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Grave attacco allo slai cobas

category italia | repressione | comunicati author giovedì 08 novembre, 2007 12:54author scritto da Carlo

La montatura giudiziaria contro lo SLAI COBAS per il sindacato di classe poggia sul nulla e...

slai_cobas.jpg

Al sindacalismo di base e di classe
Al movimento proletario e comunista

Grave attacco allo slai cobas per il sindacato di classe, ai lavoratori e alle lotte dei lavoratori
di Taranto e delle altre città, oggettivamente al servizio dello stato dei padroni, lo stato di polizia, dei padroni, Fiat Sata e Ilva/Riva in testa.

In occasione della seduta del riesame presso la Procura di Potenza tenutasi il 6 novembre in merito alla montatura giudiziaria contro lo slai cobas per il sindacato di classe di Taranto, Palermo, Marghera, Bergamo, Milano, Ravenna, e che ha toccato anche compagni a Siena, Perugia, ecc e 4 delegati e avanguardie operaie della Fiat Sata non appartenenti allo slai cobas per il sindacato di classe, accusati tutti del 270bis e 272, per l'attività alla Fiat Sata, ma anche all'Ilva Taranto,Cantieri navali e Fiat Termini Imerese, Dalmine BG, Enichem Ravenna/Marghera,abbiamo finalmente potuto leggere le carte, con tanti omissis e pagine bianche, e sapere su cosa si basa la montatura giudiziaria in corso.
Si tratta di una lettura, fatta dalla Digos e dall'antiterrorismo e recepita integralmente dal PM di Potenza, tendenziosa e deformata della attività alla Fiat Sata e della stampa operaia e comunista che produciamo e diffondiamo, utilizzata per dire che l'intera attività di lotta e
organizzazione sindacale di classe che sviluppiamo in questi anni è finalizzata al terrorismo e all'eversione dell'ordine democratico.
Metteremo presto a disposizione dei lavoratori e di tutto il movimento di classe queste carte, compreso la smentita confutazione dell'articolo di Panorama n° 44, per fare chiarezza e lottare contro la montatura e a sostegno dell'iniziativa nazionale che prepariamo alla Fiat Sata e in altre fabbriche del nostro paese.

La cosa però che ci ha lasciato sgomenti è che la conclusione del rapporto dell'antiterrorismo a base dell'inchiesta conclude così:
"l'affermazione investigativa in parola, vera e reale, trovava conferma nella immediata quanto autorevole sconfessione giunta dall'esecutivo nazionale dello "Slai Cobas" di Milano/Pomigliano d'Arco il quale dichiarando gli odierni indagati assolutamente estranei alla loro organizzazione sindacale e diffidandoli dall'utilizzare per comunicati futuri la sigla sindacale "slai cobas", emetteva in data 13/3/2006 il seguente inequivocabile comunicato stampa:in merito a comunicati stampa apparsi su Indymedia a firma "Slai cobas per il sindacato di classe" e "Slai cobas Dalmine", coi quali si indice una conferenza stampa sui fatti di sabato scorso a Milano, per lunedì 13.3.2006... (si tratta dell'immediata mobilitazione per gli arresti degli antifascisti dell'11 marzo, tra cui vi erano operai anche iscritti allo slai cobas per il sindacato di classe - ndr)... e in merito a tutti i comunicati a firma "Slai Cobas per il sindacato di classe" di Palermo, Taranto, Ravenna, o Melfi (il rapporto della Questura sottolinea 'Melfi' - ndr), precisa che i firmatari di questi comunicati non fanno più parte dello Slai cobas, da anni non sono più tesserati allo Slai Cobas e sono già stati più volte diffidati dall'usare la sigla "Slai Cobas".

Vale a dire questa "diffida" viene utilizzata dall'Antiterrorismo per dire che non siamo e nè svolgiamo attività da Slai Cobas, bensì che siamo
un'"associazione sovversiva con finalità di terrorismo".
Si tratta di un documento/diffida che è stato riproposto proprio in questi giorni dall'esecutivo nazionale dello slai cobas a firma di Corrado Delle
Donne, per prendere le distanze dai lavoratori e dai compagni dello slai cobas per il sindacato di classe.

Che questa azione non sia isolata è stato immediatamente confermato da alcuni fatti gravissimi avvenuti negli ultimi due giorni. L'esecutivo
nazionale dello slai cobas ha inviato alla stampa anche di Taranto questa comunicazione di diffida, che è stata immediatamente presa a volo dai padroni che gestiscono gli appalti comunali di Taranto - dove lo Slai cobas per il sindacato di Taranto è forte e in alcuni casi assolutamente maggioritario, dove conduce da mesi una grande, straordinaria lotta, una vera rivolta sociale contro la precarietà - per disdire incontri sindacali, inviando tale comunicazione per conoscenza a Corrado Delle Donne; e viene utilizzata all'ILVA di Taranto e distribuita da attivisti sindacali dei Confederali per togliere la legittimità della presenza dello Slai cobas per il sindacato di classe Ilva/appalto che ha messo sotto processo infinite volte padron Riva per truffa ed estorcione, attacco ai diritti dei lavoratori, orari di lavoro, salari e soprattutto per gli omicidi bianchi,rendendo questa organizzazione un punto di riferimento nazionale nella lotta per la sicurezza sui posti di lavoro.

Ma non ci si è fermati neanche a questo. L'esecutivo nazionale, capeggiato da Delle Donne, ha comunicato alla stampa di aver nominato "responsabile per Taranto" Mara Malavenda, esponente dello slai cobas di Pomigliano.

I lavoratori dello slai cobas per il sindacato di classe di Taranto hanno usato espressioni molto colorite, dialettali e non, verso questa attacco,
oggettivamente filopadronal, statale, svolto dall'esecutivo nazionale dello slai cobas.

Il tentativo di criminalizzare i coordinatori provinciale dello slai cobas per il sindacato di classe di Taranto, Calderazzi Margherita e Ernesto
Palatrasio e quelli di altre città, di togliere la rappresentanza sindacale e favorire anche il licenziamento dei suoi rappresentanti sui posti di
lavoro, costituisce un atto di una gravità inaudita che nessun dissenso e contrasto sindacale anche radicale giustifica e può giustificare. E' contrario ai principi base dello Statuto stesso dello Slai cobas e ad ogni etica classista e proletaria.

Si tratta di un'azione che contrasteremo in tutti i modi per proseguire la lotta dei lavoratori e il nostro contributo al sindacalismo di base e di
classe.
La Fiat, Riva, e padroni non hanno nessuna possibilità di riuscita.

Ma non è una questione che riguarda solo noi e la nostra tuttora piccola ma significativa esperienza in corso. Crediamo che debba riguardare tutti gli
operai e i lavoratori che tuttora fanno riferimento allo Slai cobas nazionale, con i quali siamo stati sempre uniti nel sostegno alla loro lotta e nella solidarietà contro licenziamenti e repressione, come tutti sanno; e riguarda l'intero sindacalismo di base e di classe e il movimento proletario e comunista: se si deve ritenere simile degrado accettabile e compatibile con la linea, la prassi e la battaglia che si sta facendo in questo difficile momento contro l'attuale governo dei padroni, lo Stato di polizia e la repressione antiproletaria.

A Taranto, come pensiamo nella altre realtà, le affermazioni dell'esecutivo nazionale dello slai cobas sono risultate ridicole e si sono unite allo
sdegno dei lavoratori, e l'intero sindacalismo di base e di classe della nostra regione è in queste ore saldamente unito, insieme a tante forze della
sinistra politica e sociale nell'organizzare compatti lo sciopero e la manifestazione regionale a TARANTO il 9 novembre. Consideriamo che questa sarà anche una prima risposta alla sciagurata azione dell'esecutivo nazionale.
Così come nelle prossime settimane analoghe risposte verranno da Melfi/Potenza e da tutte le realtà di fabbriche e di lavoro oggetto in questo momento della criminalizzazione.

SLAI COBAS PER IL SINDACATO DI CLASSE - NAZIONALE

TA 6.11.07

cobasta@libero.it

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