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Amici di Grillo e termovalorizzaotri

category marsica | ecosistemi | altri media author mercoledì 17 ottobre, 2007 09:33author scritto da Amici di beppe grillo

L'Aquila, 3 ott. - Gli amici di Beppe Grillo dell’Aquila e provincia si attivano per sensibilizzare la popolazione marsicana e abruzzese in merito al progetto di realizzazione di 6 termovalorizzatori e si uniscono alla protesta di tutti quei cittadini e associazioni che stanno lottando per fermare l’iniziativa.
CONVEGNO: L'ECONOMIA DEL RICICLO IN ABRUZZO

Da quasi un mese, sul sito degli Amici di Beppe Grillo dell’Aquila e provincia e, da molto più tempo, in altre associazioni, si dibatte e si cercano informazioni dettagliate su un argomento scottante che riguarda la costruzione di inceneritori nella provincia aquilana, concentrati soprattutto nella zona della Marsica. Gli Amici di Grillo ci inviano il seguente comunicato allegando una figura che illustra cosa accadrebbe sul nostro territorio se andassero in porto tutte le realizzazioni.

La storia comincia il 16 gennaio 2007 quando, sulla Gazzetta Ufficiale, il Ministero dell’Ambiente pubblica un bando in base al quale piccole, grandi e medie imprese possono ricevere contributi per l’acquisto di impianti finalizzati alla produzione di energia da fonti rinnovabili.
Questo è quanto è stato ottenuto ad oggi in termini di finanziamento:
• Per la riconversione dell'ex zuccherificio di Celano è prevista la realizzazione di una centrale elettrica da 30 MW alimentata da biomasse lignocellulosiche provenienti da una filiera agroforestale e da coltivazioni dedicate.
• A Trasacco dovrebbero arrivare 1.800.000 euro per una centrale a ciclo anaerobico da 0,6 MegaWatt di potenza, alimentata con 15.000 tonnellate di scarti agricoli e fanghi organici, per uno sfruttamento di 750 ettari di terreno.
• Per una simile centrale a ciclo anaerobico ad Ortucchio (1/3 di MegaWatt di potenza) sarebbero destinati 3.600.000 euro. Bruceranno 80.000 tonnellate di scarti agricoli e fanghi organici sparsi su 200 ettari. Un totale di 4.000 ettari di terreno sfruttato. Si parla di produzione di compost e di teleriscaldamento per serre .
• A Collarmele è prevista una centrale da 35 MegaWatt di potenza per la produzione di biodisel (75.000 tonnellate l'anno). Bruceranno 130.000 tonnellate di resti di biodisel e 80.000 tonnellate di resti legnosi per uno sfruttamento di 4.000 ettari di terreno.
• Un termovalorizzatore è previsto ad Avezzano, gestito dal gruppo Sadam, finanziato dal gruppo Falk, alimentato con 270.000 tonnellate annue di biomassa forestale e colture legnose. L'equivalente di 7.200 ettari di terreno sfruttato. Produrrà energia (34 MegaWatt elettrici di potenza) e vapore (28 MegaWatt termici di potenza).
• Un termovalorizzatore a L’Aquila. Produrrà energia (5 MegaWatt elettrici di potenza) e vapore (7 MegaWatt termici di potenza). Bruceranno 56.000 tonnellate annue di coltura biomassa forestale, agricola e resti legnosi. 2.800 saranno gli ettari di terreno da sfruttare. Anche in questo caso si prevede un utilizzo per teleriscaldamento.

Allo stato attuale esiste anche il progetto della Micron con relativa valutazione di impatto ambientale che è depositato presso la Regione in attesa di approvazione: questo è il progetto che ha destato, inizialmente, le maggiore preoccupazioni a causa delle dimensioni dell’impianto stesso e della mancanza di studi scientifici e sanitari attendibili.
Molte associazioni, oltre che privati cittadini, hanno esternato dubbi e contrarietà riguardo al tanto discusso progetto Mirror, noto come “torcia al plasma”; si è lottato perché non venisse realizzato nonostante, tecnicamente, si presenti come una tecnologia innovativa. I dubbi riguardavano sia la tecnologia in sé sia le dimensioni dell’impianto che, prevedendo 7 torce al plasma, sembrava destinato non solo allo smaltimento dei residui tossici della Micron, ma anche altri rifiuti di provenienza sconosciuta.
Tuttavia mentre la popolazione era impegnata a preoccuparsi del cosiddetto progetto “Torcia al Plasma”, cercando fonti attendibili che ne attestassero il buon funzionamento e la relativa bassa pericolosità, la Micron stessa con un comunicato stampa dichiarava: “…ci teniamo a ribadire che Micron non farà nulla che non sia visto dal territorio, amministrazioni e cittadini,
come un valore e una opportunità di sviluppo…”.
Ma, e qui siamo al punto, contemporaneamente, altri si sono mossi nel silenzio più assoluto: infatti il 19 settembre 2007 presso il Ministero delle Politiche Agricole a Roma è stata siglata un'intesa tra Comune di Celano, Provincia, Regione, organizzazioni sindacali degli agricoltori e le aziende Eridania Sadam e Powercrop, per la costruzione di una centrale per biomasse ad Avezzano e la realizzazione di un nuovo impianto per la valorizzazione e la trasformazione degli ortaggi tipici del Fucino a Celano (cosa mai si dovrà più trasformare di tipico dato che i raccolti saranno quasi esclusivamente biomassa!!)

Non serve dire quali sono le conseguenze sulla salute umana e sulla economia del Fucino stesso.
Ciò che è vergognoso è il silenzio assordante dei media e soprattutto l’ignoranza che i comuni interessati mostrano nei confronti di questi progetti. Ogni cittadino deve farsi sentire e deve iniziare ad interessarsi di ciò che sta accadendo nel proprio comune.
Ci stupisce inoltre come, a corollario di tutto ciò, non ci siano stati fondi destinati ad un piano
di gestione dei rifiuti davvero efficiente ed a beneficio di tutta la comunità. Non sono stati approntati piani atti a far salire la percentuale del rifiuto differenziato, nei comuni della provincia, che portino a recuperare il 35% dei rifiuti, come previsto dalle direttive europee
Nel solo comune dell’Aquila il non aver raggiunto questo obiettivo costa una eco-multa di ben 1.000.000 di Euro l’anno. Inoltre non sono state incentivate e accuratamente pubblicizzate le azioni di governo atte a migliorare il risparmio energetico e lo sfruttamento della energia solare. Non ci risulta che nei nostri comuni si possa chiedere supporto per poter adeguare le abitazioni ad una coibentazione vera e a poter disporre di impianti centralizzati fotovoltaici.
Concludendo:
• La popolazione non è stata messa al corrente di un progetto così enorme da coinvolgere l’economia e la salute di tutti.
• Questi impianti si costruiscono non per necessità di smaltire i rifiuti prodotti nel nostro territorio o generare corrente necessaria allo stesso, ma per ragioni economiche che non hanno nulla a che vedere con i cittadini.
• Le tonnellate e tonnellate di scarti organici (coltivazioni ad hoc, legname, funghi ecc) necessarie a mantenere tutti gli impianti da dove arriveranno?
• Non si ha chiarezza di cosa potrebbe essere usato come combustibile: non è forse ipotizzabile che per mancanza di biomassa si utilizzerà anche il CDR (combustibile derivato da rifiuti)?
• Per ottenere biomasse da utilizzare negli inceneritori si rischia di impoverire il suolo marsicano: gli agricoltori ne sanno qualcosa? E’ stato accuratamente valutato l’impatto ambientale conseguente al cambiamento di destinazione agricola dei terreni?
• Sono state valutate attentamente le ripercussioni sulla salute dei cittadini?- non facciamoci imbambolare dal suffisso “bio”!!-

Gli Amici di Beppe Grillo, chiedono che al più presto venga aperto un Forum di discussione con la cittadinanza tutta atto a chiarire le posizioni dei singoli Comuni, della Provincia e della Regione.

Related Link: http://www.ilcapoluogo.it/news.php?extend.10655

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