commentano sul loro sito
Le tante querele arrivate a primadanoi.it, rivolte agli utenti che hanno commentato nel corso di questi mesi gli articoli sul giornale-online, hanno portato alla decisione della testata giornalistica abruzzese a donare alla polizia i log degli utenti che hanno utlizzato quello strumento per comunicare ed esprimere la propria idea.
Come se questo non bastasse, si augurano nel comunicato seguente, che le condanne possano essere esemplari, e che la loro è una lotta per la libertà. Evidentemente non c'hanno capito molto di libertà.
INFAMI E AMICI DELLE GUARDIE.
Chi frequenta questo sito, sa quanto in queste pagine si cerchi il più possibile di garantire e tutelare la privacy delle persone. Indymedia Abruzzo non mantiene i log degli utenti che postano sul sito.
dalla policy:
/*anonimato*/
La scelta di tutelare l'anonimato e la privacy e' una scelta politica. Per questo motivo Indy_Abruzzo non registra gli indirizzi IP di coloro che pubblicano post su questo sito, garantendo il piu' possibile l'anonimato di chi desidera pubblicarvi.
Consiglio a tutti gli utenti di primadanoi.it di ripubblicare gli articoli su indymedia, e commentarli su questo sito.
il comunicato degli infami di primadanoi,it:
Ormai iniziano a diventare un numero consistente le querele mosse verso alcuni commentatori di PrimaDaNoi.it . Rischi collaterali della piazza virtuale più grande d'Abruzzo?
Probabilmente solo il comportamento scriteriato di qualcuno che crede di essere al sicuro dietro lo schermo e di poter lanciare accuse infamanti senza essere individuato.
Peccato che si sbagli di grosso.
Una grana anche per il giornale che certo non ha bisogno di questi ulteriori problemi. Per noi che scriviamo così tanto, fra l'altro, è un paradosso grottesco dover pagare le conseguenze di quello che hanno detto altri.
Noi lo abbiamo detto più volte: la libertà è una delle cose più importanti e con grandi sacrifici siamo riusciti a creare –parallelamente alla sezione giornalistica- un luogo di incontro di migliaia di persone che come al bar o nelle piazze possono scambiare liberamente le loro opinioni su qualunque argomento trattato nei nostri articoli.
Come tutte le libertà anche questa ha dei limiti ben precisi che sono tra l'altro chiaramente identificati nel contratto che ogni utente deve sottoscrivere e prima ancora leggere attentamente.
E' chiaro ad ogni persona di buon senso sa che accusare, utilizzare turpiloquio, inneggiare a discriminazioni di ogni genere, infangare la dignità di chicchessia o semplicemente offendere sono cose punibili sia nel mondo reale che qui.
E siccome il codice penale non è un'opinione molte persone che sono state offese (politici e amministratori prima di tutto) hanno deciso di agire legalmente denunciando chi esagera e si nasconde dietro un nick falso ma lasciano delle tracce precise del suo passaggio. Tracce che di solito la polizia postale riesce a decifrare con certezza fino a bussare direttamente alla porta di chi riceverà la brutta sorpresa.
E certi casi di violazione sono davvero giganteschi, eclatanti e palesi tanto che noi ci auguriamo possano fioccare condanne esemplari.
In alcuni casi –e qui parliamo da esperti- la sentenza è praticamente certa per l'enormità delle cose dette tanto da non poter immaginare quale potrà essere la linea difensiva.
Ormai per noi della redazione è diventato praticamente impossibile controllare ogni commento poiché siete sempre di più, così come i contributi, per fortuna utili e preziosi, che sembra quasi sentiate ormai il bisogno di lasciare.
E' impossibile per noi controllare tutto come è successo ieri quando un solo pezzo è riuscito ad ottenere quasi 80 commenti diversi ed è chiaro, dunque, che anche frasi eccessive e palesemente in violazione delle regole possano continuare a rimanere on-line e visibili a tutti.
Per questo vi invitiamo ancora una volta a scriverci immediatamente qualora leggiate frasi offensive e chiaramente diffamatorie.
Fate affidamento in tutta tranquillità alla mail della redazione
(redazione@primadanoi.it) e ci aiuterete così anche a limitare i danni agli sciagurati commentatori.
Finora sono stati pochissimi gli utenti censurati che non hanno più la possibilità di esprimere il loro pensiero su queste pagine e solo in seguito a gravissime violazioni ripetute, nonostante i nostri avvisi.
Stiamo inoltre valutando la possibilità di costituirci parte civile contro tutte quelle persone che con commenti offensivi e diffamatori non fanno altro che ledere la nostra immagine e produrre un detrimento per la nostra testata.
Il nostro obiettivo è quello di far rimanere questa una piazza esemplare di una "città" civile magari anche elegante dove oltre le buone intenzione spicchino i buoni esempi.
Ma questo non deve servire a spaventare chi con onestà e civiltà intende esprimere il suo pensiero, la sua rabbia, magari la sua indignazione se tutto questo avviene nei limiti consentiti.
Ci auguriamo, dunque, che possano aumentare sempre di più le persone che vorranno dire la loro e contribuire ad arricchire i nostri articoli che, per quanto accurati e spesso faticosi, non potranno mai essere completi e raccontare tutta la verità. Ci saranno sempre dei particolari che ci sfuggiranno, dei trascorsi, delle relazioni, delle riflessioni che mancheranno e per questo contiamo sul vostro prezioso aiuto.
Vi invitiamo per questo ad evitare stupide contrapposizioni, scontri, sterili ripetizioni, il nostro augurio è che magari da queste pagine si possa dimostrare come, attraverso un confronto, si possa giungere a soluzioni auspicabili o semplicemente dimostrare come una discussione non sia mai inutile.
UN ARTICOLO DEL CODICE DA RICORDARE
Art. 595 Diffamazione
Chiunque comunicando con più persone, offende l'altrui reputazione, e' punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a 1.000 euro.
Se l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto determinato, la pena e' della reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a 2.000 euro.
Se l'offesa e' recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico, la pena e' della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a 500 euro.
Se l'offesa e' recata a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, o ad una sua rappresentanza, o ad una Autorità costituita in collegio, le pene sono aumentate.
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