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Centro Oli - dopo la contestazione di domenica, Del Turco stronzeggia ....

category chieti | ecosistemi | notizie author martedì 19 febbraio, 2008 11:48author scritto da Radisol

Centro Oli: «Del Turco: «mi batterò contro i contestatori»

ORTONA. «Mi batterò contro chi ritiene che, respingendo i progetti di sviluppo di un colosso come l'Eni, si faccia del bene alla collettività abruzzese».

I fischi ricevuti domenica mattina in piazza Salotto durante il comizio di Veltroni da parte del comitato contrario al progetto Eni sembrano non aver scosso più di tanto il presidente Del Turco che proprio dopo la contestazione torna a ribadire l'importanza del progetto.
«Riuscire ad attrarre investimenti da parte di realtà di caratura internazionale come lo stesso Eni o Finmeccanica Micron, Honda o Sevel», ha detto ieri pomeriggio nel corso di una riunione con le forze sociali, sindacali ed economiche abruzzesi, «rappresenta un obiettivo importante per qualsiasi governo regionale».
Per Del Turco i contestatori sono quindi da combattere e bisogna proseguire per la propria strada.
Lui non parla di cittadini preoccupati per la sorte del proprio territorio ma di «una sollevazione popolare, fomentata da un gruppo di persone mosse da vari interessi» e ha sottolineato nuovamente che «il Consiglio comunale di Ortona si è mostrato favorevole all'insediamento ad Ortona del Centro Oli».
Adesso proprio questi contestatori «rischiano di mettere un freno alla politica di rilancio del nostro settore produttivo. Peraltro, - ha concluso - non va affatto trascurata la circostanza che, in un momento di particolare scarsità di risorse economiche, la riscossione delle relative royalties, come è avvenuto, ad esempio, nella Basilicata, dove non ci sono state grosse ripercussioni sul sistema delle produzioni agricole o sul mercato turistico, potrebbe contribuire a sostenere diversi settori della nostra economia».
E intanto chi domenica mattina sventolava cartelli con le frasi "No al petrolchimico", "Liberi dai veleni" e "Un Abruzzo verde e sostenibile si può fare" ribadiscono l'importante mobilitazione cittadina.
«E' una mobilitazione straordinaria per l'Abruzzo», ha spiegato Giorgio Rigon del Comitato NaturaVerde.
«La protesta contro il Centro Oli ha risvegliato le coscienze di migliaia di cittadini».
Agricoltori, studenti, liberi professionisti, operai e casalinghe: «gli abruzzesi hanno capito che una scelta in favore del petrolio sarebbe irreversibile e precipiterebbe il nostro territorio in un baratro. La nostra economia, fatta di agricoltura e turismo, subirebbe danni incalcolabili e la salute dei cittadini verrebbe esposta al rischio costante di sostanze tossiche quali l'idrogeno solforato».
Una protesta che gli stessi ideatori definiscono «compatta e ordinata», «capace di portare anche soluzioni alternative e concrete».
«Non bisogna avere paura di dire no o pensare che quando una decisione è stata presa i cittadini non abbiano più possibilità di rinegoziarla – ha commentato Antonio Bianco, coordinatore del progetto Ecovie - Il modello di sviluppo legato a infrastrutture nocive per l'ambiente e per l'uomo si sta esaurendo, produce veleni e non si lega a nessuna delle vocazioni del nostro territorio, che pure ha bisogno di essere rilanciato. Il mercato turistico internazionale chiede natura, non petrolio».

19/02/2008 9.23

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