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venerdì 27 giugno, 2008 16:49 scritto da indy_abruzzo_collective imc-abruzzo at lists dot indymedia dot org
I dubbi sul progetto sono molti, legati alle tante omissioni nella relazione tecnica dell'Eni, che non ha specificato il sistema di trasporto, il sistema di trasformazione dei gas estratti, le sostanze che verranno utilizzate, i dettagli sulla rete, il fabbisogno idrico, lo smaltimento dei rifiuti e l'esistenza o meno di eventuali fasi nocive di lavorazione degli oli estratti. Nonostante questo, la giunta regionale tra il 4 e il 27 aprile 2007 approva l'impresa, con una tanto inusuale quanto sospetta velocità [la richiesta dell'ENI]. Se da un lato la procura di Chieti il 29 gennaio 2008 apre un'inchiesta sull'intera vicenda avviando un lungo lavoro di indagine, per stabilire se la contestatissima procedura amministrativa fosse "pulita", dall'altro vengono organizzate una serie di dimostrazioni e contestazioni al progetto [1 - 2 - 3 - 4 - 5]. Il tutto è condito da immancabili vicende di ordinari conflitti di interessi: il presidente di Confindustria Abruzzo, Calogero Marrollo, oltre ad essere preoccupato per “il ritardo dello sviluppo socio economico del Territorio” ha molti buoni motivi per sostenere il progetto, così come l'ingegnere ambientale che doveva fare lo studio "imparziale", Il Prof Andreussi, non è solamente il Direttore della Tea Sistemi SpA [azienda legata alla ENI], ma è anche il padrone di alcune aziende che operano nello stesso settore. Inoltre il sindaco di Ortona Nicola Fratino [e il suo braccio destro Remo di Martino, soprannominato da molti "io ti sparo in bocca" dopo un'uscita fatta ad una mamma ortonese attiva nel moviemento antipetrolifero], che con la sua giunta ha dato il via libera ai lavori, è guarda caso il titolare della ditta di spedizioni portuali ortonese "Fratino" [è facile immaginare i proventi di questa azienda con decine o centinaia di petroliere in viaggio] oltre che essere fondatore e membro del Consorzio Industriale Abruzzese che si è precostituito per costruire le infrastrutture del Centro Oli. A condire d'amarezza ulteriore la vicenda, è la richiesta fatta dal consiglio comunale ortonese per l'abrogazione della legge regionale, faticosamente approvata, che aveva deciso di bloccare la costruzione del Centro Oli fino al 31 dicembre 2008, minacciando a gran voce di rivalersi con azioni legali nei confronti dei residenti della zona, signoli cittadini e dei comitati spontanei [1 - 2 - 3] sorti nel corso dell'ultimo anno, che lottano in difesa del proprio territorio contro il centro oli. L' intento di deturpare la regione dei parchi non ha tregua: se il progetto del centro oli rimarrà congelato fino al nuovo anno, vanno avanti, invece, i lavori nei pressi del porto di Ortona per l'installazione di alcune piattaforme semisommergibili, destinate all'estrazione di idrocarburi e di gas naturale. L'obiettivo energia infatti viene ribadito dal presidente della Regione Del Turco, il quale ha dichiarato che in Abruzzo saranno costruiti 3 termovalorizzatori nelle aree interne [1 - 2 - 3 - 4 - 5] Approfondimenti: * * * * * * * |
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