Archivio G8 2009
Archivio COP15
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Nella notte tra il 23 e il 24 dicembre, nel parcheggio della discoteca Heaven a Teramo, una quindicina di neofascisti hanno aggredito, in maniera fredda e premeditata, tre ragazzi che entravano con le ragazze nel locale.
I neofascisti che li aspettavano nascosti dietro le macchine, usciti allo scoperto hanno iniziato ad insultarli e poco dopo hanno estratto i coltelli aggredendoli con varie coltellate al volto ed alla schiena.
Un tentato omicidio in piena regola.
Teramo è una città da sempre ostile ai fascisti, a partire dalla Restistenza, passando per la cacciata dei negazionisti Moffa e Faurisson, agli episodi più recenti dell'ottobre scorso quando anonimi antifà hanno "guastato la festa" ai neofascisti di Casa Pound.
Fino ad arrivare alla mobilitazione della "Teramo Antifascista" che coinvolgendo la cittadinanza in un presidio ha impedito al gruppo nazirock ZetaZeroAlfa legato ai neofascisti di CasaPound di suonare in città.
I fascisti teramani da parte loro sono constantemente impegnati a tenere alto il nome del passato regime fascista che difendono con tanto orgoglio: così tra una corona di partigiani bruciata, gli attacchi continui alle comunità Rom [1/2] e agli omosessuali e i numerosi tentativi di confondersi tra le proposte culturali teramane organizzando con nonchalance convegni antisemiti, i neofascisti nostrani tentano disperatamente di non farsi dimenticare.
Manifesto:
- Contro ogni Fascismo
Comunicati:
- Teramo Resiste
- Anarchici e Anarchiche
Appuntamenti:
- Sabato 9 Gennaio 2010 ore 16:30 - Presidio Antifascista a Teramo [FOTO]
Azioni:
- Letame e scritte al quotidiano teramano "La Città"
DI CARCERE SI MUORE Il caso di Stefano Cucchi [ corteo] con tutta la sua assurdità porta nuovamente alla ribalta il dramma delle carceri (147 morti solo nel 2009) e della brutalità delle forze dell'ordine.
Questioni scomode che si preferisce coprire e dimenticare.
A volte però accadono episodi che con irruenza, riescono a rompere il quotidiano muro di indifferenza verso le strutture carcerarie Italiane (luoghi sovraffollati, malgestiti e dove le violenze nei confronti di detenuti e detenute sono all'ordine del giorno) e a denunciare la brutalità delle forze dell'ordine.
Quasi a riprova di quanto accaduto a Roma e a Parma, nella redazione del quotidiano teramano "La Città", viene recapitata una busta contenente una lettera anonima ed un cd audio.
La voce registrata nel carcere di Castrogno, racconta di una "mancata rivolta" per via di un pestaggio consumato sotto gli occhi di detenuto "negro", sempre nella registrazione si rimprovera alle guardie carcerarie di aver massacrato un detenuto sotto gli occhi degli altri detenuti, mentre la buona norma prevede di massacrare il detenuto quando è "da solo". Per sua stessa ammissione, si scoprirà che la voce è quella del comandante delle guardie carcerarie Giuseppe Luzi, poi sospeso.
Nell'Italia del pacchetto sicurezza e della strategia della paura, episodi del genere non sono né isolati né rari.
AGGIORNAMENTO 19/12/09: Muore in carcere il testimone del pestaggio nel carcere di Teramo
AGGIORNAMENTO 08/01/10: Suicidio nel carcere di Sulmona si impicca un detenuto di 28 anni
L'Aquila: 9-10-11 luglio 2009
Alcune considerazioni sulla ricostruzione e sulla vita nelle tendopoli, attraverso le interviste ad alcuni degli aquilani impegnati nei comitati nati dopo il terremoto.
Scarica il video
Ulteriori informazioni sul terremoto:
laquila / terremoto mercoledì luglio 01, 2009 18:07 scritto da Indymedia Abruzzo
[ English ]
Dal 6 luglio L'Aquila sarà attraversata dal più cinico Summit G8 che la storia ricordi.
Nonostante i lavori nella Maddalena fossero già stati avviati, il Governo Berlusconi ha abilmente deciso di sfruttare "l'emergenza terremoto" spostando l'intera macchina organizzativa del G8 nel territorio aquilano colpito dal sisma.
Se le "opportunità e i vantaggi" offerti dal G8 non sono chiari a nessuno, ciò che sembra invece evidente è l'intento del Governo di scongiurare ogni possibile contestazione, sventolando lo "stato di emergenza" per tenere relegata la popolazione nei campi e per delegittimare chi, nonostante tutto, ha deciso di manifestare.
Lo stesso "stato di emergenza" che non sembra rappresentare un problema per il Governo, quando a parlare è la popolazione aquilana [proteste: L'Aquila - Roma], così come non sembrano rappresentare un problema i 500 milioni di euro (sottratti di fatto alla ricostruzione) investiti per allestire la caserma della Guardia di Finanza che ospiterà il vertice.
A completare il quadro, l'immancabile atteggiamento mistificatorio dei giornalisti, che dopo essersi distinti per sciacallaggio e bassezza umana durante i primi giorni del sisma, in questi giorni continuano a veicolare informazioni false tese a diffondere allarmismo e confusione [Il Giornale / Abruzzo24ore / Il Manifesto].
Nonostante il cinismo e le manovre del governo, anche questo G8 sarà segnato da contestazioni ed iniziative svolte sia nel territorio aquilano che su quello nazionale.
laquila / terremoto mercoledì maggio 13, 2009 17:11 scritto da Indymedia Abruzzo
Le notizie ufficiali sulle vittime e sulla distruzione causati nella notte del 6 aprile, hanno iniziato ad essere smentite man mano che alle persone coinvolte nel dramma è stato permesso di poter raccontare la loro versione dei fatti.
Lentamente sono iniziate ad emergere informazioni inquietanti circa le vittime che nessuno cerca, come tutti quei migranti "ammassati come bestie" negli scantinati del centro dell'Aquila affittati in nero [ telecamera nascosta nella sede della protezione civile], gente che non interessa al teatrino mediatico degli sciacalli dell'informazione, nè tantomeno ha indotto chi aveva affittato in nero quegli spazi ad avvisare della presenza di quei corpi.
Riguardo la sistemazione degli sfollati, da una parte, chi ha deciso di trasferirsi momentaneamente nella costa, si è visto servire cibi avariati, dall'altra, chi è rimasto nelle tendopoli allestite dalla Protezione Civile di Bertolaso, si è ritrovato a vivere in una situazione di crescente militarizzazione e repressione, con ingressi controllati e coprifuoco notturno.
Come se non bastasse, un altro terremoto è destinato a scuotere le vite dei e delle migliaia di sfollati rifugiati nelle tendopoli e negli altri alloggi di fortuna: il terremoto della ricostruzione.
Sabato 16 maggio ore 17, nel campo di Fossa (AQ): primo incontro di Indymedia Abruzzo. 
Mai come ora sentiamo la necessità di raccontare un'altra verità condividendo con tutti e tutte uno strumento orizzontale che permetta di raccontare senza censure quello che sta accadendo in Abruzzo.
Monitorare il processo della ricostruzione, raccontare la vita nei campi e i progetti di autorganizzazione, smascherare la sfilata del G8 che è stata indetta a L'Aquila: tutto questo è necessario per contrapporre un'altra voce al coro unanime offerto dall'informazione mainstream.
Non sperare che i giornalisti raccontino quello che tu stai vivendo in prima persona, raccontalo tu stesso!
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